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Esercizio di opzioni e discrezionalità da parte delle ANC in relazione agli enti meno significativi: vigilanza armonizzata BCEBanca Centrale Europea – Indirizzo 4 aprile 2017, n. 697 – Sull’esercizio di opzioni e discrezionalità previste dal diritto dell’Unione da parte delle autorità nazionali competenti in relazione agli enti meno significativi

Banca Centrale Europea – Raccomandazione 4 aprile 2017 – Relativa a specifiche comuni per l’esercizio di talune opzioni e discrezionalità previste dal diritto dell’Unione da parte delle autorità nazionali competenti in relazione agli enti meno significativi

La Banca Centrale Europea ha pubblicato l’indirizzo e la raccomandazione in commento, riguardanti l’esercizio di opzioni e discrezionalità da parte delle Autorità nazionali competenti in relazione agli enti meno significativi.

Si ricorda che la Banca Centrale Europea è responsabile del funzionamento efficace e coerente del Meccanismo di vigilanza unico (MVU).

Essa sorveglia il funzionamento del sistema per garantire la coerente applicazione di standard di vigilanza elevati e la coerenza dei risultati della vigilanza negli Stati membri partecipanti.

La BCE è tenuta ad assicurare l’applicazione coerente dei requisiti prudenziali per gli enti creditizi negli Stati membri partecipanti, ai sensi del Regolamento (UE) n. 1024/2013 e del Regolamento (UE) n. 468/2014 della Banca centrale europea (BCE/2014/17).

L’indirizzo in commento, specifica talune opzioni e discrezionalità di applicazione generale conferite alle Autorità competenti ai sensi del diritto dell’Unione in materia di requisiti prudenziali, il cui esercizio da parte delle ANC in relazione a enti meno significativi deve essere pienamente allineato all’esercizio, da parte della BCE, delle relative opzioni e discrezionalità di cui al Regolamento (UE) 2016/445 (BCE/2016/4).

Nello specifico, l’indirizzo riguarda i seguenti profili normativi:

– articolo 89, paragrafo 3, del Regolamento (UE) n. 575/2013: ponderazione del rischio e proibizione delle partecipazioni qualificate al di fuori del settore finanziario;

– articolo 178, paragrafo 1, lettera b), del Regolamento (UE) n. 575/2013: default di un debitore;

– articolo 282, paragrafo 6, del Regolamento (UE) n. 575/2013: insiemi di attività coperte;

– articolo 400, paragrafo 2, del Regolamento (UE) n. 575/2013: esenzioni;

– articolo 24, paragrafi 4 e 5, del Regolamento delegato (UE) n. 2015/61: deflussi dai depositi stabili al dettaglio;

– articolo 471, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 575/2013: esenzione dalla deduzione di partecipazioni nelle imprese di assicurazioni dagli elementi del capitale primario di classe 1;

– articolo 478, paragrafo 3, lettere a) e b), del Regolamento (UE) 575/2013: percentuali applicabili per la deduzione dagli elementi di capitale primario di classe 1 di investimenti significativi in soggetti del settore finanziario e di attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura.

Gli effetti dell’indirizzo in commento decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione (13 aprile 2017) nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e le Autorità nazionali competenti si conformano dal 1° gennaio 2018, ad eccezione dell’articolo 7 al quale si conformano dal 1° gennaio 2019.

La raccomandazione in commento stabilisce i principi per l’esercizio da parte delle Autorità nazionali competenti di talune opzioni e discrezionalità previste dal diritto dell’Unione in relazione a enti meno significativi.

Nello specifico, la raccomandazione riguarda i seguenti profili normativi:

– articolo 8, paragrafo 3, del Regolamento (UE) n. 575/2013: deroghe all’applicazione dei requisiti di liquidità a livello transfrontaliero;

Requisiti patrimoniali

– articolo 129, paragrafo 1, del Regolamento (UE) n. 575/2013: esposizioni sotto forma di obbligazioni garantite;

– articolo 311, paragrafo 2, del Regolamento (UE) n. 575/2013: trattamento delle esposizioni verso controparti centrali;

– articolo 380 del Regolamento (UE) n. 575/2013: deroga in caso di gravi perturbazioni del funzionamento di un sistema;

Sistema di tutela istituzionale

– articolo 49, paragrafo 3, del Regolamento (UE) n. 575/2013: deduzione di posizioni in enti che rientrano in sistemi di tutela istituzionale;

Liquidità

– articolo 420, paragrafo 2, del Regolamento (UE) n. 575/2013: deflussi di liquidità;

Vigilanza prudenziale

– articolo 76, paragrafo 3, della Direttiva 2013/36/UE: istituzione di un comitato congiunto per i rischi e per il controllo interno e per la revisione contabile;

– articolo 115, paragrafo 2, della Direttiva 2013/36/UE: accordi bilaterali relativi alla vigilanza su enti creditizi in Stati membri non partecipanti.

Consulta il testo integrale -> Banca Centrale Europea – Indirizzo 4 aprile 2017, n. 697Banca Centrale Europea – Raccomandazione 4 aprile 2017

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