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Bail in: la Corte Ue boccia il ricorso della Slovenia e dichiara legittima la ripartizione degli oneri tra azionisti ed obbligazionisti subordinatiCorte di Giustizia dell’Unione europea – Sentenza 19 luglio 2016 – Rinvio pregiudiziale – Validità e interpretazione della comunicazione della Commissione sul settore bancario – Interpretazione delle Direttive 2001/24/CE e 2012/30/UE – Aiuti di Stato alle banche nel contesto della crisi finanziaria – Condivisione degli oneri – Liquidazione del capitale degli azionisti, del capitale ibrido e del debito subordinato – Principio della tutela del legittimo affidamento – Diritto di proprietà – Tutela degli interessi dei soci e dei terzi – Risanamento e liquidazione degli istituti di credito

Si torna a parlare di bail in, questa volta con riferimento all’interessante sentenza in commento della Corte di Giustizia dell’Unione europea.

La magistratura comunitaria dà ragione alla Commissione europea quando impone perdite agli azionisti ed agli obbligazionisti subordinati, in occasione di un salvataggio pubblico di una banca.

In altre parole, non viola il diritto dell’Unione la ripartizione degli oneri tra azionisti ed obbligazionisti subordinati in vista dell’autorizzazione, da parte della Commissione, degli aiuti di Stato a favore di una banca sottocapitalizzata.

Entrando nel merito della causa, in seguito alla crisi finanziaria mondiale iniziata nel 2007, la Banka Slovenije (Banca centrale di Slovenia) ha accertato, nel settembre 2013, che cinque banche slovene erano sottocapitalizzate. Tenuto conto dell’entità di tale carenza, dette banche non disponevano di capitali sufficienti per soddisfare i propri creditori e coprire il valore dei depositi.

Il 17 dicembre 2013, la Banca centrale di Slovenia ha introdotto misure straordinarie dirette, rispettivamente, alla ricapitalizzazione, al salvataggio e alla liquidazione di tali banche.

Il 18 dicembre 2013, la Commissione, previamente informata dalle Autorità slovene, ha autorizzato gli aiuti di Stato destinati alle cinque banche interessate.

Le misure in parola, adottate ai sensi della legge sul settore bancario, comprendevano la liquidazione del capitale degli azionisti e dei titoli subordinati.

Adita con numerose domande di legittimità costituzionale della legge sul settore bancario, l’Ustavno sodišče (Corte costituzionale della Slovenia) chiese alla Corte di giustizia di pronunciarsi sulla validità e sull’interpretazione delle disposizioni della comunicazione della Commissione sul settore bancario. Tale comunicazione è stata adottata al fine di fornire orientamenti sui criteri di compatibilità, con il mercato interno, degli aiuti di Stato accordati al settore finanziario durante la crisi finanziaria.

Pertanto, la domanda di pronuncia pregiudiziale verte sulla validità e sull’interpretazione dei punti da 40 a 46 della comunicazione della Commissione relativa all’applicazione, dal 1° agosto 2013, delle norme in materia di aiuti di Stato alle misure di sostegno alle banche nel contesto della crisi finanziaria, nonché sull’interpretazione degli articoli 29, 34, 35 e da 40 a 42 della Direttiva 2012/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, sul coordinamento delle garanzie che sono richieste, negli Stati membri, alle società di cui all’articolo 54, secondo paragrafo, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, per tutelare gli interessi dei soci e dei terzi per quanto riguarda la costituzione della società per azioni, nonché la salvaguardia e le modificazioni del capitale sociale della stessa e dell’articolo 2, settimo trattino, della Direttiva 2001/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 aprile 2001, in materia di risanamento e liquidazione degli enti creditizi.

Con la sentenza in commento, la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha affermato i seguenti principi:

1) la comunicazione della Commissione relativa all’applicazione, dal 1° agosto 2013, delle norme in materia di aiuti di Stato alle misure di sostegno alle banche nel contesto della crisi finanziaria, dev’essere interpretata nel senso che essa non ha effetti vincolanti nei confronti degli Stati membri;

2) gli articoli da 107 a 109 TFUE devono essere interpretati nel senso che non ostano ai punti da 40 a 46 della comunicazione sul settore bancario in quanto detti punti prevedono una condizione di condivisione degli oneri da parte degli azionisti e dei detentori di titoli subordinati ai fini dell’autorizzazione di un aiuto di Stato;

3) il principio della tutela del legittimo affidamento e il diritto di proprietà devono essere interpretati nel senso che non ostano ai punti da 40 a 46 della comunicazione sul settore bancario in quanto detti punti prevedono una condizione di condivisione degli oneri da parte degli azionisti e dei detentori di titoli subordinati ai fini dell’autorizzazione di un aiuto di Stato;

4) gli articoli 29, 34, 35 e da 40 a 42 della Direttiva 2012/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, sul coordinamento delle garanzie che sono richieste, negli Stati membri, alle società di cui all’articolo 54, secondo paragrafo, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, per tutelare gli interessi dei soci e dei terzi per quanto riguarda la costituzione della società per azioni, nonché la salvaguardia e le modificazioni del capitale sociale della stessa, devono essere interpretati nel senso che essi non ostano ai punti da 40 a 46 della comunicazione sul settore bancario in quanto detti punti prevedono una condizione di condivisione degli oneri da parte degli azionisti e dei detentori di titoli subordinati ai fini dell’autorizzazione di un aiuto di Stato;

5) la comunicazione sul settore bancario dev’essere interpretata nel senso che le misure di conversione o svalutazione del capitale ibrido e dei debiti subordinati, quali quelle previste al punto 44 di detta comunicazione, non devono andare oltre quanto è necessario per superare la carenza di capitale della banca interessata;

6) l’articolo 2, settimo trattino, della Direttiva 2001/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 aprile 2001, in materia di risanamento e liquidazione degli enti creditizi, deve essere interpretato nel senso che tra i “provvedimenti di risanamento”, ai sensi di tale disposizione, rientrano le misure di condivisione degli oneri di cui ai punti da 40 a 46 della comunicazione sul settore bancario.

Consulta il testo integrale -> Corte di Giustizia UE – Sentenza 19 luglio 2016

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