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Decreto banche: pubblicata in Gazzetta la legge di conversioneLegge 30 giugno 2016, n. 119 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, recante disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione

Nella Gazzetta Ufficiale n. 153 dello scorso 2 luglio, è stata pubblicata la Legge 30 giugno 2016, n. 119, di conversione, con modificazioni, del decreto banche (Decreto-Legge 3 maggio 2016, n. 59), recante disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione.

Il testo contiene le regole per il rimborso automatico dell’80% agli investitori delle quattro banche (Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Carife) salvate per decreto nel novembre 2015, ed introduce anche nuove garanzie che consentiranno agli istituti bancari di accelerare il recupero dei crediti.

Di seguito i punti salienti del decreto banche.

Pegno mobiliare non possessorio

L’articolo 1 del decreto banche consente agli imprenditori di concedere il pegno su beni mobili destinati all’esercizio dell’impresa e, salvo diversi accordi con il creditore, essi possono continuare ad avere la disponibilità del bene mobile dato in pegno, utilizzandolo anche nell’esercizio della loro attività, senza alterarne la destinazione economica.

Il pegno non possessorio è concesso con atto scritto, pubblicato nel Registro dei pegni non possessori tenuto con modalità informatiche dall’Agenzia delle Entrate.

Patto marciano

L’articolo 2 del decreto banche disciplina il c.d. patto marciano.

Tale istituto, esteso ai beni immobili, con esclusione dell’abitazione principale del datore di ipoteca, del suo coniuge o di suoi parenti e affini entro il terzo grado, consiste nel contratto tra creditore e debitore con cui, in caso di inadempimento, il creditore che acquisisca un bene di proprietà del debitore accetti l’obbligo di versare allo stesso la differenza tra importo del credito e valore.

Il vantaggio per il creditore sta nel non dover esperire procedure esecutive lunghe e costose, come accade nel modello tradizionale, essendo avvantaggiato da un sistema molto più semplice e spedito in caso di inadempimento del debitore.

È stata, inoltre, approvata una significativa modifica allungando i termini di questo inadempimento da sei a nove mesi, ai quali si aggiungono, poi, ulteriori sessanta giorni dopo la comunicazione del creditore.

Nuovo Registro pubblico delle procedure di espropriazione

All’articolo 3 del decreto banche, al fine di facilitare la creazione di un mercato per i crediti deteriorati, si prevede l’istituzione di un Registro elettronico presso il Ministero della Giustizia, dove verranno archiviati:

– le procedure di espropriazione forzata immobiliare;

– le procedure di fallimento, concordato preventivo e liquidazione coatta amministrativa;

– i procedimenti di omologa di accordi di ristrutturazione dei debiti ex art. 182-bis L.F. e piani attestati di risanamento quando vengano fatti oggetto di pubblicazione nel registro delle imprese;

– procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese insolventi, riconducibili alla Legge Prodi bis (D.Lgs. n. 270/1999) o al Decreto Marzano (D.L. n. 347/2003);

– le procedure di accordo di ristrutturazione dei debiti, di piano del consumatore e di liquidazione dei beni di cui alla Legge n. 3/2012.

Viene, dunque, creato un vero e proprio Registro delle procedure di espropriazione forzata immobiliari, delle procedure di insolvenza e degli strumenti di gestione della crisi che i creditori avranno modo di consultare in via telematica.

In questo modo si verrà a delineare una banca dati utile per controllare in tempo reale l’andamento delle procedure concorsuali a cui sono soggetti i rispettivi debitori.

Cambia la disciplina dell’espropriazione forzata

L’articolo 4 del decreto banche prevede una serie di modifiche al codice di procedura civile, per accelerare e semplificare le procedure esecutive, spesso molto farraginose e costose.

Nello specifico le modifiche riguardano:

– l’esecuzione forzata;

– il pignoramento mobiliare;

– il pignoramento immobiliare.

Tra queste, l’esecuzione del recupero crediti viene assegnata al custode al posto dell’ufficiale giudiziario pur rimanendo l’ultima istanza di un giudice. La riduzione del valore del 50% dell’ultima base di asta può avvenire solo dopo il quarto tentativo andato deserto e non dopo il terzo.

Modifiche alla Legge Fallimentare

L’articolo 6 del decreto banche modifica alcune norme della Legge Fallimentare al fine di velocizzare le decisioni del comitato dei creditori e le udienze, applicando modalità telematiche.

Tra le modifiche va segnalata la nuova regola sul comitato dei creditori (art. 40, 5° comma, L.F.), ispirata chiaramente ad agevolarne il funzionamento attraverso la rimozione delle criticità legate all’inerzia nella fase della prima convocazione del comitato da parte del curatore al fine della nomina del Presidente.

L’omissione di tale prima riunione, prevista dall’art. 40, 3° comma, viene ora reputata non ostativa rispetto all’effettiva costituzione del comitato, essendo, a tal fine, necessaria esclusivamente l’accettazione, anche per via telematica, dei suoi componenti.

Viene, inoltre, prevista la possibilità di effettuare udienze telematiche, in relazione al numero dei creditori ed all’entità del passivo, sia per la verifica dei crediti nel fallimento (art. 95, 3° comma) che per l’adunanza dei creditori nel concordato preventivo (art. 163, 2° comma), con una peculiarità relativa ad eventuali proposte concorrenti.

Infine, vanno segnalate alcune novità volte ad accelerare la chiusura dei fallimenti.

Società per la Gestione di Attività

L’articolo 7 del decreto banche dispone dell’acquisizione da parte del Ministero dell’Economia della Società per la Gestione di Attività S.p.A., costituita in occasione del salvataggio del Banco di Napoli nel 1997, che potrà acquistare e gestire crediti in sofferenza anche di altri soggetti e non solo dell’ex Banco di Napoli.

Nozione di investitore

L’articolo 8 del decreto banche definisce le nozioni di:

– investitore;

– banca in liquidazione;

– nuova banca;

– fondo di solidarietà;

– fondo interbancario di tutela dei depositi;

– prestazione dei servizi e delle attività di investimento relativi alla sottoscrizione o al collocamento degli strumenti finanziari subordinati;

– MTS.

Rimborso degli obbligazionisti delle quattro banche salvate

L’articolo 9 del decreto banche è di fondamentale importanza in quanto regolamenta gli indennizzi ai risparmiatori dei quattro istituti per i quali lo scorso novembre è scattata la procedura di risoluzione: Banca delle Marche, Banca popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di risparmio di Ferrara e CariChieti.

Il rimborso automatico, attraverso il Fondo di solidarietà, prevede un indennizzo forfettario fino all’80% dell’investimento effettuato entro il 12 giugno 2014 e la rinuncia alla via arbitrale.

Ai fini del rimborso automatico, i sottoscrittori di obbligazioni subordinate delle quattro banche devono avere:

– un patrimonio mobiliare inferiore a 100.000 euro (determinato secondo i criteri previsti dal decreto del Lavoro che definisce il modello tipo di dichiarazione sostitutiva unica da compilare ai fini Isee); o

– un reddito complessivo inferiore a 35.000 euro, riferito al reddito Irpef e non a quello lordo, sui redditi 2014 e non 2015.

Si allungano da quattro a sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, i tempi entro cui gli obbligazionisti delle quattro banche in default potranno presentare l’istanza di erogazione del rimborso dell’80%.

Alla domanda di rimborso l’investitore deve allegare il contratto di acquisto degli strumenti finanziari subordinati, i moduli di sottoscrizione o d’ordine di acquisto e l’attestazione degli ordini eseguiti ed una dichiarazione sulla consistenza del patrimonio mobiliare.

La suddetta documentazione deve essere fornita dalla banca in liquidazione al risparmiatore entro 15 giorni.

Come detto, per il rimborso automatico le obbligazioni devono essere state acquistate entro la data del 12 giugno 2014, altrimenti sarà necessario ricorrere ad un arbitrato.

Arbitrato davanti ai collegi organizzati dall’Anac (l’Autorità nazionale anticorruzione)

I risparmiatori che scelgono la via dell’arbitrato:

  • rinunciano definitivamente all’indennizzo forfettario;
  • dovranno dimostrare la violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza fissati dal TUF nei servizi e nelle attività di investimento all’atto della sottoscrizione;
  • possono chiedere il rimborso dei bond subordinati delle quattro banche acquistati dopo il 12 giugno 2014.

Fondi di solidarietà

Infine, l’articolo 10 del decreto banche interviene sostituendo il comma 856 (dotazione e limiti del Fondo di solidarietà) e modificando il comma 857 (modalità e termini di operatività del Fondo di solidarietà) dell’articolo 1 della Legge di Stabilità per il 2016.

Il comma 856 prevedeva che il Fondo di solidarietà fosse alimentato dal Fondo interbancario di tutela dei depositi, disciplinato dall’articolo 96 del Testo Unico Bancario, con una dotazione sino a un massimo di 100 milioni di euro, in conformità con le norme europee sugli aiuti di Stato e da questo gestito con risorse proprie.

Data l’eccezionalità dell’intervento, che nasceva dalla necessità di gestire una fase di transizione che ha visto delle persone essere soccombenti e danneggiate dall’introduzione delle nuove norme, la possibilità di individuare dei parametri che venissero loro incontro ha visto la necessità di incontrarsi in modo significativo con il livello europeo.

Il limite di 100 milioni, introdotto nella Legge di stabilità, è stato invece abolito ed ha portato al 30 giugno il termine per l’emanazione dei decreti del Ministro dell’Economia.

La Legge in commento è in vigore a far data dallo scorso 3 luglio, giorno successivo a quello della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Consulta il testo integrale -> Decreto Legge 3 maggio 2016, n. 59 coordinato con la Legge 30 giugno 2016, n. 119