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Firma apocrifa sull’ordine di investimento: la Cassazione sancisce la responsabilità solidale tra la Banca, il direttore di filiale e l’autoreCassazione Civile – Sentenza 10 gennaio 2018, n. 369

Con la sentenza in commento, la Suprema Corte di Cassazione ha risolto una delicata controversia avente ad oggetto un ordine di investimento di obbligazioni con firma apocrifa.

Entrando nel merito della causa, la Corte d’Appello di Lecce, sezione distaccata di Taranto, con sentenza del 14 novembre 2012, in riforma della decisione di primo grado, ha condannato in solido la Banca Sella Sud Arditi Galati S.p.A. ed il direttore della filiale al pagamento, in favore dei correntisti, della somma di euro 14.000,00, oltre interessi legali dalla domanda; ha, inoltre, condannato in solido il direttore della filiale e l’autore della firma apocrifa a rifondere alla Banca quanto dalla stessa corrisposto ai predetti correntisti.

La Corte territoriale, per quanto ancora rileva, ha ritenuto che:

a) la C.T.U. ha accertato l’apocrifia della sottoscrizione sull’ordine di investimento in obbligazioni per euro 14.000,00, appartenendo la firma al padre del correntista e (apparente) investitore il correntista – il quale aveva firmato falsamente per il figlio, con conseguente nullità dell’ordine e diritto alla ripetizione dell’indebito, oltre interessi dalla domanda, trattandosi di debito di valuta, né essendo stato provato il maggior danno;

b) le domande di risarcimento del danno non patrimoniale e di restituzione delle somme per le commissioni versate sono rimaste indimostrate;

c) sussiste la responsabilità extracontrattuale verso i correntisti del direttore della filiale, avendo egli concorso alla instaurazione del rapporto contrattuale nullo, perché omise di identificare il soggetto sottoscrivente;

d) è fondata la domanda di rivalsa della Banca contro il proprio dipendente, che non ha adempiuto diligentemente ai suoi compiti, permettendo l’apposizione della sottoscrizione apocrifa;

e) sussiste, del pari, la responsabilità extracontrattuale solidale in capo al padre del correntista, nonché il diritto di regresso della Banca avverso il medesimo, che sottoscrisse falsamente il contratto.

Avverso questa sentenza propone ricorso il padre del correntista, affidato a sette motivi, illustrati pure da memoria.

Resistono con distinti controricorsi la Banca Sella S.p.A., successore dell’istituto di credito originario, nonché il correntista, il quale propone altresì ricorso incidentale autonomo per un unico motivo (illustrato da memoria), cui resiste la Banca con controricorso.

La Suprema Corte di Cassazione ha chiarito che “la peculiare responsabilità ex lege della Banca – fondata sull’interesse generale che presidia l’attività di raccolta del risparmio e di esercizio del credito, onde essa è soggetta a controlli e vincoli pubblicistici che creano affidamento circa la correttezza e lealtà dei comportamenti dei preposti alle singole funzioni – [non] esclude la fattispecie risarcitoria in capo ad un terzo che abbia parimenti concorso alla causazione del danno”.

Consulta il testo integrale -> Cassazione Civile – Sentenza 10 gennaio 2018, n. 369