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Abusi di mercato: emanate norme tecniche sui programmi di riacquisto di azioni proprie e sulle misure di stabilizzazioneRegolamento di esecuzione della Commissione 7 ottobre 2016, n. 1799 – Che stabilisce norme tecniche di attuazione per quanto riguarda l’associazione tra le valutazioni del merito di credito delle agenzie esterne di valutazione del merito di credito e le classi di merito di credito per il rischio di credito in conformità all’articolo 136, paragrafi 1 e 3, del regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio

Nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea dello scorso 12 ottobre, è stato pubblicato il Regolamento di esecuzione in commento che stabilisce norme tecniche di attuazione per quanto riguarda l’associazione tra le valutazioni del merito di credito delle agenzie esterne di valutazione del merito di credito e le classi di merito di credito per il rischio di credito in conformità all’articolo 136, paragrafi 1 e 3, del regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio.

L’articolo 136, paragrafo 1, del Regolamento (UE) n. 575/2013 prevede che sia determinato, per tutte le agenzie esterne di valutazione del merito di credito (ECAI), a quali classi di merito di credito di cui alla Sezione 2 del medesimo Regolamento sono associate le pertinenti valutazioni del merito di credito emesse da una ECAI (“associazione”).

Le ECAI sono agenzie di rating del credito che sono registrate o certificate in conformità al Regolamento (CE) n. 1060/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio o banche centrali che emettono rating del credito esenti dall’applicazione dello stesso Regolamento.

Dato che l’articolo 4, paragrafo 1, del Regolamento (CE) n. 1060/2009 autorizza l’utilizzo di rating del credito a fini regolamentari da parte degli enti creditizi e delle imprese di investimento solo se emessi da agenzie di rating del credito stabilite nell’Unione e registrate o certificate in conformità al medesimo Regolamento, è auspicabile che l’associazione tra le valutazioni del merito di credito delle ECAI e le classi di merito di credito comprenda le valutazioni del merito di credito che soddisfano la definizione di “rating del credito” di cui all’articolo 3, paragrafo 1, lettera a), di detto Regolamento.

Inoltre, dato che a norma dell’articolo 136 del regolamento (UE) n. 575/2013 è necessario stabilire un’associazione per tutte le ECAI, la cui definizione include, in virtù dell’articolo 4, paragrafo 1, punto 98, del medesimo Regolamento, anche i rating del credito emessi dalle banche centrali esenti dall’applicazione del Regolamento (CE) n. 1060/2009, è opportuno che l’associazione tra le categorie di rating delle ECAI e le classi di merito di credito comprenda anche i rating del credito in questione.

Il Regolamento (UE) n. 575/2013 vieta l’uso di rating del credito per talune classi di attività (come le azioni) nel quadro del metodo standardizzato. Pertanto, per quanto riguarda le valutazioni degli organismi di investimento collettivo (OIC) a reddito fisso, solo quelle che dipendono esclusivamente dalla qualità creditizia delle attività sottostanti dovrebbero essere interessate dall’associazione delle valutazioni del merito di credito delle ECAI alle classi di merito di credito.

L’associazione ha l’obiettivo di assegnare in modo appropriato i fattori di ponderazione del rischio previsti dal Regolamento (UE) n. 575/2013 alle categorie di rating di una ECAI. Pertanto, dovrebbe essere in grado di individuare non soltanto le differenze relative di rischio, ma anche i livelli assoluti di rischio di ciascuna categoria di rating, garantendo livelli adeguati di capitale secondo il metodo standardizzato.

Il 29 marzo 2016 la Commissione ha notificato al Comitato congiunto delle Autorità europee di vigilanza la sua intenzione di approvare il progetto di norme tecniche di attuazione con modifiche volte a garantire un equilibrio tra, da una parte, un solido approccio prudenziale e, dall’altra, la necessità di evitare un’ulteriore concentrazione nel mercato già molto concentrato dei rating del credito, dominato da tre grandi ECAI che detengono una quota di mercato combinata di circa il 90%. Nella sua notifica la Commissione ha sottolineato in particolare la necessità di evitare l’applicazione automatica dopo tre anni di maggiore prudenza nell’associazione per tutte le ECAI che non hanno emesso un numero sufficiente di rating, indipendentemente dalla loro qualità, poiché tale approccio rischierebbe di creare una barriera normativa all’ingresso nel mercato e di pregiudicare la posizione concorrenziale delle ECAI più piccole o più recenti semplicemente perché non producono lo stesso numero di rating delle grandi imprese ben avviate.

Nel suo parere formale del 12 maggio 2016, il Comitato congiunto delle Autorità europee di vigilanza ha confermato la sua posizione iniziale e non ha ripresentato norme tecniche di attuazione modificate in maniera conforme alle modifiche proposte dalla Commissione.

Al fine di garantire un equilibrio tra, da una parte, un solido approccio prudenziale e, dall’altra, la concorrenza nel mercato dei rating del credito, è opportuno modificare il progetto di norme tecniche di attuazione per quanto riguarda le disposizioni che possono causare indebiti e significativi svantaggi per le ECAI più piccole o più nuove a causa del loro più recente ingresso nel mercato, in particolare le disposizioni riguardanti l’applicazione di un trattamento più prudente in caso di scarsità di dati, l’entrata in vigore di una nuova associazione automaticamente nel 2019, la disposizione relativa al riesame dell’associazione e delle tabelle di associazione a decorrere dal 2019.

L’ABE, l’ESMA e l’EIOPA hanno condotto consultazioni pubbliche aperte sui progetti di norme tecniche di attuazione su cui si basa il Regolamento in commento, hanno analizzato i relativi costi e benefici potenziali e hanno chiesto il parere del gruppo delle parti interessate nel settore bancario istituito dall’articolo 37 del Regolamento (UE) n. 1093/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio; il parere del gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati istituito in conformità all’articolo 37 del Regolamento (UE) n. 1095/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio; nonché il parere del gruppo delle parti interessate nel settore dell’assicurazione e della riassicurazione istituito in conformità all’articolo 37 del Regolamento (UE) n. 1094/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio.

Consulta il testo integrale – Regolamento UE 7 ottobre 2016, n. 1799