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IFRS 9 Strumenti finanziari: omologato dalla UEBanca Centrale Europea – Rapporto novembre 2017 – Analisi tematica dell’MVU sull’IFRS 9 – Valutazione dello stato di preparazione degli enti all’applicazione dell’IFRS 9

La Banca Centrale Europea, con la presentazione del rapporto in commento, ha effettuato una valutazione dello stato di preparazione delle banche all’applicazione dell’ IFRS 9.

Un importante insegnamento tratto dalla crisi finanziaria riguarda il carattere considerato spesso troppo esiguo e troppo tardivo degli accantonamenti ottenuti dai modelli basati sulla rilevazione delle perdite sostenute previsti dai principi contabili bancari.

Questa constatazione ha indotto i leader del G20 a raccomandare agli organismi di normazione contabile di valutare di modificare i principi sugli accantonamenti in modo da incorporare informazioni prospettiche nella stima delle perdite su crediti.

In risposta a questo invito è stato, quindi, definito il nuovo principio contabile IFRS 9 per il trattamento in bilancio degli strumenti finanziari, con lo scopo di assicurare una più adeguata e tempestiva rilevazione degli accantonamenti.

L’IFRS 9 introduce anche nuovi criteri di classificazione e misurazione; le attività finanziarie sono classificate in base al modello di business con cui sono gestite e alle caratteristiche dei flussi finanziari a cui danno origine.

L’IFRS 9, che avrà effetto a decorrere dal 1° gennaio 2018, sostituirà il vigente principio contabile IAS 39.

Data la complessità del nuovo principio e le sfide che la sua applicazione presumibilmente comporterà per gli enti creditizi, il Meccanismo di vigilanza unico (MVU) ha deciso di condurre un’analisi tematica sull’IFRS 9, sia per gli enti significativi, sia per gli enti meno significativi, inserendo questo esercizio fra le priorità di vigilanza per il 2016 e il 2017.

L’analisi relativa agli enti creditizi significativi, concernente tutti gli enti creditizi significativi che utilizzano gli IFRS per redigere il proprio bilancio, è stata svolta dai gruppi di vigilanza congiunti (GVC) sulla base delle informazioni fornite dagli enti nel primo trimestre del 2017, attraverso l’analisi della documentazione rilevante, i colloqui con i dirigenti delle banche e il dialogo di vigilanza per la comunicazione e la discussione dei risultati.

La valutazione si è imperniata su quelle che sono considerate le migliori prassi a livello internazionale, stabilite negli orientamenti emessi dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (CBVB) e dall’Autorità bancaria europea (ABE).

L’analisi tematica per gli enti meno significativi è stata condotta su un campione di banche e in stretta collaborazione tra la Vigilanza bancaria della BCE e le Autorità nazionali competenti (ANC).

Si è basata su un’autovalutazione che ha assunto come riferimento gli schemi dell’ABE e ha tenuto conto del principio di proporzionalità e delle specificità degli enti coinvolti.

Gli obiettivi primari dell’analisi tematica per gli enti significativi e gli enti meno significativi sono: valutare lo stato di preparazione degli intermediari all’introduzione dell’IFRS 9, svolgere un’analisi di impatto sugli accantonamenti e promuovere la coerente applicazione del nuovo principio.

Il rapporto in commento illustra i primi risultati quantitativi e qualitativi dell’analisi tematica sull’IFRS 9 per gli enti significativi e gli enti meno significativi.

Consulta il testo integrale -> Banca Centrale Europea – Rapporto novembre 2017