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Risarcimento danni per fatto del promotore finanziario: responsabilità extracontrattuale o contrattuale dell’intermediarioCassazione Civile – Sentenza 31 luglio 2017, n. 18928

Contratti di borsa – Istituto di credito – Responsabilità indiretta per fatto del promotore finanziario non legato da rapporto contrattuale – Ammissibilità – Condizioni – Fattispecie

La Suprema Corte di Cassazione torna a pronunciarsi sulla spinosa questione delle attività illecite poste in essere dal promotore finanziario non legato da un rapporto contrattuale con la Banca e sulla conseguente responsabilità indiretta di quest’ultima.

Entrando nel merito della causa, con la sentenza impugnata, pubblicata il 24 gennaio 2013, la Corte d’Appello di Roma ha accolto gli appelli, principale ed incidentale, proposti avverso la sentenza del Tribunale di Roma del 23 gennaio 2010, e, per l’effetto, ha condannato un promotore finanziario, nonché Unicredit S.p.A. (già Credito Italiano S.p.A.) e FinecoBank S.p.A. (già Xelion Banca S.p.A.), in qualità rispettivamente di Istituto di credito col quale erano intrattenuti i rapporti contrattuali (di deposito titoli e di conto corrente) e di società intermediaria preponente, tutti in solido tra loro, al risarcimento del danno, da liquidarsi in separata sede, in favore degli appellanti, che si erano avvalsi dell’attività professionale del promotore; ha rigettato la domanda di manleva proposta dalla FinecoBank S.p.A. nei confronti della Allianz S.p.A. (già Ras S.p.A.) e la domanda di manleva proposta dalla Unicredit S.p.A. nei confronti del promotore finanziario; ha condannato gli appellati al pagamento delle spese del doppio grado in favore degli appellanti e FinecoBank S.p.A. al pagamento delle spese del doppio grado in favore di Allianz S.p.A..

La Corte d’Appello ha reputato che il rapporto di fiducia instaurato col promotore finanziario non avesse fatto venire meno il nesso di occasionalità necessaria tra l’incarico conferito dalla preponente e gli illeciti commessi dal promotore e che trovassero applicazione sia l’art. 23, comma 6°, TUF e l’art. 13, comma 10°, della Legge n. 1/1991, che l’art. 31 TUF e l’art. 5 della Legge n. 1/1991, a seconda rispettivamente dei periodi presi in considerazione.

Quanto alla domanda di manleva avanzata da FinecoBank S.p.A. nei confronti di Alllianz S.p.A., la Corte d’Appello ha accolto l’eccezione di decadenza dal diritto all’indennizzo in capo all’assicurata, avanzata dall’assicuratrice, ai sensi degli artt. 1915 e 1917 c.c..

La Suprema Corte di Cassazione conferma l’orientamento consolidato secondo cui la Banca è tenuta in solido con il promotore finanziario a risarcire i danni discendenti dalla condotta illecita di quest’ultimo, ove risulti un rapporto di occasionalità necessaria tra i comportamenti fonte di pregiudizio per l’investitore e le mansioni al cui assolvimento è chiamato il promotore stesso (Cassazione, sentenza 25 gennaio 2011, n. 1741).

La norma che disciplina tale fattispecie di responsabilità è costituita dall’art. 31, comma 3, TUF ed in applicazione della stessa la giurisprudenza ne ha chiarito i limiti di operatività precisando che “L’intermediario risponde per i danni arrecati a terzi dai promotori finanziari nello svolgimento delle incombenze loro affidate purché il fatto illecito del promotore sia legato da un nesso di occasionalità necessaria con l’esercizio delle mansioni cui sia adibito, sicché il comportamento doloso (anche di rilevanza penale) del preposto pur non interrompendo, di norma, il nesso causale fra l’esercizio delle incombenze e il danno, ove si verifichino determinate circostanze, quali una condotta del risparmiatore “anomala”, vale a dire, se non di collusione, quanto meno di consapevole e fattiva acquiescenza alla violazione delle regole gravanti sul promotore, è configurabile – e il relativo accertamento compete insindacabilmente al giudice di merito – l’assoluta estraneità della Banca al fatto del promotore, sì da interrompere il nesso causale ed escludere la responsabilità dell’Istituto di credito” (Cassazione, sentenza 10 novembre 2015, n. 22956).

Da ciò deriva che la responsabilità solidale della Banca può essere esclusa unicamente nel caso in cui sia possibile ravvisare l’esistenza di una qualche anomalia in grado di recidere il nesso di occasionalità necessaria, come nel caso in cui il promotore abbia ricevuto mandato esplicito da parte degli investitori.

In conclusione, pertanto, secondo quanto statuito dalla Suprema Corte di Cassazione, “l’Istituto di credito preponente risponde in solido con il promotore finanziario del danno cagionato da quest’ultimo nonostante l’esistenza di un rapporto fiduciario con gli investitori, rapporto che non costituisce una delle “anomalie” in grado di escludere il nesso di occasionalità necessaria tra le mansioni affidate al promotore e l’operato dello stesso”.

Consulta il testo integrale -> Cassazione Civile – Sentenza 31 luglio 2017, n. 18928