skip to Main Content
+39 091-6260146 info@creditofinanzanews.it  

Banca Popolare di Vicenza: responsabilità di un ex funzionarioCorte d’Appello di Venezia – Sentenza 20 febbraio 2018

Con la corposa sentenza in commento, la Corte d’Appello di Venezia ha respinto l’opposizione alla sanzione comminata dalla Consob, con delibera n. 19935 del 30 marzo 2017, ad un ex funzionario della Banca Popolare di Vicenza per irregolarità comportamentali nei finanziamenti concessi dall’istituto alla propria clientela, esclusivamente finalizzati all’acquisto delle azioni di propria emissione.

Entrando nel merito della causa, con l’impugnata delibera n. 19937/2017 citata, emessa dalla Consob all’esito della procedura sanzionatoria disciplinata dall’art. 195 del TUF, è stata applicata al ricorrente, componente del Consiglio d’Amministrazione della Banca Popolare di Vicenza dal 10.05.2003 al 1.12.2015, la sanzione pecuniaria, di complessivi euro 160.000, per la violazione delle seguenti norme:

1) art. 21, comma 1, lettera d), TUF e art. 15 Regolamento congiunto Banca d’Italia/Consob, nonché art. 21, comma 1, lettera a), TUF e artt. 39 e 40 Regolamento Intermediari n. 16190/2007 in relazione alla valutazione di adeguatezza delle operazioni (periodo 01.04.2011-22.04.2015): “Sono state ravvisate carenze nelle procedure per la valutazione dell’adeguatezza, con specifico riferimento, da un lato, alle modalità di profilatura della clientela e, dall’altro, alla mancanza di misure volte a prevenire condotte elusive della verifica in parola. Per l’effetto, è stata riscontrata una profilatura degli investitori sbilanciata verso i profili di rischio più alti ed, in occasione dell’AUC 2014, una diffusa riproposizione in regime di appropriatezza di ordini già sottoposti a valutazione di adeguatezza e risultati inadeguati (cd. “strumentale imputazione degli ordini all’iniziativa cliente”). Tali condotte si sono realizzate in un contesto operativo caratterizzato da un’azione commerciale strutturata e pervasiva, i cui obiettivi sono stati individuati esclusivamente sulla base di esigenze di patrimonializzazione della Banca ed in potenziale spregio dei bisogni di investimento della clientela. Le pressioni si sono sostanziate, fra l’altro, nella raccolta di manifestazioni di interesse prima della pubblicazione del prospetto informativo e nell’impiego dei finanziamenti quali leva per indurre alla sottoscrizione delle azioni soggetti che versavano in una situazione di dipendenza economica dalla Banca”;

2) art. 21, comma 1, lettera a), TUF, in relazione all’attività di finanziamento della clientela finalizzato all’acquisto di azioni della Banca (periodo 01.01.2012-22.04.2015): “In assenza delle cautele dei presidi di correttezza e trasparenza, sono state riscontrate irregolarità comportamentali nei finanziamenti concessi dalla Banca alla propria clientela esclusivamente finalizzati all’acquisto delle azioni di propria emissione, Le specifiche modalità operative emerse in proposito, che hanno condotto ad una grave alterazione del processo decisionale di investimento da parte della clientela, sono risultate funzionali alle mere esigenze di capitalizzazione della Banca”;

3) art. 21, comma 1, lettera d), TUF ed art. 15 Regolamento congiunto Banca d’Italia/Consob, nonché art. 21, comma 1, lettera a), TUF e art. 49, commi 1 e 3, Regolamento Intermediari, in relazione alla gestione degli ordini dei clienti (periodo 01.04.2011-22.04.2015): “Sono state riscontrate carenze nelle procedure relative alla gestione degli ordini aventi ad oggetto le azioni della Banca che, consentendo alle strutture preposte ampi margini di discrezionalità nella trattazione delle disposizioni vivono in vendita della clientela retail, non hanno assicurato una trattazione oggettiva e rispettosa del principio di priorità temporale (cd. “procedure per il rispetto delle priorità degli ordini”)”;

4) art. 21, comma 1, lettera d), TUF e art. 15, comma 1, Regolamento congiunto Banca d’Italia/Consob, nonché artt. 19 e 21 del citato Regolamento congiunto, in relazione alle procedure di pricing delle azioni della Banca (periodo 01.04.2011-22.04.2015): “Sono state riscontrate carenze nelle procedure definite dalla Banca per (i) l’attività di governo e controllo sulla metodologia impiegata dall’esperto indipendente ai fini della valutazione del valore dell’azione BPV per gli anni 2013, 2014 e (ii) la formulazione della proposta di prezzo delle azioni all’Assemblea dei Soci (cd “procedure per il pricing dell’azione”)”;

5) art. 8, comma 1, TUF in materia di vigilanza informativa della Consob (periodo 23.05.2014-22.04.2015): “Con riferimento all’operazione di aumento del capitale 2014, le informazioni fornite in proposito dalla Banca alla Consob, a seguito di una specifica richiesta di dati e notizie ex art. 8 del TUF, hanno dato conto di modalità di svolgimento dell’aumento di capitale stesso che hanno poi trovato sotto più profili smentita negli accertamenti condotti in loco”.

Al ricorrente è stata applicata una sanzione pecuniaria complessiva di euro 160.000, pari alla sanzione di euro 90.000 per la violazione n. 2, aumentata per effetto del cumulo giuridico di euro 15.000 per la violazione n. 1, di euro 15.000 per la violazione n. 3, di euro 25.000 per la violazione n. 4 e di euro 15.000 per la violazione n. 5.

La Corte d’Appello di Venezia, respingendo il ricorso, ha posto l’accento:

– sulla titolarità, in capo al ricorrente, di funzioni aziendali effettivamente implicate nei processi di finanziamento della clientela, con responsabilità diretta e con funzioni di indirizzo della rete commerciale nel conseguimento degli obiettivi fissati dall’alta dirigenza della Banca;

– sul ruolo attivo svolto dal funzionario nella realizzazione di quella correlazione tra finanziamenti e acquisti azionari (operazioni baciate), che fu la condizione necessaria per il successo delle iniziative intraprese dalla Banca per raggiungere l’obiettivo del rafforzamento patrimoniale.

Consulta il testo integrale -> Corte d’Appello di Venezia – Sentenza 20 febbraio 2018

Back To Top