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Swap: il contratto non è nullo per invalidità della causa se sottoscritto da un operatore qualificatoDecisione di esecuzione della Commissione 5 dicembre 2017, n. 2238 – Relativa all’equivalenza del quadro giuridico e di vigilanza applicabile ai mercati designati per contratti e ai sistemi di esecuzione degli swap negli Stati Uniti d’America in conformità al regolamento (UE) n. 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio

La Commissione, con la Decisione di esecuzione in commento, ha stabilito l’equivalenza del quadro giuridico e di vigilanza applicabile ai mercati designati per contratti e ai sistemi di esecuzione degli swap negli Stati Uniti d’America in conformità al Regolamento (UE) n. 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio.

Il Regolamento (UE) n. 600/2014 impone alle controparti finanziarie e alle controparti non finanziarie stabilite nell’Unione che superano la soglia per la compensazione di cui all’articolo 4 del Regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio di effettuare le operazioni in una classe di derivati dichiarata soggetta all’obbligo di negoziazione esclusivamente nei mercati regolamentati, nei sistemi multilaterali di negoziazione e nei sistemi organizzati di negoziazione e nelle sedi di negoziazione dei paesi terzi riconosciute equivalenti dalla Commissione.

Il paese terzo dovrebbe aver disposto un sistema effettivo ed equivalente per il riconoscimento delle sedi di negoziazione autorizzate ai sensi della Direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio.

La procedura di riconoscimento delle sedi di negoziazione stabilite nei paesi terzi prevista all’articolo 28 del Regolamento (UE) n. 600/2014 mira a consentire alle controparti finanziarie e a talune controparti non finanziarie stabilite nell’Unione di effettuare operazioni in derivati soggetti all’obbligo di negoziazione nelle sedi di negoziazione dei paesi terzi riconosciute equivalenti. Pertanto, la procedura di riconoscimento e la decisione di equivalenza accrescono la trasparenza della negoziazione dei derivati, anche nei casi in cui la negoziazione avviene in sedi di negoziazione stabilite nei paesi terzi.

Considerando l’accordo raggiunto tra le parti al vertice del G20 tenutosi a Pittsburgh il 25 settembre 2009, che prevedeva il trasferimento, se opportuno, della negoziazione dei contratti derivati standardizzati OTC sui mercati regolamentati o su piattaforme elettroniche di negoziazione, è opportuno prevedere una gamma di sedi idonee in cui effettuare negoziazioni in conformità all’impegno assunto.

Le disposizioni in materia di equivalenza dovrebbero essere lette alla luce degli obiettivi perseguiti dal Regolamento (UE) n. 600/2014, in particolare il contributo alla realizzazione e al funzionamento del mercato interno, l’integrità del mercato, la protezione degli investitori e la stabilità finanziaria. Inoltre, il Regolamento (UE) n. 600/2014 sottolinea la necessità di definire, per quanto riguarda taluni requisiti, un insieme unico di norme valido per tutti gli enti e di impedire l’arbitraggio regolamentare. Pertanto, nel designare i contratti derivati OTC standardizzati da assoggettare all’obbligo di negoziazione, è opportuno che l’Unione promuova lo sviluppo di un numero sufficiente di sedi ammissibili per l’esecuzione dell’obbligo di negoziazione, anche all’interno dell’UE.

A norma dell’articolo 28, paragrafo 4, del Regolamento (UE) n. 600/2014, le sedi di negoziazione dei paesi terzi possono essere riconosciute equivalenti alle sedi di negoziazione stabilite nell’Unione se soddisfano requisiti giuridici vincolanti equivalenti ai requisiti applicabili alle sedi di negoziazione derivanti dalla Direttiva 2014/65/UE e dal Regolamento (UE) n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio e se sono soggette ad un’efficace vigilanza e ad un’effettiva applicazione nel paese terzo in questione.

Tale disposizione dovrebbe essere letta alla luce degli obiettivi perseguiti dal medesimo Regolamento, in particolare il contributo alla realizzazione e al funzionamento del mercato interno, l’integrità del mercato, la protezione degli investitori e la stabilità finanziaria.

Le piattaforme di negoziazione degli swap operanti negli Stati Uniti d’America (USA) consentono elevati volumi di negoziazione degli swap denominati in dollari; è, pertanto, importante che le imprese dell’UE possano accedere a tale liquidità ai fini dell’efficiente gestione del rischio.

Tenuto conto dell’importanza delle piattaforme statunitensi di negoziazione degli swap per il funzionamento del mercato dell’UE e del loro impatto sulla stabilità finanziaria, è opportuno, in tale contesto, riconoscere le piattaforme di negoziazione degli swap operanti negli USA.

La Decisione in commento si basa su una valutazione dettagliata del quadro giuridico e di vigilanza in materia di piattaforme di negoziazione degli swap ai sensi della legge statunitense sulle borse merci, la US Commodity Exchange Act e relativi Regolamenti di esecuzione, con un’attenzione particolare per l’integrità e la trasparenza del mercato.

Lo scopo della valutazione dell’equivalenza è, pertanto, quello di accertare che le disposizioni giuridiche e di vigilanza stabilite dalla CEA e dai Regolamenti di esecuzione garantiscano che i mercati designati per contratti e i sistemi di esecuzione degli swap stabiliti negli USA e autorizzati dalla Commodity Futures Trading Commission siano soggetti a requisiti giuridici vincolanti equivalenti ai requisiti fissati per le sedi di negoziazione derivanti dalla Direttiva 2014/65/UE, dal Regolamento (UE) n. 596/2014 e dal Regolamento (UE) n. 600/2014 e basati sui criteri di cui all’articolo 28, paragrafo 4, del Regolamento (UE) n. 600/2014.

Consulta il testo integrale -> Decisione di esecuzione della Commissione 5 dicembre 2017, n. 2238