skip to Main Content
+39 091-6260146 info@creditofinanzanews.it  

Usura sopravvenuta: si pronunciano le Sezioni UniteCassazione Civile, Sezioni Unite Civile –  Sentenza 19 ottobre 2017, n. 24675

Con l’importante sentenza in commento, in materia di usura sopravvenuta, le Sezioni Unite si sono pronunciate sulla questione relativa all’incidenza del sistema normativo antiusura, introdotto nel nostro ordinamento dalla Legge 7 marzo 1996, n. 108, sui contratti stipulati anteriormente alla sua entrata in vigore, anche alla luce della norma di interpretazione autentica di cui all’art. 1, comma 1, D.L. 29 dicembre 2000, n. 394, convertito, con modificazioni, dalla Legge 28 febbraio 2001, n. 24.

Entrando nel merito della causa, la Società attrice convenne in giudizio la Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. chiedendo di dichiarare nulla la previsione del tasso d’interesse del 7,75% fisso semestrale, contenuta nel mutuo decennale di 14 miliardi di lire concluso con la convenuta il 19 gennaio 1990, perché detto tasso era superiore al tasso soglia determinato secondo le previsioni dalla Legge 7 marzo 1996, n. 108 in materia di usura, entrata in vigore nel corso del rapporto.

Chiese, conseguentemente, la condanna della convenuta al rimborso degli interessi già riscossi, dovendo il mutuo considerarsi gratuito, o, comunque, al rimborso della parte di tali interessi eccedente il tasso legale o quello ritenuto giusto, nonché al risarcimento dei danni, anche morali, conseguenti al reato di usura commesso dalla Banca, rifiutatasi di rinegoziare il tasso a seguito dell’entrata in vigore della Legge n. 108/96.

La convenuta resistette ed il Tribunale di Milano accolse la domanda, condannando la Banca al rimborso degli interessi riscossi per la parte eccedente il tasso soglia.

La sentenza di primo grado è stata integralmente riformata dalla Corte d’Appello su impugnazione della Banca soccombente.

Qualificato il rapporto come mutuo fondiario, la Corte ha ritenuto applicabile il D.P.R. 21 gennaio 1976, n. 7 sulla disciplina del credito fondiario; dal che deriva, a suo giudizio, la legittimità del contratto di mutuo, con la relativa determinazione del tasso d’interesse, e l’assorbimento di ogni altra questione.

La Società attrice ha proposto ricorso per cassazione con quattro motivi.

La Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. si è difesa con controricorso.

Il ricorso è stato assegnato alle Sezioni Unite a seguito dell’ordinanza interlocutoria 31 gennaio 2017, n. 2484 della Prima Sezione.

Le parti hanno anche presentato memorie.

Secondo le Sezioni Unite, deve essere negata la configurabilità dell’usura sopravvenuta, essendo il Giudice vincolato all’interpretazione autentica degli artt. 644 c.p. e 1815, 2° comma, c.c., come modificati dalla Legge n. 108/96 (rispettivamente all’art. 1 e all’art. 4), imposta dall’art. 1, comma 1, D.L. n. 394/2000; interpretazione della quale la Corte Costituzionale ha escluso la sospetta illegittimità, per violazione degli artt. 3, 24, 47 e 77 della Costituzione, con la sentenza 25 febbraio 2002, n. 29.

In conclusione, quindi, le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione hanno affermato che qualora il tasso degli interessi concordato tra mutuante e mutuatario superi, nel corso del rapporto, la soglia dell’usura, come determinata in base alle disposizioni della L. n. 108/96, non si verifica la nullità o l’inefficacia della clausola di determinazione del tasso degli interessi pattuita prima dell’entrata in vigore della L. n. 108/96, o della clausola successiva di un tasso non eccedente tale soglia quale risultante al momento della stipula; ed hanno escluso che la pretesa del mutuante di riscuotere gli interessi secondo il tasso validamente concordato possa essere qualificata, per il solo fatto del sopraggiunto superamento di tale soglia, contraria al dovere di buona fede nell’esecuzione del contratto.

Consulta il testo integrale -> Cassazione Civile –  Sentenza 19 ottobre 2017, n. 24675

Back To Top