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Obbligazioni Argentina: inadeguatezza dell'operazione e rifiuto di fornire informazioni da parte dell’investitoreCassazione Civile – Ordinanza 16 febbraio 2018, n. 3914

Intermediazione finanziaria – Obblighi informativi a carico dell’intermediario ex art. 21 TUF – Obbligo di fornire informazioni specifiche circa natura, rischi ed implicazioni della singola operazione ex art. 28 Regolamento Consob n. 11522/98 – Estensione a tutti i tipi di servizi di investimento – Affermazione

Intermediazione finanziaria – Obblighi informativi a carico dell’intermediario ex art. 21 TUF – Contenuto – Informazione “su misura” per ogni singola operazione – Necessità – Esperienza dell’investitore – Peso della singola operazione rispetto al patrimonio complessivamente investito – Irrilevanza

Intermediazione finanziaria – Responsabilità contrattuale dell’intermediario – Nesso di causalità – Onere della prova – Inadempimento degli obblighi di informazione ex art. 21 TUF – Presunzione di riconducibilità all’intermediario della singola operazione ex artt. 21 e 23 TUF – Affermazione – Prova contraria positiva a carico dell’intermediario

Intermediazione finanziaria – Responsabilità contrattuale dell’intermediario – Nesso di causalità – Onere della prova – Disciplina dei servizi di investimento – Impronta conformativa delle obbligazioni risarcitorie dell’intermediario – Affermazione – Circostanze concrete – Tendenziale irrilevanza

La Cassazione è tornata a pronunciarsi sul dovere dell’intermediario di fornire al cliente informazioni specifiche sulla singola operazione di acquisto di obbligazioni Argentina.

Entrando nel merito della causa, gli attori ricorrono per cassazione nei confronti della Cassa di Risparmio del Veneto, articolando due motivi avverso la sentenza resa dalla Corte di Appello di Venezia in data 21 febbraio 2014, in via di conferma di quella emessa, nel primo grado del giudizio, dal Tribunale di Padova, n. 1599/2007.

Con l’indicata pronuncia, la Corte territoriale ha escluso che – con specifico riferimento a un’operazione di acquisto di obbligazioni Argentina, intervenuta il 9 maggio 2001 – la Banca abbia violato gli obblighi di informazione dei clienti che il vigente sistema normativo dei servizi di investimento pone a suo carico.

La stessa ha, pure, escluso che, comunque, il comportamento tenuto dalla Banca abbia posseduto incidenza causale sul comportamento tenuto degli attuali ricorrenti in punto di acquisto dei detti titoli.

Nei confronti del presentato ricorso resiste la Banca, che ha depositato apposito controricorso.

I ricorrenti hanno anche depositato memoria ex art. 380-bis c.p.c..

La Suprema Corte di Cassazione ha statuito che:

– l’obbligo dell’intermediario di fornire al cliente informazioni specifiche circa la natura, i rischi, e le implicazioni della singola operazione di investimento, di cui all’art. 21 del TUF e all’art. 28 del Reg. Consob n. 11522/98, ha carattere generale, e si riferisce, pertanto, non al solo contratto di gestione di portafogli, ma a tutti i tipi di servizi di investimento;

– nella prestazione di servizi di investimento, l’intermediario deve fornire al cliente informazioni concrete e specifiche, ritagliate sul prodotto oggetto della singola operazione. Inoltre, tale obbligo deve essere assolto indipendentemente dalla familiarità del cliente con quel genere di operazioni, ed a prescindere dal peso dell’investimento rispetto al patrimonio complessivamente investito;

– la violazione degli obblighi di informazione del cliente, rispetto ad una singola operazione, ingenera una presunzione di riconducibilità di tale scelta di investimento all’intermediario, ai sensi del combinato disposto degli artt. 21 e 23 del TUF e art. 28 del Reg. Consob n. 11522/1998;

– l’intermediario è, pertanto, responsabile del danno cagionato al cliente, se non offre la “prova positiva” di sopravvenienze idonee a deviare il corso della catena causale definita da tale combinato normativo.

In conclusione, dunque, la Suprema Corte di Cassazione ha cassato la sentenza impugnata ed ha rinviato la controversia alla Corte di Appello di Venezia, che, in diversa composizione, dovrà decidere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Consulta il testo integrale -> Cassazione Civile – Ordinanza 16 febbraio 2018, n. 3914