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Contratto “For You”: la Cassazione si pronuncia, ancora una volta, sulla sua nullitàCassazione Civile – Sentenza 10 gennaio 2018, n. 383

Contratti bancari – Contratto “For You” – Finanziamento – Acquisto strumenti finanziari – Nullità del contratto – Squilibrio contrattuale

La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, è tornata a pronunciarsi sul “famigerato” contratto For You.

Si tratta di un contratto atipico, particolarmente complesso, che consiste nella concessione di un mutuo, di durata ragguardevole, all’investitore, destinato all’acquisto di prodotti finanziari della finanziatrice ed in un contestuale mandato alla Banca ad acquistare detti prodotti, anche in situazione di potenziale conflitto d’interessi.

Entrando nel merito della causa, con atto di citazione notificato l’8.03.2004 l’attore ha convenuto in giudizio, dinanzi al Tribunale di Parma, la Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. (già Banca Agricola Mantovana S.p.A.) chiedendo accertarsi la nullità ovvero dichiararsi l’annullamento per dolo o errore essenziale ovvero l’inefficacia ex art. 1469-bis e segg. c.c. del contratto denominato “For You” stipulato con la filiale di Parma della Banca convenuta in data 24.04.2001.

Il Tribunale di Parma, ritenuta la legittimità del contenuto negoziale del contratto sottoscritto dall’attore e in concreto dimostrato l’adempimento di tutti gli obblighi a carico dell’intermediario, ha rigettato la domanda.

Investita dell’impugnazione proposta dall’attore, la Corte d’Appello ha rigettato il gravame con sentenza n. 198/2012.

A sostegno della decisione assunta, la Corte territoriale ha rilevato:

– quanto alla pretesa nullità del contratto per violazione dell’art. 21 TUF e del Regolamento Consob n. 11522/98, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 1418, 1° comma, c.c., la domanda è infondata alla luce della consolidata giurisprudenza di legittimità secondo cui dalla violazione dei doveri di comportamento che la legge pone a carico dei soggetti autorizzati alla prestazione dei servizi d’investimento finanziario discende la responsabilità precontrattuale ovvero contrattuale, con conseguente obbligo risarcitorio, ma non la nullità del contratto o dei singoli atti negoziali conseguenti, in difetto di previsione normativa in tal senso;

– in merito alla domanda di accertamento della nullità del contratto per indeterminatezza dell’oggetto e, comunque, di nullità e/o inefficacia per contrasto con il combinato disposto degli artt. 1469-bis, 1469-ter, 1469-quater c.c., non sussiste la pretesa indeterminatezza, potendo anche una persona di comune preparazione comprendere la struttura e il contenuto del negozio. L’oggetto del contratto è stato chiaramente indicato nella concessione di un finanziamento destinato all’acquisto di titoli, e il cliente è a conoscenza del valore di rimborso dell’obbligazione a scadenza e di quello d’acquisto dei fondi comuni d’investimento. Riguardo alla pretesa nullità o inefficacia per contrasto con gli artt. 1469-bis e ss., dal contratto emergono con chiarezza le informazioni relative: alle sue principali componenti (finanziamento, acquisto di obbligazioni bancarie e fondi comuni azionati), agli oneri del rimborso anticipato del finanziamento, all’esatta indicazione del valore di rimborso “a scadenza” delle obbligazioni bancarie, all’assenza di garanzia quanto al rendimento della componente azionaria rappresentata dai fondi;

– destituita di fondamento la domanda di annullamento del contratto per vizio del consenso, giacché l’appellante non ha neppure offerto di provare le condotte fraudolente ed ingannevoli genericamente addebitate ad un dipendente della Banca; al contrario, deve ritenersi che l’attore, al momento della sottoscrizione del contratto, disponesse di tutti gli elementi necessari per comprendere la natura dell’operazione proposta, come si evince dai documenti dal medesimo sottoscritti e prodotti in giudizio dalla Banca, ricognitivi dell’adempimento degli oneri a carico della stessa. D’altra parte la maggiore o minore convenienza dell’operazione non fa parte degli elementi essenziali del contratto ex art. 1325 c.c. e, conseguentemente, non ha rilievo ai fini dell’annullabilità del rapporto negoziale inter partes per dolo o errore;

– parimenti infondata è la domanda di annullamento per conflitto di interessi, in quanto nel contratto è contenuta espressamente l’informazione circa l’esistenza del conflitto di interessi, ribadita poi nella sezione dedicata alle clausole vessatorie;

– quanto, infine, alla domanda di risarcimento del danno basata sulla pretesa non convenienza ed inadeguatezza dell’operazione rispetto al profilo del cliente, dal questionario sottoscritto dall’attore risulta un’esperienza “alta” in materia di strumenti finanziari ed una propensione al rischio altrettanto “alta”. Pertanto, nella prospettiva di medio-lungo periodo presupposto dal prodotto “For You”, lo stesso corrisponde effettivamente ad un profilo di rischio rientrante in quello personale dichiarato dall’appellante.

Avverso suddetta pronuncia, l’attore ha proposto ricorso per cassazione, sulla base di due articolati motivi, cui ha resistito con controricorso Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A..

La Suprema Corte di Cassazione, ha statuito che, ai fini del 2° comma dell’art. 1322 c.c., quello perseguito mediante un contratto atipico, non integra un interesse meritevole di tutela da parte dell’ordinamento, per contrasto con i principi generali ricavabili dagli artt. 47 e 38 della Costituzione sulla tutela del risparmio e l’incoraggiamento delle forme di previdenza anche privata.

Consulta il testo integrale -> Cassazione Civile – Sentenza 10 gennaio 2018, n. 383