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Piattaforme multilaterali di negoziazione: Consob raccomanda di convogliare su di esse gli scambi di strumenti finanziariConsob – Comunicazione n. 0092492 del 18 ottobre 2016 – Raccomandazione sulla distribuzione degli strumenti finanziari tramite una sede di negoziazione multilaterale

Con la Comunicazione in commento, Consob ha raccomandato agli intermediari di convogliare gli scambi di strumenti finanziari su sedi di negoziazione multilaterale, come i mercati regolamentati o gli MTF, piattaforme multilaterali di negoziazione accessibili a tutti e caratterizzate da maggiore trasparenza ed efficienza rispetto agli scambi bilaterali fra intermediario e cliente.

Le asimmetrie informative che connotano il rapporto tra cliente retail e intermediario, infatti, rendono la comprensione delle caratteristiche e dei rischi connessi alle transazioni (ivi incluso il rischio di liquidabilità) non agevole, spesso alterando la capacità dei risparmiatori di assumere decisioni di investimento consapevoli.

Gli strumenti finanziari, soprattutto bancari, vengono solitamente offerti direttamente dall’intermediario che è anche il soggetto emittente (c.d. self-placement), con la conseguenza che il perseguimento del miglior interesse della clientela può essere disatteso a favore di interessi propri dell’intermediario, soprattutto in fasi congiunturali connotate da necessità di stabilizzazione patrimoniale e di finanziamento.

Nella prospettiva della finalità di accrescimento delle tutele prestate nei confronti dei clienti retail, la Consob ha fornito, nel tempo, indirizzi interpretativi ed applicativi utili a consentire agli intermediari di allineare le proprie condotte ai doveri imposti dal quadro normativo di riferimento.

Con la Comunicazione Consob del 2 marzo 2009, n. 9019104, riguardante “Il dovere dell’intermediario di comportarsi con correttezza e trasparenza in sede di distribuzione di prodotti finanziari illiquidi”, è stato evidenziato, in particolare, l’elevato rischio di liquidità/liquidabilità, determinato dall’impossibilità giuridica o fattuale al disinvestimento. Tale rischio è tipicamente connesso alle operazioni in obbligazioni bancarie, polizze assicurative a contenuto finanziario e derivati negoziati over the counter.

Con l’implementazione della disciplina “CRD IV”, costituita dalla Direttiva 2013/36/UE (“Capital Requirements Directive”) e dal Regolamento (UE) n. 575/2014 (“Capital Requirements Regulation”), sono state introdotte nell’ordinamento regole tese a rafforzare i requisiti patrimoniali e prudenziali che gli intermediari sono tenuti a soddisfare per esigenze di stabilità, anche al fine di mitigare gli effetti sistemici di shock che possono colpire gli operatori.

A seguito del recente recepimento della Direttiva 2014/59/UE (“Banking Resolution and Recovery Directive, cd. “BRRD”), sono state previste limitazioni all’intervento pubblico a sostegno di un intermediario che versi in una situazione di crisi. In particolare, gli oneri dell’eventuale dissesto vengono a gravare anche sugli azionisti e sui portatori degli altri strumenti finanziari – ivi incluse le obbligazioni – emessi dagli istituti in crisi. In tale ambito, sono stati, altresì, definiti requisiti minimi di  passività ammissibili che gli intermediari sono tenuti a rispettare, su base individuale e consolidata, in relazione ai quali devono essere attentamente valutati anche eventuali impegni al riacquisto assunti dai medesimi soggetti emittenti.

Ciò premesso, Consob ritiene che l’accesso degli strumenti finanziari emessi da intermediari alla negoziazione su sedi multilaterali di negoziazione (mercati regolamentati o MTF) consenta di realizzare più compiutamente l’obiettivo della tutela degli investitori. Ciò per ragioni legate al contenimento delle asimmetrie informative ed alla garanzia della possibilità di disinvestimento.

La circostanza di concentrare entrambe le fasi di emissione e negoziazione in un’unica sede offre maggiore certezza (e tempi più rapidi) che al mercato primario segua contestualmente una negoziazione sul secondario, quale garanzia della “liquidabilità” (ancorché non necessariamente “liquidità”) di un investimento, in base alla legge della domanda e dell’offerta e secondo pre-determinate e trasparenti regole di negoziazione.

Appare, inoltre, non trascurabile l’effetto di incremento della trasparenza riguardo alle operazioni di investimento e disinvestimento sugli strumenti finanziari in discorso, qualora oggetto di scambio su sedi multilaterali di negoziazione.

Infine, entro sei mesi dall’entrata in vigore della Raccomandazione in commento gli operatori dovranno comunicare alla Consob le determinazioni assunte in materia.

Consulta il testo integrale -> Consob – Comunicazione n. 0092492 del 18 ottobre 2016

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