skip to Main Content
+39 091-6260146 info@creditofinanzanews.it  

Operatore qualificato: per essere tale l’investitore persona fisica deve manifestare tale volontà all’intermediario, non essendo sufficiente il possesso degli requisiti di professionalitàCassazione Civile – Sentenza 30 ottobre 2017, n. 25803

La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, è stata chiamata a dirimere una delicata controversia in materia di dichiarazione di operatore qualificato rilasciata, alla Banca, da un investitore persona fisica.

Entrando nel merito della causa, la parte ricorrente ha proposto ricorso avverso la sentenza della Corte d’Appello di Bologna del 17 maggio 2015, la quale ha respinto l’impugnazione proposta da una S.r.l. e da un investitore avverso la decisione del Tribunale di Forlì, la quale aveva disatteso le domande di nullità, annullamento, risoluzione, restituzione e risarcimento del danno, avanzate dai medesimi contro l’Unicredit S.p.A. ed il suo presidente dell’epoca, in relazione a contratti di operazioni su derivati.

La Corte dcl merito, per quanto ancora rileva, ha ritenuto che:

a) la S.r.l. è operatore qualificato ai sensi dell’art. 31 Reg. Consob n. 11522/98;

b) sussiste il requisito della forma scritta degli accordi, avendo la Società firmato sei contratti-quadro, regolanti le operazioni di swap;

c) l’investitore persona fisica ha sottoscritto quattordici dichiarazioni di possedere la specifica competenza ed esperienza in prodotti finanziari, indubbiamente valide, contrariamente alle pretese del medesimo, posto che il contenuto delle dichiarazioni è inequivoco ed egli è soggetto dotato della capacità di percepirle perfettamente nel loro esatto significato, né è provata alcuna condotta scorretta della Banca nell’ottenere tali dichiarazioni alterando la realtà, come dedotto dagli attori;

d) non sussiste violazione delle norme relative agli obblighi informativi della Banca, che non era tenuta a verificare che le dichiarazioni rese fossero vere, tenuto conto trattarsi di soggetto imprendere, da tempo cliente e per operazioni di rilevante entità, con tutta la specifica competenza dcl caso;

e) la domanda proposta nei confronti del Presidente del CdA. è stata ritenuta a ragione assorbita dal Giudice di primo grado.

L’art. 31 del Regolamento Consob n. 11522/98, statuisce che “gli investitori persone fisiche rientrano nella categoria degli “operatori qualificati” ove “documentino il possesso dei requisiti di professionalità” stabiliti per gli esponenti aziendali delle società di intermediazione mobiliare, presuppone la volontà del cliente, manifestata in modo espresso o tacito, ad essere così considerato ed impone all’intermediario di accertare, al momento dell’instaurazione del rapporto, il pregresso svolgimento di quei ruoli e compiti da parte dell’investitore per il periodo minimo indicato, senza che, tuttavia, l’intermediario debba avvalersi, a tal fine, esclusivamente della documentazione fornita dal cliente, potendo ricorrere anche ad altri mezzi di conoscenza, fomiti o meno dal cliente stesso, idonei ad attestarne le peculiari qualità (nella specie, la Suprema Corte ha cassato la sentenza impugnata, la quale, ritenendo non documentati i requisiti di professionalità dell’investitore, aveva, tuttavia, omesso dì valutare la pluriennale esperienza lavorativa maturata da quest’ultimo nel settore dei prodotti finanziari, nonché di verificare se il cliente avesse espresso, anche per fatti concludenti, la volontà di essere considerato operatore qualificato)” (Cassazione Civile, sentenze 27 ottobre 2015, n. 21887; 26 maggio 2009, n. 12138).

Consulta il testo integrale -> Cassazione Civile – Sentenza 30 ottobre 2017, n. 25803

Back To Top