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Servizi di investimento: rapporti contrattuali di carattere complesso ed inadempimento degli obblighi imposti all’intermediarioCassazione Civile – Sentenza 23 maggio 2017, n. 12937

Intermediazione finanziaria – Servizio di investimento – Struttura negoziale articolata – Rapporto tra contratto quadro e singoli ordini di investimento

Obbligazioni e contratti – Rapporti contrattuali di carattere complesso – Prestazioni dotate di individualità funzionale e/o giuridica con prestazioni non intrinsecamente inscindibili – Inadempimento – Interesse del contraente non inadempiente a conservare le residue prestazioni del rapporto – Intermediazione finanziaria

In materia di servizi di investimento, si segnala l’interessante sentenza in commento, con la quale la Suprema Corte di Cassazione ha affermato un importante principio di diritto per cui “a fronte dell’inadempimento dell’intermediario degli obblighi imposti dalla normativa di legge e di regolamento Consob, l’investitore, contraente non inadempiente, ben può agire per la sola risoluzione dei singoli ordini di investimento nei quali il detto inadempimento si è consumato, fermo comunque restando il necessario riscontro che trattasi, in concreto, di inadempimento di non scarsa importanza rispetto all’ordine per il quale si è verificato”.

Entrando nel merito della causa, gli attori ricorrono per cassazione nei confronti della Banca convenuta articolando due motivi di ricorso avverso la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Firenze del 15 maggio 2012, n. 671, che ha parzialmente riformato la pronuncia emessa in primo grado dal Tribunale di Firenze, 20 dicembre 2005, n. 1137.

Quest’ultima pronuncia aveva accolto, in particolare, la domanda formulata, tra le altre, dagli attuali ricorrenti di risoluzione di tre ordini di acquisto di obbligazioni (rispettivamente, del 28 gennaio 2000 per titoli Parmalat, montante € 29.000,00; del 17 maggio 2000 per titoli Argentina, montante € 26.000,00; del 13 dicembre 2000 per titoli Cirio, montante € 34.000,00) per inadempimento della Banca agli obblighi informativi impostile dalla legge e dal Regolamento Consob.

Andando in diverso avviso, la Corte fiorentina ha per contro ritenuto che nei confronti dei “singoli atti negoziali”, di cui appunto agli ordini di acquisto, “una risoluzione per inadempimento non è ipotizzabile”, essendo la stessa riservata, nel ricorrere dei relativi presupposti, al solo contratto quadro; e ha pure ritenuto che, nella specie, non era stata formulata nessuna domanda di risoluzione del contratto quadro in essere tra le parti.

Nei confronti del ricorso dispiegato dagli attori resiste la Banca convenuta, che ha depositato apposito controricorso.

Entrambe le parti hanno provveduto a depositare memoria ai sensi dell’art. 378 c.p.c..

Relativamente ai doveri informativi in capo all’intermediario, la Suprema Corte ha confermato l’orientamento, ormai consolidato, che ammette la separata risolubilità di singoli ordini di investimento.

Ricorrendone i presupposti, ossia quando l’inadempimento dell’intermediario si riveli non lieve, e idoneo a determinare un’alterazione dell’equilibrio contrattuale, l’investitore può, infatti, indirizzare l’azione, a seconda del suo interesse, verso l’intero rapporto con l’intermediario, chiedendo la caducazione del contratto quadro, ovvero nei confronti di singoli ordini di investimento.

La Suprema Corte precisa, inoltre, che, nei casi di specie, non rileva il cattivo esito di un dato investimento (e quindi un bilanciamento tra investimenti ad esito negativo ed esito positivo), bensì l’inadempimento degli obblighi informativi, cui l’intermediario è tenuto per legge.

Secondo quanto statuito, la possibilità di chiedere la risoluzione tanto del contratto quadro, quanto dei singoli ordini di investimento discende dalla struttura negoziale propria dei servizi di investimento: in questo senso, il contratto quadro assolve la funzione di gettare le basi per la futura operatività del rapporto, mentre la consecutiva fase dei singoli ordini è stata definitiva nei termini di fase attuativa del rapporto (Cassazione, Sezioni Unite, n. 26724/2007). Si tratta di fase dipendente dal contratto quadro, in cui però ciascun ordine di investimento ha natura propriamente negoziale.

Infine, la Cassazione precisa che l’effettiva risoluzione rimane, comunque, subordinata al riscontro della non scarsa importanza dell’inadempimento, che deve essere valutata nello specifico ambito dell’ordine rispetto al quale l’inadempimento medesimo si è venuto a verificare.

Consulta il testo integrale ->  Cassazione Civile – Sentenza 23 maggio 2017, n. 12937

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