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Abusi di mercato: la Consob definisce le modalità di comunicazione delle informazioni richieste dal Regolamento (UE) n. 596/2014Consob – Delibera n. 19654 del 5 luglio 2016 – Adozione del Regolamento concernente i procedimenti per l’adozione di atti di regolazione generale ai sensi dell’articolo 23 della legge 28 dicembre 2005, n. 262 e successive modificazioni

La Consob, con la delibera in commento, ha approvato il regolamento che disciplina i procedimenti per l’adozione degli atti regolamentari e generali da parte della stessa.

L’art. 23 della Legge 28 dicembre 2005, n. 262 (cd. Legge sul risparmio) affida alle Autorità di Vigilanza Consob, Banca d’Italia, Ivass e Covip il compito di disciplinare, con propri regolamenti, l’applicazione dei principi indicati nell’articolo stesso, nonché i casi di necessità ed urgenza o le ragioni di riservatezza per cui è ammesso derogarvi.

In particolare, l’art. 23 individua alcuni principi che attengono sia alla forma, che ai profili sostanziali di tali provvedimenti.

L’art. 23 della Legge citata si innesta in un tessuto normativo che già conteneva disposizioni sulla materia.

In particolare, per quanto riguarda gli obblighi di consultazione, si ricorda l’art. 187-quaterdecies del TUF ed, invece, relativamente al principio di proporzionalità, si ricorda l’art. 12 della Legge 29 luglio 2003, n. 229, avente ad oggetto l’analisi di impatto delle funzioni di vigilanza e regolazione.

La nuova norma, come anticipato, disciplina in modo organico e completo, e con specifico riguardo ad alcune Autorità indipendenti, l’intero procedimento di formazione degli atti regolamentari od a contenuto generale ed innova le disposizioni preesistenti, soprattutto in materia di consultazione e di impatto della regolamentazione.

Con riguardo alle procedure di consultazione, si ritiene che l’art. 23 rappresenti una diversa disciplina succedutasi nel tempo sulla stessa materia e, quindi, abbia comportato la sostituzione della precedente disciplina dettata dall’art. 187-quaterdecies del TUF che deve, pertanto, ritenersi implicitamente abrogata.

Ad analoghe conclusioni si ritiene che possa pervenirsi relativamente all’analisi di impatto della regolamentazione. Mentre l’art. 12 della Legge n. 229/2003 detta una disciplina di contenuto assai generico (Le autorità amministrative indipendenti … si dotano, nei modi previsti dai rispettivi ordinamenti, di forme o metodi di analisi dell’impatto della regolamentazione …) applicabile, in generale, a tutte le Autorità amministrative indipendenti, l’art. 23 prevede norme dal contenuto maggiormente definito che, disciplinando in materia organica e completa l’intero procedimento amministrativo, si indirizzano, specificatamente, a quattro determinate Autorità. Si ritiene, pertanto, che il tema dell’analisi dell’impatto della regolamentazione trovi la sua disciplina speciale, riferita a Consob, Banca d’Italia, Ivass e Covip, all’interno dell’art. 23 della Legge sul risparmio e debba essere implementato attraverso le prescrizioni attuative di tale norma, nel rispetto dei principi da essa stessa dettati.

La norma primaria pone, dunque, a fondamento dell’intero procedimento regolatorio alcuni principi, riconoscendo tuttavia in capo a ciascuna Autorità ampia autonomia nel disciplinare le relative modalità e procedure attuative.

I principi fondamentali cui l’intero procedimento deve conformarsi possono essere così riassunti:

– trasparente motivazione delle scelte regolamentari;

– illustrazione, con apposita relazione che accompagna l’atto, delle sue “conseguenze sulla regolamentazione, sull’attività delle imprese e degli operatori e sugli interessi degli investitori e dei risparmiatori”;

– proporzionalità intesa come “criterio di esercizio del potere adeguato al raggiungimento del fine, con il minore sacrificio degli interessi dei destinatari”;

– consultazione “degli organismi rappresentativi dei soggetti vigilati, dei prestatori di servizi finanziari e dei consumatori”;

– revisione periodica degli atti normativi, per adeguarle all’evoluzione del mercato e degli interessi degli investitori e dei risparmiatori.

L’art. 23 prevede, infine, che nel disciplinare i suddetti principi le Autorità indichino anche i casi di necessità e di urgenza o le ragioni di riservatezza per cui è ammesso derogarvi.

Il regolamento fa seguito ad un lungo percorso avviato dalla Consob nell’aprile 2007.

Il testo regolamentare approvato tiene conto dei profondi cambiamenti che si sono verificati a partire dalla crisi finanziaria del 2008 nel contesto normativo, nazionale e sovraordinato e dell’esperienza maturata dalla Consob nell’adozione degli atti di regolazione generale.

Le disposizioni regolamentari hanno come finalità l’individuazione di una disciplina fondata sui principi di proporzionalità, trasparenza e partecipazione, ritenuti fondamentali per la formazione di una regolamentazione efficace ed efficiente.

Oltre a fornire una concreta attuazione dei principi sanciti dalla Legge n. 262/2005, le disposizioni intendono recepire i principi e le prassi della better regulation, riconoscendo un ruolo fondamentale alla fase di informazione e di consultazione degli stakeholders e al ciclo della valutazione di impatto della regolamentazione sulle proposte regolatorie.

L’articolato consta di nove articoli.

Nello specifico, è stato definito l’ambito di applicazione dell’intero procedimento (art. 1); è stato inserito un articolo sull’AIR (art. 3); sono stati introdotti strumenti ulteriori, rispetto a quelli previsti dalla norma primaria, per l’attuazione dei principi contenuti nell’art. 23 della Legge sul risparmio, quali la programmazione annuale dell’attività regolatoria (art. 2) e la possibilità di avvalersi, durante la fase del procedimento, del supporto di comitati di esperti (art. 5).

Consulta il testo integrale -> Consob – Delibera n. 19654 del 5 luglio 2016

 

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