skip to Main Content
+39 091-6260146 info@creditofinanzanews.it  

Direttive 94/19/CE e 97/9/CE: l’Avvocato della Corte UE precisa l’ambito della tutela conferito dall’una e dall’altra direttiva rispettivamente ai risparmiatori ed agli investitoriConclusioni dell’Avvocato Generale della Corte UE presentate il 15 giugno 2017

Domanda di pronuncia pregiudiziale – Sistemi di garanzia dei depositi e di indennizzo degli investitori – Direttiva 94/19/CE- Direttiva 97/9/CE- Nozione di “deposito” -Nozione di “operazione bancaria normale” – Nozione di “fondi detenuti per conto di un investitore in relazione ai fini di attività di investimento” – Effetto diretto della direttiva 94/19 e della direttiva 97/9 – Fondi trasferiti dai conti bancari di privati su un conto aperto a nome di un ente creditizio e destinati al pagamento di strumenti finanziari emessi da tale ente»

Si segnalano le interessanti conclusioni dell’Avvocato Generale della Corte UE, con le quali ha fornito la propria interpretazione sulle direttive 94/19/CE, relativa ai sistemi di garanzia dei depositi, e 97/9/CE, relativa ai sistemi di indennizzo degli investitori.

Entrando nello specifico, il Lietuvos Auksciausiasis Teismas (Corte Suprema, Lituania) si rivolge nuovamente alla Corte di Giustizia nell’ambito di due controversie sulle quali è chiamata a pronunciarsi, derivanti dal fallimento di uno degli enti creditizi di tale Stato membro.

In linea con la causa da cui è scaturita la sentenza della Corte di Giustizia del 25 giugno 2015, Indéliq ir investicijq draudimas e Nemaniiinas, il Giudice del rinvio chiede un’interpretazione delle direttive 94/19/CE e 97/9/CE, affinché venga precisato l‘ambito della tutela conferita dall’una e dall’altra direttiva, rispettivamente, ai risparmiatori e agli investitori.

In particolare, il Giudice del rinvio chiede se le suddette direttive siano applicabili ai fondi versati a un ente creditizio dai suoi clienti, al fine di acquistare azioni o sottoscrivere obbligazioni dell’ente medesimo. Il successivo stato di insolvenza dell’ente bancario ha vanificato, da ultimo, entrambe le operazioni.

Alla luce delle considerazioni svolte nel provvedimento, l’Avvocato generale ha concluso nei seguenti termini:

1. L’articolo 1, punto 1, della direttiva 94/19/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 1994, relativa ai sistemi di garanzia dei depositi, come modificata dalla direttiva 2009/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 marzo 2009, deve essere interpretato nel senso che la definizione di “deposito” non comprende:

– i fondi trasferiti da un conto bancario personale, con il consenso del titolare, su un altro conto intestato ad un ente creditizio, allo scopo di sottoscrivere la futura emissione di obbligazioni di quest’ultimo;

– i fondi trasferiti, alle medesime condizioni, allo scopo di acquistare le azioni di un ente creditizio che sono state oggetto di un’offerta pubblica di acquisto;

2. la direttiva 94/19/CE non osta a che la legislazione di uno Stato membro possa tutelare detti fondi in qualità di depositi garantiti, sempreché in tal modo non si pregiudichi l’efficacia del sistema di tutela stabilito dalla direttiva stessa;

3. l’articolo 2, paragrafo 2, della direttiva 97/9/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 marzo 1997, relativa ai sistemi di indennizzo degli investitori, si applica in caso di incapacità di un’impresa di investimento di rimborsare i fondi dovuti ai suoi clienti;

4. sia l’articolo 1, punto 1, della direttiva 94/19 che l’articolo 2, paragrafo 2, della direttiva 97/9/CE sono sufficientemente chiari, precisi e incondizionati per poter essere fatti valere direttamente dai singoli dinanzi agli organi giurisdizionali nei confronti di organismi che, indipendentemente dalla loro forma giuridica, siano stati incaricati di prestare un servizio di interesse pubblico e che dispongano a tal fine di poteri derogatori rispetto alle norme applicabili nei rapporti fra singoli, circostanze che devono essere accertate dal giudice nazionale.

Consulta il testo integrale ->  Conclusioni dell’Avvocato Generale 15 giugno 2017

Back To Top