skip to Main Content
+39 091-6260146 info@creditofinanzanews.it  

Usura e segnalazione in Centrale dei Rischi: banca condannata al risarcimento danno non patrimonialeTribunale di Tivoli – Sentenza 19 aprile 2016, n. 451

Il Tribunale di Tivoli, nella persona del Giudice Unico Dott.ssa Annamaria Di Giulio, con l’ordinanza in commento, ha affermato un innovativo principio, riconoscendo la tutela d’urgenza ex art. 700 c.p.c. al consumatore che, essendo stato illegittimamente segnalato alla Centrale dei Rischi, aveva subito un grave danno in quanto gli era stato di fatto inibita la possibilità di ricorrere al sistema creditizio.

La difesa aveva documentato, infatti, come la ricorrente facesse largo uso del credito al consumo e di come, a causa della segnalazione illegittima, gli erano stati rifiutati due finanziamenti per l’acquisto di beni di consumo.

Entrando nel merito della causa, nel procedimento in commento la ricorrente ha dedotto:

– che in data 24.06.2009 il marito aveva stipulato un contratto di finanziamento con la società convenuta per un ammontare finanziato di € 36,138,74;

– che detto finanziamento prevedeva una restituzione concordata in 72 rate per un importo di euro 671,35 per singola rata fino al 27.06.2015;

– che in tale pattuizione la ricorrente si era coobbligata a garanzia della restituzione della somma finanziata;

– che nell’anno 2010 il marito della ricorrente, a causa di una temporanea difficoltà finanziaria, era rimasto in ritardo con il saldo di due rate, inoltrando richiesta scritta all’istituto di credito di accodamento delle rate di novembre e dicembre 2014 per un importo totale, quindi, di € 1.342, 70;

– che l’istituto non aveva dato riscontro a tale richiesta ed il marito aveva pertanto continuato a pagare regolarmente come sempre fatto le successive rate;

– che in data 21.09.2015 il marito aveva estinto regolarmente il finanziamento versando anche le due rate inevase che aveva accumulato;

– che a decorrere dall’l.06.2015 la società convenuta aveva modificato la propria denominazione sociale e, sempre in tale data, si era perfezionata l’operazione di scissione parziale a favore di un’altra società, subentrata nella titolarità di tutti i rapporti giuridici;

– che in data 11.11.2015 era stata rilasciata liberatoria di estinzione del finanziamento;

– che alla ricorrente, in qualità di coobbligata, nel corso del rapporto negoziale di finanziamento non era stata fatta alcuna richiesta di pagamento delle due rate scadute non tempestivamente onorate dal marito, né le era stato comunicato alcunché in riferimento ad una possibile segnalazione della stessa alla Centrale dei Rischi;

– che in data 9.12.2014 la ricorrente aveva richiesto un prestito finanziario alla Fiditalia S.p.A. per un importo di euro 14.150,00, che non le era stato concesso poiché la ricorrente risultava iscritta alla Centrale dei Rischi;

– che solo in detta occasione la ricorrente era venuta a conoscenza della predetta segnalazione ed aveva chiesto alla CRIF S.p.A. i propri dati creditizi, dai quali aveva riscontrato che la segnalazione era stata effettuata a causa delle due rate non pagate dal marito;

– che mai prima di tale momento la ricorrente aveva avuto notizia scritta della segnalazione o dell’avviso di imminente segnalazione;

– che successivamente all’estinzione del finanziamento per il quale la ricorrente era stata segnalata e sicura, pertanto, dell’avvenuta cancellazione, la stessa aveva chiesto alla AGOS Ducato S.p.A. un prestito personale per l’acquisto di un automobile indispensabile anche per soddisfare esigenze lavorative e familiari;

– che con missiva del 27.11.2015 la AGOS aveva comunicato il non accoglimento del prestito personale a causa della presenza della segnalazione nella banca dati della Centrale dei Rischi e che, pertanto, non era stata cancellata nonostante l’estinzione del debito;

– che la ricorrente risultava, pertanto, ancora segnalata alla CRIF per le due rate non tempestivamente saldate dal marito e per un importo di € 1.342,00;

– che detta segnalazione doveva ritenersi illegittima, in quanto non preceduta, secondo una pacifica interpretazione, dai dovuti adempimenti, quali l’obbligo di verificare la non solvibilità del cliente alla stregua di una valutazione complessiva della situazione finanziaria del medesimo e poi l’obbligo di informare preventivamente ed in forma scritta il debitore.

Ciò premesso, il principio sotteso all’accoglimento totale del ricorso da parte del Tribunale di Tivoli è quello di accordare, anche per via d’urgenza, tutela a diritti costituzionalmente protetti quali quello al risparmio, all’immagine ed alla reputazione bancaria, i quali non spettano ai soli imprenditori ma, nel sistema economico attuale, anche ai consumatori.

Consulta il testo integrale -> Tribunale di Tivoli – Sentenza 19 aprile 2016, n. 451

Back To Top