+39 091-6260146 info@creditofinanzanews.it  

Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC): importanti chiarimenti del Garante Privacy e non soloGarante per la protezione dei dati personali – Provvedimento 26 ottobre 2017 – Provvedimento interpretativo di alcune disposizioni del Codice SIC

Il Garante Privacy, recependo gli orientamenti più recenti della Suprema Corte di Cassazione (ordinanze 13 giugno 2017, n. 14685 e 26 ottobre 2017, n. 25512), con il provvedimento in commento, ha fornito importanti chiarimenti in merito ad alcuni istituti del “Codice di deontologia e buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti” (Sistemi di Informazioni Creditizie – SIC).

Entrando nel merito del provvedimento, il Garante Privacy ha statuito che:

– gli istituti di credito e gli operatori finanziari non bancari hanno l’obbligo di inviare il preavviso di imminente registrazione nei SIC ai soggetti che siano in ritardo nei pagamenti delle rate di un contratto di finanziamento o di un mutuo;

– gli istituti di credito e gli operatori finanziari dovranno usare modalità idonee a provare non solo l’invio del preavviso, ma anche l’avvenuta ricezione da parte degli interessati medesimi (ad esempio tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, telegramma o posta elettronica certificata);

– relativamente ai tempi di conservazione nei SIC dei dati relativi ad inadempimenti non regolarizzati, il Garante ha precisato che, fermo restando il termine “ordinario” di 36 mesi dalla scadenza contrattuale o dalla cessazione del contratto, negli altri specifici casi previsti dal Codice di deontologia, il tempo di conservazione non può, comunque, mai superare i 5 anni dalla data di scadenza del rapporto. Si tratta, ad esempio, di circostanze in cui intervengono la cessione del rapporto a società di recupero crediti, o la cessione in blocco e cartolarizzazione dei crediti;

– a tutela della riservatezza del consumatore, nella fase antecedente alla presentazione di una richiesta di finanziamento, che di norma coincide con il momento in cui l’interessato si rivolge ad un istituto di credito o ad un operatore finanziario non bancario per ottenere un preventivo al fine di valutare la convenienza a formalizzare una richiesta di finanziamento, banche e finanziarie devono tener conto solo ed esclusivamente delle informazioni rese, direttamente e spontaneamente, dal consumatore, senza possibilità di accedere ai SIC. Il Codice deontologico si applica, infatti, soltanto in presenza di un rapporto di credito già instaurato, o, quanto meno, di una richiesta volta alla conclusione del medesimo. Il Garante ha, dunque, fornito chiarimenti in merito alla cosiddetta “informativa personalizzata SECCI”, prevista dall’art. 124 (Obblighi precontrattuali) del Testo Unico Bancario. Si tratta, in sostanza, di uno strumento mediante il quale il finanziatore informa l’interessato, non solo prima che questi sia vincolato da un contratto, ma addirittura prima che abbia formulato una richiesta di finanziamento, sulle condizioni del finanziamento stesso.

Consulta il testo integrale -> Garante Privacy – Provvedimento 26 ottobre 2017

Cassazione Civile – Ordinanza 26 ottobre 2017, n. 25512

Con l’interessante ordinanza in commento, la Suprema Corte di Cassazione ha ribadito un orientamento ormai consolidato secondo il quale, in punto di diritto, deve essere considerata illegittima la segnalazione, della Banca alla Centrale Rischi della Banca d’Italia, dell’imprenditore suo cliente per il solo fatto che non ha rispettato le scadenze nel pagamento dei mutui.

Entrando nel merito della causa, con sentenza depositata il 2 dicembre 2013 la Corte d’Appello di Palermo, accogliendo l’appello proposto dagli attori nei confronti del Banco di Sicilia S.p.A. e della Società Island Finance 2 S.r.l., ha dichiarato l’illegittimità della segnalazione a “sofferenza” della posizione dei primi, effettuata dal Banco di Sicilia alla Centrale Rischi della Banca d’Italia, condannando entrambe le società a provvedere alla sua definitiva cancellazione ed al risarcimento dei danni, da liquidarsi in separato giudizio.

Secondo il Giudice distrettuale, il mancato rispetto, da parte degli attori, delle scadenze del contratto di mutuo e di quelle relative ad altri rapporti intrattenuti con il Banco di Sicilia non era espressione di insolvenza o, comunque, di gravi e non transitorie difficoltà economiche, ma derivava dal fatto:

a) che i debitori erano stati beneficiari di provvedimenti legislativi di sospensione della scadenze dei prestiti agrari, la cui emanazione era iniziata già nell’anno 1999;

b) che gli stessi non condividevano i tassi applicati dalla Banca, come dimostrato dal fatto che era sorto un cospicuo contenzioso;

c) che, in ogni caso, la loro condotta poteva essere dipesa dalla transitoria mancanza di liquido, in ragione del caratteristico andamento delle aziende vitivinicole, i cui ricavi sono concentrati, a differenza delle spese, nell’ultima parte dell’anno;

d) che, peraltro, occorreva considerare anche il patrimonio immobiliare degli attori.

Avverso tale sentenza propone ricorso per cassazione la Island Refinancing S.r.l., attraverso la mandataria Cerved Credit Management S.p.A., affidandosi ad un unico motivo. Resistono con controricorso gli attori, i quali propongono ricorso incidentale, affidato ad un unico motivo. Unicredit S.p.A., incorporante il Banco di Sicilia S.p.A. ha proposto controricorso con ricorso incidentale affidato a quattro motivi, nonché controricorso rispetto al ricorso incidentale proposto dagli attori.

La Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo infondato e, pertanto, ha rigettato il ricorso.

Consulta il testo integrale -> Cassazione Civile – Ordinanza 26 ottobre 2017, n. 25512

Cassazione Civile – Ordinanza 13 giugno 2017, n. 14685

Sistemi di Informazione Creditizia – Segnalazione – Preventivo avvertimento – Natura recettizia – Efficacia – Raggiungimento del domicilio del destinatario

Affrontando, ancora una volta, la delicata questione della segnalazione a sofferenza nei Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC), la Suprema Corte di Cassazione, con l’ordinanza in commento, ha statuito che in caso di ritardo nei pagamenti, l’onere di preventivo avvertimento dell’imminente registrazione dei dati che riguardano il destinatario interessato, ai fini della sua segnalazione quale “cattivo pagatore”, previsto dall’art. 4, comma 7, della Delibera del Garante Privacy 16 novembre 2004, n. 8, a carico dell’intermediario partecipante al Sistema di Informazioni Creditizie, risulta assolto solo quando la relativa dichiarazione abbia effettivamente raggiunto il domicilio del destinatario, salva comunque restando l’eventualità che quest’ultimo provi di essere stato, senza sua colpa, nell’impossibilità di averne notizia.

Trattandosi, infatti, di “dichiarazione a determinata persona”, quella prescritta dal citato art. 4, comma 7, risulta soggetta alle prescrizioni generali di cui agli artt. 1334 e 1335 c.c.. Pertanto, l’efficacia della dichiarazione di “avviso” si produce quando la stessa giunge a conoscenza del destinatario interessato, con la presunzione relativa che la conoscenza si abbia nel momento in cui la dichiarazione raggiunge l’indirizzo del destinatario.

Entrando nel merito della causa, l’attore ricorre per cassazione nei confronti della Compass S.p.A., articolando cinque motivi avverso la sentenza emessa dal Tribunale di Milano in data 1° ottobre 2012, n. 6478, a seguito di ricorso proposto, ex art. 152 D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, nel testo vigente prima dell’entrata in vigore dell’art. 10 D.Lgs. 1° settembre 2011, n. 150.

Con tale pronuncia, il Tribunale milanese ha ritenuto pienamente legittima la segnalazione nei Sistemi di Informazione Creditizia (SIC) dell’attore come “cattivo pagatore”, che è stata posta in essere dalla Compass in epoca che si assume effettuata nella seconda parte del 2008.

Al ricorso resiste la Composs, che ha depositato apposito controricorso.

Entrambe le parti hanno, inoltre, depositato memoria.

Secondo quanto statuito dalla Suprema Corte, la prova dell’avvenuto avvertimento, di cui all’art. 4, comma 7, della Delibera Garante Privacy citata, da parte dell’intermediario finanziario non può dirsi raggiunta tramite la mera allegazione della circostanza dell’invio, tramite l’utilizzo del sistema Postel, da parte di quest’ultimo.

Consulta il testo integrale -> Cassazione Civile – Ordinanza 13 giugno 2017, n. 14685

Arbitro Bancario Finanziario – Decisione 6 aprile 2017, n. 3740 – Sistemi di informazione creditizia (SIC)

Anche l’Arbitro Bancario Finanziario è stato chiamato a dirimere una controversia in materia di segnalazione a sofferenza nei Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC).

L’ABF, che in passato si era espresso in termini contrastanti, con la decisione in commento, ha statuito che il mezzo adoperato per l’invio del preventivo avvertimento dell’imminente registrazione dei dati del cattivo pagatore nei Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC), debba integrare i requisiti necessari per poter conseguire la prova legale non solo dell’invio, ma anche della relativa ricezione, e, pertanto, che la comunicazione debba essere pervenuta a conoscenza del destinatario.

Entrando nel merito della causa, la ricorrente, titolare di un prestito personale concesso dalla Banca resistente, incorreva in ritardi nel pagamento di n. 3 rate, che regolarizzava “in tempi celeri”.

A seguito di verifiche effettuate presso i Sistemi di Informazione Creditizia, si avvedeva dell’esistenza di una segnalazione negativa a suo carico, relativa al predetto finanziamento. Inoltrava, pertanto, formale reclamo, lamentando l’illegittimità della segnalazione per mancanza di preavviso e chiedendone l’immediata cancellazione.  

L’intermediario, nel riscontro al reclamo, deduceva di aver ottemperato al preavviso di segnalazione, all’uopo allegando “mere comunicazioni di posta ordinaria”.

In virtù della disciplina di riferimento avanza, pertanto, richiesta di immediata cancellazione della segnalazione.

La ricorrente chiede:

– “l’immediata cancellazione della segnalazione negativa censita a carico del consumatore per il contratto di credito summenzionato, presso tutte le banche dati private o centrali rischi finanziari presso le quali è censita”;

– “il risarcimento del danno all’immagine e reputazione commerciale subito”, da liquidarsi in via equitativa;

– la refusione delle spese legali, pari ad € 200,00.

L’intermediario, allegando l’estratto conto, afferma che la ricorrente ha accumulato numerosi insoluti che hanno legittimato la contribuzione del nominativo nei Sistemi di Informazioni Creditizie. Deduce, inoltre, che le Condizioni generali di contratto, sottoscritte dalla mutuataria, sanciscono i presupposti per la segnalazione e che ha provveduto ad avvisare la ricorrente della registrazione dei suoi dati mediante l’invio a mezzo Postel dei relativi avvisi all’indirizzo di residenza comunicato dalla cliente all’atto della sottoscrizione del contratto.

Con riguardo al mezzo utilizzato per la spedizione dei preavvisi, oltre a rimarcare che il Codice deontologico non impone alcuna forma specifica, fa presente che “l’espressa annotazione del lotto della relativa data di invio (…) inequivocabilmente costituisce prova della spedizione, dalla quale consegue la presunzione, fondata sulle univoche e concludenti circostanze della spedizione e dell’ordinaria regolarità del servizio postale, che la comunicazione sia pervenuta e sia stata ricevuta dal destinatario”. Richiama, sul punto, il provvedimento n. 1717817 del 18.03.2010 del Garante della Privacy, nonché la decisione n. 9150/16 del Collegio ABF di Milano.

Fa presente, altresì, che la ricorrente era perfettamente a conoscenza del suo stato di insolvenza, avendo ella stessa ammesso di aver rimborsato il finanziamento con irregolarità.

Conclude per il rigetto del ricorso, anche in relazione alla richiesta di risarcimento dei danni subiti, priva di supporto probatorio, e alla domanda di rimborso delle spese legali, stante la facoltatività della difesa tecnica.

Consulta il testo integrale -> ABF – Decisione 6 aprile 2017, n. 3740