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Intermediazione finanziaria ed obblighi informativi: nessun obbligo post-contrattuale per la Banca e capacità di testimoniare dei dipendentiCassazione Civile – Ordinanza 24 aprile 2018, n. 10112

La Suprema Corte di Cassazione torna a pronunciarsi in materia di obblighi informativi degli intermediari nell’ambito di operazioni di investimento. Questa volta, con l’ordinanza in commento, si sofferma sugli obblighi informativi post-contrattuali e sulla capacità di testimoniare dei dipendenti.

Entrando nel merito della causa, con sentenza del 30 giugno 2014 la Corte d’Appello di Brescia ha respinto l’appello proposto dagli attori nei confronti della Banca convenuta contro la sentenza con cui il Tribunale di Mantova aveva respinto la loro domanda volta alla dichiarazione di nullità, annullamento ovvero risoluzione di operazioni di investimento da essi poste in essere nell’ambito di un contratto quadro stipulato con l’intermediario finanziario per la negoziazione di strumenti finanziari.

La Corte territoriale ha ritenuto:

– che gli originari attori non avessero chiesto la dichiarazione di risoluzione del contratto quadro;

– che i testi indotti dall’intermediario finanziario fossero capaci e che non vi fossero ragioni per dubitare della loro attendibilità;

– che, quanto ai titoli azionari, riguardo ai quali gli appellanti avevano sostenuto che lo stesso intermediario finanziario avesse ammesso di non aver fornito alcuna informazione, non avessero neppure indicato gli specifici investimenti cui intendevano riferirsi, né il tempo del relativo acquisto, né lo specifico andamento dei titoli;

– che l’obbligo informativo fosse stato adempiuto in relazione all’acquisto di azioni Telecom Argentina;

– che fosse stato, altresì, adempiuto l’obbligo di segnalazione delle operazioni inadeguate, essendo viceversa adeguate quelle riguardo alle quali la segnalazione non era stata effettuata;

– che l’intermediario finanziario non fosse tenuto ad un obbligo di informazione post-contrattuale.

Per la cassazione della sentenza hanno proposto ricorso per otto motivi.

La Banca ha resistito con controricorso.

Entrambe le parti hanno depositato memoria.

La Suprema Corte di Cassazione ha statuito che:

– l’intermediario destinatario di un incarico per negoziare strumenti finanziari non ha l’obbligo, dopo la conclusione del contratto (nella fase esecutiva), di tenere informato l’investitore sulla eventuale variazione dei profili di rischio. Un simile obbligo, infatti, sussiste soltanto nel caso di contratti di gestione e di consulenza in materia di investimenti, “trovando giustificazione nel fatto stesso dell’affidamento da parte del cliente all’intermediario del governo del proprio patrimonio mobiliare”;

– il dipendente dell’intermediario finanziario che ha dato corso all’operazione impugnata dall’investitore ha un interesse riflesso e di mero fatto all’esito della causa e non può, pertanto, essere ritenuto incapace a testimoniare.

Consulta il testo integrale -> Cassazione Civile – Ordinanza 24 aprile 2018, n. 10112