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La Banca Centrale Europea esprime il suo parere sul Decreto salva risparmioBanca Centrale Europea – Parere 3 febbraio 2017 – Relativo a misure per l’erogazione di liquidità, alla ricapitalizzazione precauzionale e ad altre disposizioni urgenti per il settore creditizio

La Banca Centrale Europea ha espresso il suo parere sul Decreto salva risparmio, ossia sul Decreto-Legge 23 dicembre 2016, n. 237, convertito, in via definitiva dal Parlamento, in data 16 febbraio 2017.

Il 27 dicembre 2016, infatti, la Banca Centrale Europea ha ricevuto, da parte del Ministro italiano dell’Economia e delle Finanze, una richiesta di parere relativa al Decreto-Legge recante disposizioni urgenti per la tutela del risparmio nel settore creditizio.

Il Decreto-Legge è stato adottato dal governo italiano il 23 dicembre 2016 ed è già entrato in vigore.

La BCE è competente a formulare un parere in virtù degli articoli 127, paragrafo 4, e 282, paragrafo 5, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e dell’articolo 2, paragrafo 1, terzo e sesto trattino, della Decisione 98/415/CE del Consiglio, in quanto il Decreto-Legge citato concerne il compito fondamentale del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) di attuare la politica monetaria dell’Unione ai sensi dell’articolo 127, paragrafo 2, primo trattino, del Trattato, gli specifici compiti conferiti alla BCE ai sensi dell’articolo 127, paragrafo 6, del Trattato in merito alle politiche che riguardano la vigilanza prudenziale degli enti creditizi, la Banca d’Italia e le norme applicabili agli istituti finanziari nella misura in cui esse influenzano la stabilità di tali istituti e dei mercati finanziari.

In conformità al primo periodo dell’articolo 17.5 del regolamento interno della Banca Centrale Europea, il Consiglio direttivo ha adottato il parere in commento.

Il Decreto-Legge contempla un serie di misure urgenti per il settore creditizio.

Quelle più significative mirano a istituire un quadro giuridico per fornire sostegno finanziario pubblico straordinario alle banche italiane alle condizioni ed entro i limiti segnati dal Regolamento n. 806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio  e dalla normativa italiana di recepimento della direttiva sul risanamento e sulla risoluzione delle banche (la “BRRD”), secondo cui, al fine di rimediare a una grave perturbazione dell’economia di uno Stato membro e preservare la stabilità finanziaria, la fornitura di tale sostegno finanziario pubblico non presuppone che la banca ricevente sia in dissesto o a rischio di dissesto ai fini dell’attivazione di un’azione di risoluzione. Mentre tutti gli enti creditizi italiani che soddisfano i criteri previsti dal Decreto-Legge possono usufruire del sostegno pubblico straordinario, la Banca Monte dei Paschi di Siena è destinata ad esserne la prima beneficiaria ed il Decreto-Legge contiene specifiche disposizioni che disciplinano l’applicazione delle misure nei suoi confronti.

Il Decreto-legge prevede tre categorie di intervento pubblico straordinario, che rispecchiano le tre forme di intervento contemplate dall’articolo 18, paragrafo 4, lettera d), del Regolamento n. 806/2014 e dall’articolo 32, paragrafo 4, lettera d), della BRRD: il sostegno della liquidità fornito:

(1) mediante la concessione di una garanzia dello Stato su passività delle banche di nuova emissione;

(2) mediante la concessione di una garanzia dello Stato su operazioni di erogazione di liquidità di emergenza (ELA) condotte dalla Banca d’Italia;

(3) una ricapitalizzazione precauzionale, con la quale lo Stato inietta capitale in una banca sottoscrivendone e acquistandone le azioni ordinarie.

In sintesi, la BCE ha rilevato che:

  • come ricordato in più occasioni, la BCE dovrebbe essere consultata prima dell’adozione di un Decreto-Legge da parte del Governo, non successivamente alla sua entrata in vigore (a ciò nulla rilevando il successivo iter di conversione);
  • è necessario che le disposizioni legislative nazionali volte a fornire sostegno pubblico al settore creditizio rispettino pienamente il diritto dell’Unione Europea;
  • l’attribuzione del ruolo previsto per la BCE dal Decreto-Legge è sostanzialmente coerente con gli specifici compiti di vigilanza prudenziale ad essa conferiti ai sensi della normativa dell’Unione Europea che disciplina la vigilanza bancaria;
  • è della massima importanza che le operazioni di sostegno condotte dalle Autorità nazionali non abbiano alcun impatto sulla conduzione e sull’attuazione della politica monetaria dell’area dell’Euro;
  • è necessario chiarire quale debba essere la durata residua degli strumenti di debito per cui può essere disposta la garanzia statale;
  • paiono essere rispettate le condizioni di rilascio dell’ELA;

• la disposizione del Decreto-Legge volta ad escludere i rischi di compensazione associati ai crediti accettati in garanzia dalla Banca d’Italia, applicabile anche alle operazioni di credito dell’Eurosistema, pare essere in linea con lo Statuto del Sistema Europeo di Banche Centrali (SEBC) e della BCE.

Consulta il testo integrale -> Banca Centrale Europea – Parere 3 febbraio 2017

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