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Regolamento sui benchmark: pubblicate nuove norme tecniche di regolamentazione di integrazioneNella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea dello scorso 5 novembre, sono state pubblicate le nuove norme tecniche di regolamentazione di integrazione del Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio sugli indici usati come indici di riferimento negli strumenti finanziari e nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento (Regolamento sui benchmark).

Nello specifico, sono stati pubblicati i seguenti Regolamenti:

Regolamento delegato (UE) 2018/1637 della Commissione, del 13 luglio 2018 – Che integra il Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione relative alle procedure e alle caratteristiche della funzione di sorveglianza

L’articolo 5 del Regolamento (UE) 2016/1011 impone agli amministratori degli indici di riferimento di istituire una funzione di sorveglianza permanente ed efficace espletata da un comitato distinto o da un altro idoneo meccanismo di governance.

Per conformarsi alle prescrizioni di cui al citato articolo 5 del Regolamento (UE) 2016/1011, gli amministratori hanno il potere discrezionale di definire la funzione di sorveglianza più adeguata per gli indici di riferimento che forniscono.

Il Regolamento in commento stabilisce un elenco non esaustivo di meccanismi di governance idonei.

Consulta il testo integrale -> Regolamento UE 13 luglio 2018, n. 1637

Regolamento delegato (UE) 2018/1638 della Commissione, del 13 luglio 2018 – Che integra il Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione volte a specificare ulteriormente le modalità per assicurare che i dati siano idonei e verificabili nonché le procedure interne di sorveglianza e di verifica che l’amministratore di indici di riferimento critici o significativi deve accertare che vengano applicate dai contributori di dati quando i dati sono forniti da una funzione di front office

L’articolo 11, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 2016/1011 dispone che i dati utilizzati per un indice di riferimento devono essere idonei a rappresentare accuratamente e in maniera affidabile il mercato o la realtà economica che l’indice di riferimento intende misurare, e stabilisce altresì che devono essere verificabili. Inoltre, nei casi in cui i dati sono forniti da una funzione di front office, l’articolo 11, paragrafo 3, lettera b), di tale Regolamento prevede che l’amministratore garantisca che il contributore di dati disponga di adeguate procedure interne di sorveglianza e di verifica.

Perché un indice di riferimento sia calcolato correttamente occorre non soltanto che i valori dei dati forniti siano accurati ma anche che siano nell’unità di misura e rispecchino le caratteristiche rilevanti delle attività sottostanti.

La verificabilità dei dati dipende dal livello di accuratezza, che a sua volta dipende notevolmente dal tipo di dati usati. Anche i dati che non sono dati sulle operazioni, né provengono da una fonte di dati regolamentata di cui all’articolo 3, paragrafo 1, punto 24), del Regolamento (UE) 2016/1011, possono soddisfare il requisito di essere verificabili se l’amministratore dispone di informazioni sufficienti per svolgere adeguate verifiche su di essi. L’amministratore dovrebbe pertanto essere tenuto ad assicurarsi di disporre delle informazioni necessarie per effettuare le opportune verifiche.

Consulta il testo integrale -> Regolamento UE 13 luglio 2018, n. 1638

Regolamento delegato (UE) 2018/1639 della Commissione, del 13 luglio 2018, che integra il Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione che specificano ulteriormente gli elementi del codice di condotta che deve essere elaborato dagli amministratori degli indici di riferimento basati su dati ottenuti da contributori

L’articolo 15 del Regolamento (UE) 2016/1011 impone agli amministratori degli indici di riferimento basati su dati ottenuti da contributori di elaborare un codice di condotta per tali indici di riferimento che specifichi chiaramente le responsabilità dei contributori in relazione alla contribuzione dei dati. Se l’amministratore fornisce una famiglia di indici di riferimento costituita da più indici di riferimento basati su dati ottenuti da contributori, è possibile elaborare un unico codice di condotta per la famiglia di indici di riferimento.

L’articolo 15, paragrafo 2, dello stesso Regolamento elenca gli elementi da includere, come minimo, in ciascun codice di condotta elaborato a norma dello stesso articolo. Il codice di condotta non è richiesto se l’indice di riferimento è un indice di riferimento basato su dati regolamentati, secondo la definizione dell’articolo 3, paragrafo 1, punto 24, del medesimo Regolamento.

Al fine di garantire che l’indice di riferimento sia determinato correttamente, è fondamentale che i dati forniti dai contributori presentino tutte le caratteristiche richieste dalla metodologia e siano completi. Il codice di condotta dovrebbe, pertanto, descrivere tali caratteristiche in maniera sufficientemente dettagliata e indicare quali dati il contributore deve prendere in considerazione, quali dati deve escludere e in che modo deve trasmettere i dati all’amministratore.

Consulta il testo integrale -> Regolamento UE 13 luglio 2018, n. 1639

Regolamento delegato (UE) 2018/1640 della Commissione, del 13 luglio 2018, che integra il Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione che specificano ulteriormente i requisiti di governance e di controllo per i contributori sottoposti a vigilanza

L’articolo 16 del Regolamento (UE) 2016/1011 impone taluni requisiti di governance e di controllo ai contributori sottoposti a vigilanza, incluso l’obbligo di dotarsi di un sistema di controlli per garantire l’integrità, l’accuratezza e l’affidabilità dei dati, nonché l’obbligo di dotarsi di sistemi e controlli efficaci per garantire l’integrità e l’affidabilità di tutti i dati di cui è effettuata la contribuzione. Questi obblighi sono già in parte disciplinati dagli articoli 11 e 15 del Regolamento (UE) 2016/1011 e dai relativi regolamenti delegati. Tuttavia, per certi aspetti le disposizioni del presente regolamento delegato della Commissione vanno oltre quelle degli articoli 11 e 15 del Regolamento (UE) 2016/1011 e taluni contributori sottoposti a vigilanza potrebbero non essere soggetti alle disposizioni dei suddetti articoli in quanto effettuano la contribuzione di dati per indici di riferimento forniti da amministratori che sono esclusi dall’ambito di applicazione del Regolamento (UE) 2016/1011. Per evitare l’incertezza giuridica, i requisiti stabiliti dal presente regolamento delegato della Commissione lasciano impregiudicati gli articoli 11 e 15 del Regolamento (UE) 2016/1011 e i relativi regolamenti delegati e quindi sono applicabili solo nella misura in cui integrano le disposizioni di cui sopra.

Il sistema dei controlli istituito dai contributori sottoposti a vigilanza dovrebbe includere una procedura per individuare e gestire le violazioni del Regolamento (UE) 2016/1011 e le violazioni del codice di condotta applicabile, e politiche in materia di segnalazione di illeciti, di sorveglianza e di riesame periodico del processo di contribuzione dei dati. L’obiettivo è consentire ai contributori sottoposti a vigilanza di essere certi di agire nel rispetto delle norme e di trasmettere dati accurati e attendibili.

Consulta il testo integrale -> Regolamento UE 13 luglio 2018, n. 1640

Regolamento delegato (UE) 2018/1641 della Commissione, del 13 luglio 2018, che integra il Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione che specificano ulteriormente le informazioni che gli amministratori di indici di riferimento critici o significativi devono fornire sulla metodologia utilizzata per determinare l’indice di riferimento, sul riesame interno, sull’approvazione della metodologia e sulle procedure per apportare modifiche rilevanti alla metodologia

L’articolo 13, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 2016/1011 impone all’amministratore di un indice di riferimento o, se del caso, di una famiglia di indici di riferimento di pubblicare o mettere a disposizione gli elementi chiave della metodologia da esso utilizzata per determinare l’indice di riferimento o, se del caso, gli indici di riferimento della famiglia di indici di riferimento, i dettagli relativi al riesame interno e all’approvazione della metodologia e le procedure di consultazione su modifiche metodologiche rilevanti e di comunicazione agli utenti di tali modifiche. Il presente regolamento specifica ulteriormente le informazioni che gli amministratori devono fornire per quanto riguarda i loro indici di riferimento significativi e critici. Esso non si applica gli amministratori che forniscono unicamente indici di riferimento non significativi. Gli amministratori che forniscono sia indici di riferimento non significativi che indici di riferimento significativi o critici dovrebbero rispettare il presente regolamento in relazione agli indici di riferimento critici e significativi. Per gli amministratori di indici di riferimento non significativi l’ESMA può emanare orientamenti sulle stesse materie.

Le metodologie degli indici di riferimento sono molto diverse fra loro. Gli elementi chiave specificati nel Regolamento in commento dovrebbero, pertanto, essere pubblicati o messi a disposizione solo nella misura in cui sono pertinenti per l’indice di riferimento in questione.

Consulta il testo integrale -> Regolamento UE 13 luglio 2018, n. 1641

Regolamento delegato (UE) 2018/1642 della Commissione, del 13 luglio 2018, che integra il Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione che precisano ulteriormente i criteri di cui le autorità competenti devono tenere conto nel valutare se gli amministratori di indici di riferimento significativi debbano applicare determinati requisiti

L’articolo 25, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 2016/1011 consente all’amministratore di un indice di riferimento significativo di decidere di non applicare alcune disposizioni di detto regolamento. Qualora l’amministratore decida di non applicare una o più disposizioni, l’Autorità competente può decidere che l’amministratore è nondimeno tenuto ad applicarne una o alcune. L’articolo 25, paragrafo 3, di detto Regolamento precisa i criteri che l’Autorità competente deve prendere in considerazione nel valutare se è opportuno che l’amministratore applichi tali disposizioni.

I criteri che l’Autorità competente deve prendere in considerazione dovrebbero tenere conto della natura delle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/1011 che gli amministratori di indici di riferimento significativi possono decidere di non applicare. Gli amministratori di indici di riferimento significativi possono decidere di non applicare alcune disposizioni che impongono loro di porre in essere misure organizzative al fine di ridurre il rischio di conflitti di interesse derivanti dal coinvolgimento dei dipendenti nella fornitura dell’indice di riferimento. Nel considerare i criteri di cui all’articolo 25, paragrafo 3, lettere a), c) e i), di detto Regolamento, le Autorità competenti dovrebbero, pertanto, valutare se esistono anche altri mezzi adeguati per proteggere l’integrità dell’indice di riferimento, in luogo delle misure organizzative previste da tali disposizioni.

Consulta il testo integrale -> Regolamento UE 13 luglio 2018, n. 1642

Regolamento delegato (UE) 2018/1643 della Commissione, del 13 luglio 2018, che integra il Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione che specificano ulteriormente il contenuto della dichiarazione sull’indice di riferimento che l’amministratore dell’indice di riferimento è tenuto a pubblicare e i casi in cui sono necessari aggiornamenti della dichiarazione stessa

L’articolo 27, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 2016/1011 impone agli amministratori di pubblicare una dichiarazione per l’indice di riferimento o, se del caso, per la famiglia di indici di riferimento se tale indice di riferimento o famiglia di indici di riferimento possono essere utilizzati nell’Unione.

La dichiarazione sull’indice di riferimento dovrebbe includere informazioni complete sul mercato o sulla realtà economica che l’indice di riferimento o la famiglia di indici di riferimento intende misurare e spiegare quando la misurazione del mercato o della realtà economica potrebbe diventare inaffidabile. Tali informazioni sono necessarie agli utenti e ai potenziali utenti per comprendere appieno l’indice di riferimento o la famiglia di indici di riferimento.

Consulta il testo integrale -> Regolamento UE 13 luglio 2018, n. 1643

Regolamento delegato (UE) 2018/1644 della Commissione, del 13 luglio 2018, che integra il Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione che stabiliscono il contenuto minimo degli accordi di cooperazione con le autorità competenti dei paesi terzi il cui quadro giuridico e le cui prassi di vigilanza siano stati riconosciuti equivalenti

L’articolo 30 del Regolamento (UE) 2016/1011 stabilisce le condizioni per consentire l’utilizzo nell’Unione di indici di riferimento forniti da un amministratore ubicato in un paese terzo. Una delle condizioni prevede che sia stata adottata una decisione di equivalenza che riconosce il quadro giuridico e le prassi di vigilanza del Paese terzo come equivalenti. L’articolo 30, paragrafo 4, dispone che l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) istituisca accordi di cooperazione con le Autorità competenti dei paesi terzi per i quali è stata adottata una decisione di equivalenza.

Gli accordi di cooperazione dovrebbero consentire all’ESMA e all’Autorità competente del Paese terzo di scambiare tutte le informazioni pertinenti per l’assolvimento dei rispettivi compiti in materia di vigilanza. La Commissione può adottare un certo numero di decisioni di equivalenza in base alle quali gli indici di riferimento forniti da amministratori ubicati nei paesi interessati possono essere utilizzati da entità sottoposte a vigilanza nell’Unione. È, quindi, importante che tutti gli accordi di cooperazione contengano gli stessi requisiti minimi per quanto riguarda i moduli e le procedure da utilizzare per lo scambio di informazioni, ivi comprese le stesse disposizioni in materia di riservatezza e le stesse condizioni che disciplinano l’uso delle informazioni ottenute nel quadro degli accordi di cooperazione.

Consulta il testo integrale -> Regolamento UE 13 luglio 2018, n. 1644

Regolamento delegato (UE) 2018/1645 della Commissione, del 13 luglio 2018, che integra il Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione relative alla forma e al contenuto della domanda di riconoscimento presso l’autorità competente dello Stato membro di riferimento e della presentazione delle informazioni nella notifica all’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA)

Un amministratore di indici di riferimento ubicato in un paese terzo può presentare domanda di riconoscimento nell’Unione. Nella domanda di riconoscimento è tenuto a descrivere in modo completo il regime, le politiche e le procedure che ha istituito al fine di soddisfare i requisiti applicabili previsti dal Regolamento (UE) 2016/1011. Il Regolamento in commento mira ad assicurare che le Autorità competenti dell’Unione ricevano informazioni uniformi e coerenti dagli amministratori di indici di riferimento ubicati in paesi terzi che presentano domanda di riconoscimento.

La domanda di riconoscimento dovrebbe contenere informazioni relative alla scelta dello Stato membro di riferimento, conformemente all’articolo 32, paragrafo 4, del Regolamento (UE) 2016/1011, e al rappresentante legale nello Stato membro di riferimento. Tali informazioni dovrebbero permettere all’Autorità competente dello Stato membro di riferimento di accertarsi che lo Stato membro di riferimento sia stato correttamente identificato e che il rappresentante legale dell’amministratore ubicato in un paese terzo sia stabilito in detto Stato membro e abbia il potere di agire secondo quanto previsto dal Regolamento (UE) 2016/1011.

Consulta il testo integrale -> Regolamento UE 13 luglio 2018, n. 1645

Regolamento delegato (UE) 2018/1646 della Commissione, del 13 luglio 2018, che integra il Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto concerne le norme tecniche di regolamentazione relative alle informazioni da fornire nella domanda di autorizzazione e nella domanda di registrazione

Il Regolamento in commento stabilisce le informazioni che l’Autorità competente dovrebbe ricevere insieme alla domanda di autorizzazione o alla domanda di registrazione di un amministratore di indici di riferimento, in funzione delle caratteristiche del richiedente o degli indici di riferimento forniti e destinati ad essere utilizzati nell’Unione. La precisazione delle informazioni da fornire nella domanda di autorizzazione e nella domanda di registrazione favorisce un processo comune e uniforme in tutta l’Unione.

È importante che l’Autorità competente riceva le informazioni previste dal Regolamento in commento perché possa valutare se i regimi istituiti dal richiedente l’autorizzazione o la registrazione soddisfano i requisiti di cui al Regolamento (UE) 2016/1011.

Consulta il testo integrale -> Regolamento UE 13 luglio 2018, n. 1646

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