+39 091-6260146 info@creditofinanzanews.it  

Contratto di apertura di credito, tasso di interesse pattuito per il c.d. extra fido ed usuraCassazione Civile – Sentenza 15 settembre 2017, n. 21470

La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, è stata chiamata in causa per dirimere una controversia in materia di usura sorta nell’ambito di un contratto di apertura di credito.

Entrando nel merito della causa, in data 3 novembre 2000, su ricorso della Banca Popolare di Santa Venera S.p.A. – oggi Credito Siciliano S.p.A. – il Tribunale di Catania, sezione distaccata di Acireale, ingiungeva ad un suo cliente il pagamento della somma di £ 17.992.772 quale saldo debitore, alla data del 29 giugno 2000, di un conto corrente assistito da apertura di credito per £ 10.000.000: somma maggiorata degli interessi nella misura convenzionale indicata in contratto, e, comunque, entro i limiti del c.d. tasso soglia; l’ingiunzione era pronunciata anche nei confronti del fideiussore, e fino alla concorrenza dell’importo garantito di £ 15.000.000.

I due intimati proponevano opposizione deducendo che veniva in questione una apertura di credito per l’importo di £ 40.000.000 ed eccepivano l’applicazione di tassi eccedenti il limite previsto dalla Legge n. 108/1996, oltre che l’illegittima capitalizzazione trimestrale degli interessi e l’addebito di spese ingiustificate.

Lamentavano, inoltre, l’arbitraria revoca dell’affidamento e chiedevano che il Tribunale, previa revoca del decreto ingiuntivo opposto, dichiarasse non dovuta alcuna somma per interessi, commissioni di massimo scoperto e spese, domandando, altresì, la condanna della Banca alla restituzione della somma di £ 11.847.797, percepita a titolo di interessi non dovuti; chiedevano, altresì, il risarcimento dei danni morali subiti per l’applicazione di interessi in violazione della L. n. 108/1996 e degli ulteriori danni subiti per l’illegittima revoca del fido.

Nella resistenza dell’Istituto di credito, l’adito Tribunale revocava il decreto ingiuntivo opposto, condannava gli opponenti al pagamento del controvalore in euro di £ 15.686.619, oltre interessi convenzionali, nella misura del tasso soglia, dal 28 giugno 2000 fino al soddisfo, e rigettava le domande risarcitorie.

Gli intimati proponevano appello, così come la Banca spiegava impugnazione incidentale.

La Corte di Appello di Catania, con sentenza depositata il 13 marzo 2012, rigettava entrambi i gravami.

La pronuncia è stata impugnata per cassazione dagli intimati con un ricorso articolato in sei motivi; resiste con controricorso il Credito Siciliano.

Secondo quanto statuito dalla Suprema Corte di Cassazione, nei finanziamenti erogati nella forma tecnica dell’apertura di credito in conto corrente il superamento del tasso soglia, con riferimento al tasso c.d. extra fido, non incide sulla spettanza degli interessi convenuti contrattualmente anche per gli utilizzi che si collocano entro i limiti dell’accordato.

Ciò in quanto la sanzione di cui all’art. 1815 c.c. colpisce la singola pattuizione che prevede la corresponsione di interessi ultralegali, e non vi è modo di ritenere che la nullità si comunichi ad altra (valida) pattuizione, anche all’interno della medesima clausola, che dispone l’applicazione di un saggio di interesse inferiore al tasso soglia.

Consulta il testo integrale -> Cassazione Civile – Sentenza 15 settembre 2017, n. 21470