
In sintesi:
- Lo SPID di livello 2 è la chiave per accedere in modo sicuro a quasi tutti i servizi della Pubblica Amministrazione e a molti servizi privati, come le banche.
- È possibile ottenerlo gratuitamente da casa utilizzando la Carta d’Identità Elettronica (CIE) e uno smartphone con tecnologia NFC, senza webcam.
- Grazie alla firma elettronica associata, lo SPID permette di firmare contratti con pieno valore legale, trasformando il modo di interagire con banche e aziende.
- La sua sicurezza, basata su due fattori (password + codice OTP), lo rende molto più robusto dei vecchi sistemi a singolo PIN, ma richiede attenzione contro le truffe di phishing.
Affrontare la burocrazia italiana spesso sembra una corsa a ostacoli: code interminabili agli sportelli, moduli cartacei da compilare e una giungla di PIN e password da ricordare per ogni singolo servizio. Dall’Agenzia delle Entrate all’INPS, passando per i servizi comunali, ogni interazione rischia di trasformarsi in una perdita di tempo ed energia. Molti cittadini si rassegnano a questa complessità, non sapendo che la soluzione per semplificare drasticamente la propria vita digitale è già nelle loro mani.
La risposta non è cercare l’ennesima scorciatoia o memorizzare un nuovo PIN, ma adottare un approccio strategico. Il Sistema Pubblico di Identità Digitale, o SPID, è stato introdotto proprio per questo. Tuttavia, la maggior parte delle persone lo vede ancora come un obbligo, uno strumento da usare solo quando richiesto. Lo considerano una semplice chiave, senza vederne il vero potenziale.
E se la vera rivoluzione non fosse semplicemente avere lo SPID, ma padroneggiarlo? L’angolo che esploreremo in questo articolo è proprio questo: trasformare lo SPID da una credenziale passiva a un vero e proprio centro di comando personale. Non ci limiteremo a spiegare come ottenerlo, ma mostreremo come utilizzarlo per costruire un ecosistema digitale efficiente, dove la gestione di tasse, conti bancari e contratti diventa un’operazione sicura e immediata, da fare comodamente dal divano.
Questo articolo è la tua mappa per raggiungere la piena “sovranità burocratica”. Esploreremo le scelte strategiche, le procedure pratiche, i protocolli di sicurezza e le applicazioni più avanzate per rendere lo SPID il tuo più grande alleato contro le perdite di tempo.
Sommario: La tua mappa per la sovranità digitale con SPID
- Livello 2 o livello 3:Banca tradizionale o digitale: quale scegliere per risparmiare 150€ di canone annuo?
- Come ottenere lo SPID gratis da casa senza webcam o lettore di smart card?
- Perché l’accesso con SPID è più sicuro del vecchio PIN dell’INPS?
- Il falso messaggio delle Poste sullo SPID che sta ingannando migliaia di utenti
- Come usare lo SPID per firmare contratti online con pieno valore legale?
- Come firmare il contratto dal divano con pieno valore legale (OTP e FEA)?
- Le 5 spese che il 60% degli italiani dimentica di inserire nella dichiarazione dei redditi
- È sicuro collegare tutti i conti correnti in un’unica dashboard tramite Open Banking?
Livello 2 o livello 3:Banca tradizionale o digitale: quale scegliere per risparmiare 150€ di canone annuo?
La diffusione dello SPID in Italia è ormai capillare: secondo i dati AgID del 2024, sono oltre 41 milioni i cittadini che lo possiedono, con un volume di 1,2 miliardi di autenticazioni. Ma possedere lo SPID è solo il primo passo; la scelta cruciale riguarda il livello di sicurezza, che impatta direttamente su costi e possibilità operative, specialmente in ambito bancario e fiscale. La domanda non è più “se” avere lo SPID, ma “quale” SPID scegliere per le proprie esigenze.
Lo SPID di livello 2 è lo standard de facto per la quasi totalità dei servizi della Pubblica Amministrazione e per molte operazioni bancarie. La sua forza risiede nell’autenticazione a due fattori: una password scelta dall’utente e un codice “usa e getta” (OTP) generato tramite un’app sullo smartphone o ricevuto via SMS. Questo livello è quasi sempre gratuito per i cittadini e offre un equilibrio perfetto tra sicurezza e praticità per l’accesso al 730 precompilato, ai bonus statali e alla gestione base del conto corrente.
Lo SPID di livello 3, invece, rappresenta il massimo grado di sicurezza. Richiede un supporto fisico aggiuntivo, come una smart card o un dispositivo HSM (Hardware Security Module), simile a una chiavetta USB sicura. Questo livello è indispensabile solo per operazioni ad altissimo rischio o valore, come la sottoscrizione di atti notarili digitali o la movimentazione di ingenti capitali. Tuttavia, questa sicurezza ha un costo: il rinnovo annuale può variare tra 35€ e 50€, a cui si aggiunge il costo iniziale del lettore o del dispositivo. Anche i servizi nominalmente gratuiti si stanno muovendo verso modelli a pagamento: dal luglio 2025, ad esempio, Aruba introdurrà un canone di rinnovo annuale, segnalando la fine dei finanziamenti statali e la necessità di sostenibilità economica del servizio. Per il 99% dei cittadini, lo SPID di livello 2 è più che sufficiente, rappresentando la scelta più intelligente per bilanciare costi e funzionalità.
Per chiarire le differenze operative ed economiche, ecco un confronto diretto tra i due livelli di sicurezza.
| Caratteristiche | SPID Livello 2 | SPID Livello 3 |
|---|---|---|
| Metodo di accesso | Username + Password + OTP (via SMS o app) | Username + Password + Smart Card/HSM |
| Servizi bancari base | ✓ Sufficiente | ✓ Supportato |
| Operazioni ad alto valore | Limitazioni possibili | ✓ Pieno accesso |
| Costo medio annuo | Gratuito per privati | 35-50€ + costo lettore |
| Tempo di attivazione | Immediato con app | 5-10 giorni per smart card |
Come ottenere lo SPID gratis da casa senza webcam o lettore di smart card?
Uno dei freni principali all’adozione dello SPID è la percezione di una procedura di attivazione complessa, che richiede riconoscimento via webcam o di recarsi fisicamente in un ufficio. In realtà, oggi esiste un metodo estremamente rapido, gratuito e sicuro che permette di fare tutto da casa, utilizzando solo due strumenti che la maggior parte dei cittadini possiede già: la Carta d’Identità Elettronica (CIE) e uno smartphone dotato di chip NFC.
La tecnologia NFC (Near Field Communication) è la stessa utilizzata per i pagamenti contactless con carta di credito o smartphone. Permette a due dispositivi di comunicare semplicemente avvicinandoli. La CIE contiene un microchip che custodisce in modo sicuro i dati di identificazione del titolare. Avvicinando la CIE al retro dello smartphone, l’app dell’Identity Provider può leggere questi dati in modo crittografato, verificando l’identità dell’utente con un livello di sicurezza elevatissimo, senza bisogno di videochiamate con un operatore.
Questo metodo non solo è il più veloce, ma è anche tra i più sicuri, poiché si basa su un documento di identità fisico e su protocolli crittografici robusti. Molti provider, come Poste Italiane, offrono questa modalità di riconoscimento in modo completamente gratuito. Ecco i passi pratici per attivare il tuo SPID di livello 2 da casa.

La procedura è semplice. Devi solo scegliere un Identity Provider che supporti questo metodo e seguire le istruzioni, che culminano nel gesto di appoggiare la carta sul telefono, come mostrato nell’immagine. L’intero processo può richiedere meno di 15 minuti.
Ecco la procedura dettagliata da seguire:
- Verifica NFC e PIN: Assicurati che il tuo smartphone abbia il chip NFC attivo (solitamente in Impostazioni > Connessioni). Ti serviranno anche le 8 cifre del PIN della tua CIE, che ti sono state consegnate in due parti al momento del rilascio.
- Scarica l’app CieID: Installa l’app ufficiale “CieID” dallo store del tuo telefono per registrare la tua carta e testare la lettura del chip.
- Scegli l’Identity Provider: Vai sul sito di un provider che offre il riconoscimento gratuito con CIE (es. PosteID, Aruba, etc.) e inizia la registrazione per ottenere lo SPID.
- Esegui il riconoscimento: Quando richiesto dalla procedura del provider, apri l’app CieID e avvicina la tua Carta d’Identità Elettronica al retro dello smartphone fino a quando non viene riconosciuta.
- Completa la registrazione: Inserisci la tua email e il numero di cellulare, imposta la password e attendi la conferma di attivazione. A questo punto potrai usare l’app del provider per generare i codici OTP.
Perché l’accesso con SPID è più sicuro del vecchio PIN dell’INPS?
Per anni, l’accesso ai servizi online della Pubblica Amministrazione è stato affidato a un semplice codice PIN, come quello dell’INPS o dell’Agenzia delle Entrate. Sebbene fosse un passo avanti rispetto allo sportello fisico, questo sistema presentava una vulnerabilità fondamentale: si basava su un’unica credenziale statica. Se un malintenzionato riusciva a rubare quel PIN, aveva accesso completo all’account dell’utente. Lo SPID di livello 2 ha rivoluzionato questo paradigma introducendo un “scudo digitale” a due livelli.
La sicurezza dello SPID L2 non si basa su un singolo segreto, ma su una combinazione di due fattori indipendenti: qualcosa che sai (la tua password) e qualcosa che hai (il tuo smartphone, che genera un codice OTP). Anche se un truffatore riuscisse a rubare la tua password, non potrebbe accedere ai tuoi dati senza avere anche il controllo fisico del tuo telefono per generare il codice temporaneo. Questo rende gli attacchi a distanza infinitamente più difficili.
Questo meccanismo, noto come autenticazione a più fattori (MFA), è oggi lo standard di sicurezza globale per proteggere account bancari, email e qualsiasi dato sensibile. Il massiccio passaggio a questo sistema è testimoniato dai numeri: come riportato dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale, si è passati da 144 milioni di autenticazioni nel 2020 a oltre 100 milioni solo nei primi tre mesi del 2021, un segnale della crescente fiducia nel nuovo sistema.
La natura stessa del secondo fattore è ciò che garantisce la protezione, come spiegato chiaramente dall’Agenzia per l’Italia Digitale.
Il secondo livello permette l’accesso attraverso un nome utente e una password scelti dall’utente, più la generazione di un codice temporaneo di accesso (one time password), fornito attraverso sms o con l’uso di un’app fruibile attraverso un dispositivo.
– AgID – Agenzia per l’Italia Digitale, Documentazione ufficiale SPID sui livelli di sicurezza
Questo doppio livello di protezione non solo rende l’accesso più sicuro, ma offre anche una maggiore tranquillità all’utente, sapendo che i propri dati fiscali, previdenziali e sanitari sono protetti da una barriera digitale robusta e moderna.
Il falso messaggio delle Poste sullo SPID che sta ingannando migliaia di utenti
La crescente popolarità e importanza dello SPID lo hanno reso un bersaglio privilegiato per i truffatori digitali. Una delle campagne di phishing (o “smishing”, quando avviene via SMS) più diffuse e insidiose è quella che sfrutta il nome di Poste Italiane, uno degli Identity Provider più utilizzati. Migliaia di utenti ricevono un messaggio SMS apparentemente ufficiale che li avvisa di una presunta “scadenza” o “sospensione” del loro SPID, invitandoli a cliccare su un link per “rinnovarlo” o “sbloccarlo”.
Questi link conducono a pagine web clonate, identiche nell’aspetto a quella di Poste Italiane, dove all’utente viene chiesto di inserire le proprie credenziali SPID (username e password). Una volta inserite, i truffatori le rubano e, in alcuni casi, con tecniche più sofisticate, riescono a carpire anche il codice OTP, ottenendo così il pieno controllo dell’identità digitale della vittima. Questo permette loro di accedere a servizi, richiedere bonus a nome dell’utente o compiere altre attività illecite.
L’efficacia di questa truffa si basa sulla leva dell’urgenza e della paura. Il messaggio è formulato per creare panico, spingendo l’utente ad agire d’impulso senza riflettere. L’esperienza di molti cittadini, come quella raccolta da diverse testate, dimostra quanto sia facile cadere in trappola.
Ho ricevuto un SMS che sembrava da Poste Italiane per rinnovare lo SPID. Il messaggio diceva che il mio account sarebbe stato bloccato entro 24 ore. Per fortuna mia nipote mi ha fermato prima che inserissi i dati sulla pagina fake.
– Un pensionato di 72 anni, Il Sole 24 Ore
Riconoscere questi tentativi di frode è il primo passo per proteggersi. La regola d’oro è una: nessun Identity Provider chiederà mai di rinnovare lo SPID o di inserire credenziali tramite un link inviato via SMS o email. Qualsiasi operazione va fatta esclusivamente accedendo al sito o all’app ufficiale digitandone l’indirizzo direttamente nel browser.
Come usare lo SPID per firmare contratti online con pieno valore legale?
Oltre all’accesso ai portali della Pubblica Amministrazione, una delle funzionalità più potenti e meno sfruttate dello SPID è la sua capacità di abilitare la Firma Elettronica. Questo trasforma lo SPID da semplice chiave di accesso a uno strumento con cui compiere atti giuridicamente vincolanti, come firmare un contratto di lavoro, un contratto di affitto o un accordo commerciale, il tutto senza stampare un singolo foglio di carta.
Esistono diversi tipi di firma elettronica, ma quella più comunemente associata allo SPID di livello 2 è la Firma Elettronica Avanzata (FEA). Questo tipo di firma garantisce una connessione univoca al firmatario e la sua capacità di controllare il processo di firma. Quando si firma un documento con SPID, la piattaforma di firma “lega” in modo crittografico l’identità digitale dell’utente (verificata tramite l’autenticazione L2) al documento stesso. Il risultato è un file (solitamente con estensione .p7m) che ha lo stesso valore legale di un documento cartaceo firmato a mano.
Questo apre scenari rivoluzionari: un professionista può accettare un incarico da un’azienda a centinaia di chilometri di distanza, uno studente fuori sede può firmare il contratto di locazione senza viaggiare, e chiunque può sottoscrivere un nuovo contratto per servizi (luce, gas, telefono) in pochi minuti. Questa crescente adozione è confermata dalle proiezioni: secondo il monitoraggio AgID, si prevedono 630 milioni di autenticazioni nel primo semestre 2025, con un aumento esponenziale dell’uso per servizi avanzati come la firma digitale.
Il processo è reso incredibilmente semplice dalle piattaforme di firma digitale, che guidano l’utente passo dopo passo, dall’autenticazione SPID all’apposizione della firma sul documento digitale.

L’immagine di un professionista che finalizza un accordo dal proprio ufficio usando solo un tablet e uno smartphone non è più fantascienza, ma una realtà quotidiana resa possibile da questa tecnologia. La firma digitale con SPID elimina le barriere geografiche e temporali, rendendo le transazioni più veloci, economiche ed ecologiche.
Come firmare il contratto dal divano con pieno valore legale (OTP e FEA)?
La teoria della Firma Elettronica Avanzata (FEA) tramite SPID si traduce in una pratica sorprendentemente semplice. Firmare un contratto legalmente valido dal proprio divano non richiede competenze tecniche avanzate, ma solo la comprensione di un flusso logico che combina la piattaforma di firma, le credenziali SPID e il codice OTP generato dal proprio smartphone. Vediamo come funziona concretamente.
Il processo si articola in pochi passaggi chiave. Per prima cosa, si riceve un invito a firmare un documento su una piattaforma certificata (come InfoCert, Aruba Sign o quella offerta da Poste Italiane). A questo punto, per accedere al documento, la piattaforma richiede di identificarsi. Invece di usare un’ennesima password, si seleziona l’opzione “Accedi con SPID”. Si inseriscono le proprie credenziali e si conferma l’accesso inserendo il codice OTP dall’app sul telefono. Una volta autenticati, si visualizza il documento, si posiziona il campo firma dove richiesto e si dà il comando finale di firma, che spesso richiede un’ulteriore conferma tramite OTP. Questo secondo OTP “sigilla” il documento, associandolo in modo indissolubile alla propria identità digitale.
Studio di caso: PosteID e la firma elettronica avanzata con SPID livello 2
Poste Italiane ha implementato un sistema che permette di firmare documenti con valore legale utilizzando l’app PosteID. Il processo prevede la ricezione del documento sulla piattaforma, l’autenticazione con SPID livello 2 (tramite QR code o credenziali+OTP) e l’apposizione della firma FEA che lega univocamente il documento al firmatario attraverso il certificato digitale SPID. Questo sistema è già utilizzato mensilmente da oltre 2 milioni di utenti per firmare contratti di lavoro, locazione e servizi, dimostrando la maturità e l’affidabilità della soluzione.
Per rendere il processo ancora più chiaro, ecco una procedura passo-passo che puoi seguire su quasi tutte le piattaforme di firma digitale:
- Accesso alla Piattaforma: Accedi alla piattaforma di firma (es. InfoCert, Aruba Sign) utilizzando il tuo SPID di livello 2.
- Selezione del Documento: Carica il documento PDF che devi firmare o aprilo se è già presente nella tua area riservata.
- Posizionamento della Firma: Trascina e rilascia il campo firma nel punto esatto del documento dove dovrebbe apparire la tua firma.
- Conferma con OTP: Clicca su “Firma” e, quando richiesto, inserisci l’ultimo codice OTP ricevuto sul tuo smartphone per confermare l’operazione.
- Download e Conservazione: Scarica il documento firmato, che avrà un’estensione .p7m o sarà un PDF con firma incorporata, e conservalo digitalmente.
Le 5 spese che il 60% degli italiani dimentica di inserire nella dichiarazione dei redditi
Uno degli ambiti in cui lo SPID ha portato i maggiori benefici è senza dubbio quello fiscale. L’accesso all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate tramite SPID permette di visualizzare, modificare e inviare la propria dichiarazione dei redditi (modello 730 precompilato) in totale autonomia. Già nel 2019, come evidenziato dal Sole 24 Ore, 4 milioni di utenti SPID utilizzavano regolarmente questo canale, e oggi il numero è cresciuto esponenzialmente.
Il grande vantaggio del 730 precompilato è che molti dati sono già inseriti automaticamente dall’Agenzia. Tuttavia, la sua efficacia dipende dalla completezza di queste informazioni. Spesso, molte spese detraibili o deducibili non vengono tracciate e devono essere inserite manualmente dall’utente. È qui che si annidano le dimenticanze più comuni, che possono costare centinaia di euro di rimborsi mancati. Tra le più frequenti troviamo:
- Spese mediche specialistiche non trasmesse dal sistema sanitario: Visite private, fatture di psicologi o fisioterapisti spesso non vengono comunicate e vanno aggiunte a mano.
- Spese di istruzione non universitaria: Costi per la mensa scolastica, gite, corsi di lingua o musica per i figli.
- Spese funebri: Spesso dimenticate nell’anno successivo all’evento.
- Erogazioni liberali a ONLUS e enti del terzo settore: Le donazioni a enti benefici, se tracciabili, danno diritto a detrazioni.
- Spese per l’abbonamento al trasporto pubblico: L’abbonamento annuale o mensile a bus, metro e treni per sé o per familiari a carico è detraibile.
Avere un accesso semplice e sicuro tramite SPID permette di dedicare il tempo risparmiato non alla burocrazia, ma a un controllo più attento di queste voci. È utile sapere, come chiarisce la stessa Agenzia delle Entrate, che anche chi usa SPID può, se necessario, ottenere le vecchie credenziali Fisconline: “Chi si identifica con SPID, CIE o CNS, può comunque richiedere il codice PIN all’interno dell’area riservata selezionando la funzione ‘Prelievo credenziali Fisconline’ nella sezione ‘Profilo utente'”. Questa è un’opzione di backup utile in rari casi di malfunzionamento.
Checklist per la tua dichiarazione dei redditi digitale
- Punti di contatto: Elenca tutti i servizi a cui accedi per la dichiarazione (Agenzia Entrate, portale INPS, cassetto previdenziale) e verifica di avere le credenziali SPID a portata di mano.
- Raccolta dati: Inventaria tutte le ricevute e i documenti digitali (spese mediche, istruzione, donazioni) pronti per l’upload o la consultazione.
- Coerenza e verifica: Confronta attentamente i dati presenti nel 730 precompilato con i tuoi documenti. Ci sono discrepanze o importi mancanti?
- Controllo dimenticanze: Rileggi la lista delle 5 spese più comuni dimenticate. Hai sostenuto costi che non sono presenti nel precompilato?
- Piano di integrazione e invio: Pianifica come integrare i dati mancanti e fissa una data sul calendario per l’invio finale della dichiarazione, evitando la scadenza.
Da ricordare
- Lo SPID di livello 2 è lo strumento standard, gratuito e sufficientemente sicuro per il 99% delle esigenze fiscali e bancarie di un cittadino.
- La sicurezza dello SPID non è assoluta: la consapevolezza delle truffe di phishing e la diffidenza verso comunicazioni non ufficiali sono fondamentali.
- Oltre all’accesso, lo SPID abilita la firma elettronica, una funzione potente per eliminare la carta e le distanze geografiche nella stipula di contratti.
È sicuro collegare tutti i conti correnti in un’unica dashboard tramite Open Banking?
L’evoluzione finale dell’ecosistema digitale personale è l’Open Banking. Grazie alla direttiva europea PSD2, oggi è possibile autorizzare app e servizi di terze parti ad accedere ai dati dei propri conti correnti (in modalità di sola lettura) per aggregarli in un’unica dashboard. Questo permette di avere una visione d’insieme della propria situazione finanziaria, analizzare le spese e pianificare i budget in modo molto più efficace. E la chiave per autorizzare questo accesso in modo sicuro è, ancora una volta, lo SPID.
Tuttavia, l’idea di dare a un’app l’accesso a tutti i propri conti solleva un legittimo dubbio: è sicuro? La risposta è sì, a patto di comprendere come funziona la sicurezza. L’autenticazione tramite SPID garantisce che sia effettivamente il titolare del conto a dare il consenso. Dopodiché, la sicurezza dipende dalla piattaforma di Open Banking scelta, che deve essere un operatore autorizzato e conforme alla PSD2. Questi servizi possono solo leggere i dati (saldo, lista movimenti) e non possono in alcun modo effettuare operazioni (bonifici, pagamenti) senza un consenso esplicito e separato per ogni singola operazione.
Nonostante la sicurezza del sistema, l’adozione è ancora limitata nel settore privato. Secondo l’Osservatorio Digital Identity del Politecnico di Milano, mentre l’87% degli italiani usa l’home banking, solo una piccola frazione sfrutta lo SPID con la stessa frequenza per servizi privati. Il motivo principale, secondo lo studio, è che nel 2021 solo 59 aziende private avevano integrato SPID, a fronte di oltre 9.000 enti pubblici. L’uso dello SPID è percepito come legato alla burocrazia statale, non ancora come una chiave universale per il proprio ecosistema finanziario. Tuttavia, i dati dell’Osservatorio mostrano che il 41% degli italiani usa le credenziali di home banking più volte a settimana, indicando una forte propensione alla gestione digitale delle finanze, un’abitudine che renderà l’integrazione con SPID sempre più naturale.
Il controllo rimane sempre nelle mani dell’utente. Il consenso dato a un’app di Open Banking non è permanente: può essere revocato in qualsiasi momento, sia dall’app stessa che, più importante, direttamente dal portale della propria banca, nella sezione dedicata ai consensi PSD2.
Ora hai tutti gli strumenti per prendere il controllo. Il prossimo passo è applicare questi consigli e iniziare a usare il tuo SPID non come un’imposizione, ma come il tuo più potente alleato per un’interazione con la burocrazia e il mondo finanziario finalmente semplice, sicura ed efficiente.
Domande frequenti sull’uso dello SPID per fisco e banche
Come riconoscere un messaggio di phishing SPID?
I messaggi fraudolenti contengono spesso errori grammaticali, richiedono azioni urgenti, usano domini simili ma non ufficiali (es. postee.it invece di poste.it) e chiedono di inserire credenziali su pagine non sicure (senza https e lucchetto).
Cosa fare se ho cliccato su un link sospetto?
Cambia immediatamente la password dal sito ufficiale del tuo Identity Provider, controlla gli ultimi accessi dal tuo profilo SPID, contatta il servizio clienti del provider e monitora movimenti anomali sui tuoi conti.
Gli Identity Provider contattano mai via SMS per rinnovi o pagamenti?
No, gli Identity Provider non inviano MAI SMS con link per rinnovi o pagamenti. Tutte le comunicazioni ufficiali avvengono tramite l’area riservata del loro sito o app ufficiale.
L’autenticazione SPID garantisce automaticamente la sicurezza nell’Open Banking?
No, SPID garantisce solo l’identificazione sicura iniziale. La sicurezza complessiva dipende anche dalla conformità PSD2 del servizio di aggregazione e dalle misure di sicurezza implementate dalla piattaforma.
Quali dati possono vedere i servizi di Open Banking?
Con il consenso PSD2, possono accedere a: saldo, movimenti, IBAN, intestatari. Non possono effettuare operazioni senza un consenso specifico aggiuntivo (PISP).
Come posso revocare l’accesso a un servizio di Open Banking?
Puoi revocare l’accesso sia dall’app di Open Banking che dal portale della tua banca nella sezione ‘Consensi PSD2’ o ‘Servizi terze parti’, con effetto immediato.