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Anatocismo: dallo scorso 1° ottobre sono in vigore le nuove disposizioniLo scorso 1° ottobre, sono entrate in vigore le nuove regole sull’anatocismo con riferimento ai contratti bancari, ossia mutui, finanziamenti, affidamenti, scoperti di conto corrente ed aperture di credito.

Adesso, dunque, questa delicata materia “dovrebbe” avere una regolamentazione stabile e definitiva dopo decenni di polemiche, interventi legislativi e sentenze.

Gli intermediari, infatti, dovranno necessariamente adeguarsi alle disposizioni fissate dal decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, in qualità di Presidente del CICR (Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio) 3 agosto 2016, n. 343, in attuazione di quanto previsto dal Decreto-legge 14 febbraio 2016, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla Legge 8 aprile 2016, n. 49, il quale ha modificato l’art. 120 del Testo Unico Bancario, che contiene i principi direttivi per la disciplina dell’anatocismo bancario, demandando la concreta regolamentazione della materia a una determinazione appunto del CICR.

Le nuove disposizioni stabiliscono che gli interessi, attivi e passivi, non solo devono avere la medesima periodicità (ma da questo punti di vista nulla è cambiato), ma devono rispettare anche i seguenti criteri:

– la periodicità non può essere inferiore all’anno, e, quindi, sarà sempre annuale;

– di conseguenza, il calcolo degli interessi dovrà essere effettuato il 31 dicembre di ogni anno;

gli interessi diventano esigibili il 1° marzo dell’anno successivo;

il cliente può autorizzare, anche preventivamente, l’addebito degli interessi sul conto corrente, quando questi diventeranno esigibili. In questo caso, gli interessi diventano, per legge, capitale e non ci sarà più l’infinita discussione sull’anatocismo (ovvero gli interessi sugli interessi);

l’autorizzazione di cui sopra è sempre revocabile.

Di seguito, una sintesi, degli anzidetti criteri.

Periodicità

Gli interessi debitori e gli interessi creditori devono avere la medesima periodicità, comunque non inferiore ad un anno.

Contabilizzazione

Gli interessi devono essere conteggiati il 31 dicembre di ogni anno o, comunque, al termine, se infrannuale, del rapporto per cui sono dovuti. Inoltre, anche per i contratti iniziati in corso d’anno, il conteggio si effettua, comunque, al 31 dicembre successivo.

Esigibilità

Gli interessi maturati in un determinato anno e conteggiati separatamente diventano esigibili dal creditore e dovuti in pagamento dal debitore il 1° marzo dell’anno successivo a quello in cui sono maturati.

Una volta che gli interessi sono diventati esigibili si possono verificare le seguenti tre ipotesi:

1) se il cliente li paga, la vicenda si chiude e gli interessi corrispettivi continuano ad essere calcolati sul solo capitale;

2) se il cliente ne autorizza o ne ha autorizzato l’addebito in conto, gli interessi, per effetto dell’addebito, si trasformano inevitabilmente in capitale e, quindi, da quel momento, gli interessi corrispettivi devono essere calcolati su un importo rappresentato dalla somma del capitale finanziato con gli interessi divenuti capitale per effetto dell’avvenuto loro addebito in conto;

3) se il cliente non li paga e non ne autorizza l’addebito in conto, si entra nella fase patologica dell’inadempimento, e, pertanto, si determina il presupposto per l’applicazione degli interessi di mora. A questo punto, bisognerebbe chiarire se, per la loro produzione, occorra la domanda giudiziale prevista dall’art. 1283 c.c. o se, come sembrerebbe più plausibile, essi si rendano dovuti per il solo fatto dell’inadempimento del debitore.

Contratti in corso

Gli intermediari devono adeguarsi alle nuove disposizioni, al più tardi, agli interessi maturati a partire dallo scorso 1° ottobre.

Relativamente ai contratti in corso, gli intermediari possono procedere unilateralmente al loro adeguamento alle nuove disposizioni.

Gli intermediari devono, però, chiedere l’autorizzazione del cliente per l’addebito in conto degli interessi corrispettivi devenuti esigibili. Tale autorizzazione, come sopra anticipato, è sempre revocabile.

I correntisti dovranno valutare se concedere o meno l’anzidetta autorizzazione.

Nella pratica, specialmente per i rapporti aziendali, la prassi sarà che questa venga sempre concessa. Di fatto, quindi, con queste norme sarà stato sancito definitivamente l’anatocismo annuale con un ritardo di due mesi.