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Abusi di mercato e definizione di mercati degli strumenti finanziari: interessante pronuncia dell’Avvocato Generale della Corte UEAvvocato Generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea – Conclusioni 26 aprile 2017

Mercati degli strumenti finanziari – Sistemi multilaterali di negoziazione – Nozione di mercato regolamentato – Gestore di fondi di investimento – Fondi di investimento aperti – Abuso di mercato e sfruttamento di informazioni privilegiate

L’Avvocato Generale della Corte di Giustizia dell’Unione europea, M. Campos Sánchez-Bordona, è stato chiamato in causa in una controversia in materia di abusi di mercato.

Negli ultimi anni i sistemi di negoziazione di strumenti finanziari hanno conosciuto un’evoluzione vertiginosa in seguito alla diversificazione dei prodotti finanziari commercializzati.

La necessità di offrire agli investitori una tutela adeguata, ridurre il rischio e aumentare il controllo pubblico sul funzionamento di tali mercati, allo scopo di garantire la stabilità finanziaria, ha richiesto un adeguamento progressivo dei sistemi di negoziazione.

Alle tradizionali borse valori si sono affiancate nuove piattaforme, di carattere sia multilaterale che bilaterale, che consentono di operare con tutti i tipi di strumenti finanziari, dai più semplici ai più sofisticati.

Il legislatore dell’Unione è intervenuto in modo incisivo nella regolamentazione di tale settore. A tal fine esso ha elaborato figure dotate di connotazioni peculiari: i “mercati regolamentati”, i “sistemi multilaterali di negoziazione”, i “sistemi organizzati di negoziazione” e gli “internalizzatori sistematici”.

Entrando nel merito della controversia, il giudice del rinvio intende sapere se un sistema denominato Euronext Fund Service (EFS), gestito dalla Euronext Amsterdam N.V., costituisca o meno un mercato regolamentato, tenuto conto del fatto che, in detto mercato, interagiscono unicamente investitori e fondi di investimento aperti.

Dal punto di vista della normativa di settore, le disposizioni più rilevanti ai fini della controversia in commento sono contenute nella Direttiva 2004/39/CE (Direttiva MiFID I) e nelle sue principali normative di attuazione, vale a dire la Direttiva 2006/73/CE ed il Regolamento (CE) n. 1287/2006. Occorre, inoltre, tenere conto della Direttiva 2003/6/CE.

Il sistema normativo costituito dalla Direttiva MiFID I e dalle sue misure di attuazione ha subito l’impatto della crisi finanziaria del 2008, che ha fatto emergere alcune carenze nel funzionamento e nella trasparenza dei mercati finanziari. Inoltre, l’evoluzione tecnologica ha imposto un rafforzamento del quadro normativo, in particolare per quanto riguarda i sistemi di negoziazione, al fine di aumentare la trasparenza degli stessi, tutelare meglio gli investitori, rafforzare la fiducia, includere i settori non ancora regolamentati e assicurare che le Autorità di vigilanza dispongano dei poteri indispensabili per svolgere i loro compiti.

Di conseguenza, il sistema normativo MiFID I, entrato in vigore nel 2007, sarà sostituito, a partire dal 3 gennaio 2018, dal cosiddetto MiFID II, integrato, essenzialmente, dalla Direttiva 2014/65/UE (Direttiva MiFID II) e dal Regolamento (UE) n. 600/2014. Sebbene non sia ancora entrata in vigore e, ovviamente, non risulti applicabile alla controversia, la Direttiva MiFID II contiene alcuni elementi utili ai fini dell’interpretazione della normativa MiFID I.

In conclusione, l’Avvocato Generale della Corte di Giustizia dell’Unione europea, ha statuito che:

“Un sistema organizzato di negoziazione di strumenti finanziari, a carattere multilaterale, in cui gli interessi di acquisto e di vendita degli investitori interagiscono attraverso broker e fondi di investimento aperti, rappresentati dai loro agenti, sotto il controllo di un gestore indipendente, deve essere considerato un mercato regolamentato ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1, punto 14, della Direttiva 2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, relativa ai mercati degli strumenti finanziari, che modifica le Direttive 85/611/CEE e 93/6/CEE del Consiglio e la Direttiva 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la Direttiva 93/22/CEE del Consiglio”.

Consulta il testo integrale -> Avvocato Generale UE – Conclusioni 26 aprile 2017

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