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Banca d’Italia aggiorna le disposizioni in materia di sanzioni e procedura sanzionatoria amministrativaBanca d’Italia – Provvedimento 3 maggio 2016 – Disposizioni in materia di sanzioni e procedura sanzionatoria amministrativa

Con il provvedimento in commento, Banca d’Italia ha aggiornato le disposizioni in materia di sanzioni e procedura sanzionatoria amministrativa, adottate con provvedimento del 18 dicembre 2012.

L’intervento si è reso necessario al fine di adattare le vigenti disposizioni alle importanti novità introdotte in questa materia dalla Direttiva 2013/36/UE (c.d. “CRD IV”) e per tener conto dell’avvio del “Meccanismo di Vigilanza Unico” (MVU), in base al quale, dal 4 novembre 2014, gran parte dei compiti in materia di vigilanza prudenziale sulle banche, ivi compresa l’applicazione di alcuni tipi di sanzioni amministrative, sono esercitati dalla Banca Centrale Europea (BCE).

La CRD IV persegue l’obiettivo di rafforzare l’efficacia del sistema sanzionatorio e di armonizzare, a livello europeo, i tratti essenziali della relativa disciplina, attribuendo alle autorità competenti per l’applicazione delle sanzioni poteri omogenei in tutti i paesi dell’Unione.

Le principali novità introdotte dalla Direttiva riguardano:

▪ i destinatari delle sanzioni amministrative, che comprendono sia le persone fisiche (esponenti, dipendenti e personale), sia le società o gli enti responsabili della violazione;

▪ gli importi delle sanzioni pecuniarie, pari nel massimo al 10% del fatturato per gli enti ed a 5 milioni di euro per le persone fisiche;

▪ la tipologia delle misure adottabili, in quanto alla sanzione pecuniaria si affiancano altre misure di natura non patrimoniale;

▪ la precisa elencazione delle circostanze di cui l’autorità deve tener conto nel determinare la sanzione da irrogare nel caso concreto;

▪ lo scambio di informazioni con l’Autorità Bancaria Europea (ABE) e con le altre autorità europee competenti in materia;

▪ la pubblicazione delle sanzioni, che in alcuni casi può avvenire in forma anonima od essere differita.

Queste innovazioni comportano una profonda modifica dell’impianto sinora vigente in Italia per le sanzioni amministrative in materia bancaria e finanziaria, in quanto richiedono il passaggio da un sistema generalmente fondato sulla punibilità della sola persona fisica, con sanzioni esclusivamente pecuniarie e di importo contenuto, ad un sistema che prevede l’applicazione della sanzione direttamente all’intermediario responsabile, eventualmente in aggiunta alla sanzione all’esponente o al dipendente che ha agito materialmente, con importi molto più elevati di quelli attuali ed un ventaglio di misure adottabili più variegato rispetto alla sola sanzione pecuniaria.

Le modifiche legislative necessarie per recepire la CRD IV a livello primario sono state apportate con il Decreto Legislativo 12 maggio 2015, n. 72, sulla base della delega contenuta nell’articolo 3 della Legge 7 ottobre 2014, n. 154 (Legge di delegazione europea 2013).

Il Decreto Legislativo prevede, tra l’altro, una profonda revisione del Titolo VIII (Sanzioni) del Testo Unico Bancario (TUB); modifiche corrispondenti a quelle apportate al TUB sono state introdotte nel Testo Unico della Finanza (TUF), per quanto riguarda le sanzioni applicabili ai soggetti disciplinati dal medesimo Testo Unico.

Il nuovo sistema sanzionatorio così introdotto si applicherà alle violazioni commesse dopo l’entrata in vigore della disciplina secondaria di competenza, rispettivamente, della Banca d’Italia e della Consob.

Oltre alla CRD IV, anche il Regolamento (UE) n. 1024/2013, istitutivo dell’MVU, determina impatti sul sistema sanzionatorio.

In particolare, per le banche significative, il Regolamento attribuisce alla BCE il potere di applicare direttamente sanzioni pecuniarie all’intermediario quando la violazione ha ad oggetto norme europee direttamente applicabili (regolamenti dell’Unione Europea, regolamenti o decisioni della BCE); in tutti gli altri casi (violazione di direttive europee o di norme nazionali, sanzioni di natura non pecuniaria, destinatari persone fisiche), la sanzione che riguarda una banca significativa è irrogata dall’autorità nazionale, esclusivamente su richiesta della BCE.

Nei confronti delle banche meno significative, la BCE ha il potere di applicare direttamente sanzioni pecuniarie solo per le violazioni dei regolamenti e delle decisioni emanati dalla BCE che creano obbligazioni nei confronti di quest’ultima. In tutti gli altri casi resta, invece, ferma l’autonoma potestà sanzionatoria dell’autorità nazionale.

Per le violazioni che riguardano materie non coperte dall’MVU (ad es. trasparenza delle condizioni contrattuali e correttezza dei comportamenti), ovviamente, non viene in rilievo la competenza della BCE e, quindi, l’irrogazione delle sanzioni rimane affidata alle autorità nazionali indipendentemente dalle dimensioni della banca.

La nuova procedura si applica alle banche e agli altri intermediari finanziari. Nello specifico, le disposizioni sono indirizzate alle/agli:

  • banche italiane, comunitarie ed extracomunitarie;
  • SIM, imprese di investimento comunitarie con succursale in Italia, imprese di investimento 
extracomunitarie, SGR, società di gestione UE con succursale in Italia, Sicav, Sicaf, GEFIA UE con succursale in Italia, GEFIA non UE autorizzati in Italia, GEFIA non UE autorizzati in uno Stato dell’UE diverso dall’Italia con succursale in Italia;
  • società incluse nell’ambito della vigilanza consolidata di cui all’art. 65 TUB e all’art. 12 TUF;
  • intermediari finanziari iscritti nell’albo di cui all’art. 106 TUB;
  • società finanziarie capogruppo di gruppi finanziari, società appartenenti a tali gruppi e 
società incluse nell’ambito della vigilanza consolidata di cui all’art. 109 TUB;
  • istituti di moneta elettronica ed istituti di pagamento;
  • confidi;
  • Poste Italiane S.p.A., per l’attività di bancoposta.

Il provvedimento tiene conto dei commenti ricevuti durante la fase di consultazione pubblica nel periodo settembre-novembre 2015.

Le nuove disposizioni entrano in vigore decorsi 15 giorni dalla loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana; esse si applicano alle violazioni commesse dopo la loro entrata in vigore.

A decorrere da tale data, si applicano, altresì, le modifiche al Titolo VIII del Testo Unico Bancario e, per quanto riguarda le sanzioni applicabili dalla Banca d’Italia, le modifiche alla Parte V del Testo Unico della Finanza, introdotte dal Decreto Legislativo 12 maggio 2015, n. 72 (art. 2, comma 3, e art. 6, comma 2, D.Lgs. n. 72/2015).

Le modifiche in commento seguono quelle già attuate dalla Consob con Delibera 24 febbraio 2016 n. 19521, recante modifiche al Regolamento sul procedimento sanzionatorio della Consob, anch’esse attuative del Decreto Legislativo 12 maggio 2015, n. 72 di recepimento della Direttiva CRD IV.

Consulta il testo integrale -> Banca d’Italia – Provvedimento 3 maggio 2016

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