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Assegni privi della clausola “non trasferibile”: vademecum del Mef sulle sanzioniMinistero dell’Economia e delle Finanze – Comunicato 12 marzo 2018 – Assegni privi della clausola di non trasferibilità: vademecum

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato un vademecum relativo alle sanzioni applicabili nel caso di emissione di assegni, oltre soglia, privi della clausola di non trasferibilità, così come stabilito dalla disciplina antiriciclaggio.

L’attuale soglia è pari a 1.000 euro.

A far data dal 4 luglio 2017, con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 25 maggio 2017, n. 90/2017 recante “Attuazione della direttiva (UE) 2015/849 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo e recante modifica delle direttive 2005/60/CE e 2006/70/CE e attuazione del regolamento (UE) n. 2015/847 riguardante i dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi e che abroga il regolamento (CE) n. 1781/2006”, di recepimento della IV Direttiva comunitaria antiriciclaggio, è radicalmente mutato il regime sanzionatorio per la violazione in commento.

Infatti, se prima l’emissione o l’incasso di un assegno per un importo pari o superiore a 1.000 euro, privo della clausola di non trasferibilità, era punito con una sanzione compresa tra l’1% e il 40% di tale importo (fino a 50.000 euro), ovvero compresa tra il 5% e il 40% (per importi superiori a 50.000 euro), ora la medesima violazione è punita con una sanzione compresa tra 3.000 euro e 50.000 euro (a prescindere dall’ammontare del titolo).

Consulta il testo integrale -> MEF – Comunicato 12 marzo 2018