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Contratti di mutuo ipotecario: rapporto tra azione individuale ed azione collettiva contro le clausole abusiveCorte di Giustizia dell’Unione Europea – Sentenza 14 aprile 2016

Rinvio pregiudiziale – Direttiva 93/13/CEE – Contratti conclusi tra professionisti e consumatori – Contratti di mutuo ipotecario – Clausola di tasso minimo – Esame di una clausola ai fini del suo annullamento – Azione collettiva – Azione inibitoria – Sospensione dell’azione individuale avente il medesimo oggetto

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con la sentenza in commento, pronunciandosi in materia di contratti di mutuo ipotecario, ha fornito importanti indicazioni in merito all’interpretazione dell’articolo 7 della Direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori.

La vicenda trae origine dalla controversie tra il sig. Sales Sinués e la Caixabank SA, da un lato, e il sig. Drame Ba e la Catalunya Caixa SA, dall’altro lato, relative alla nullità di clausole contenute nei contratti di mutuo ipotecario da loro sottoscritti.

Nello specifico, il sig. Sales Sinués stipulava, in data 20 ottobre 2005, un contratto di novazione di mutuo ipotecario presso la Caixabank SA. La clausola “di tasso minimo” contenuta in tale contratto prevede un tasso nominale annuo del 2,85%, con soglia massima fissata al 12%. Il sig. Drame Ba stipulava, invece, in data 7 febbraio 2005, un contratto di mutuo ipotecario presso la Catalunya Caixa SA. La clausola “di tasso minimo”, in tale contratto, prevede un tasso del 3,75%, con soglia massima limitata al 12%.

Indipendentemente dalla fluttuazione dei tassi sul mercato, i tassi d’interesse dei contratti dei ricorrenti nel procedimento principale non possono essere inferiori alla percentuale prevista dalla clausola “di tasso minimo”.

I sig.ri Sales Sinués e Drame Ba, ritenendo che le clausole “di tasso minimo” siano state loro imposte dagli istituti bancari e che esse determinino uno squilibrio a loro sfavore, proponevano individualmente, dinanzi al giudice del rinvio, ricorso per far accertare la nullità di tali clausole.

Anteriormente alla proposizione di detti ricorsi, un’associazione di consumatori, l’Adicae (Asociación de Usuarios de Bancos Cajas y Seguros) aveva avviato, contro 72 istituti bancari, un’azione collettiva per far cessare l’uso delle clausole “di tasso minimo” nei contratti di mutuo.

Richiamandosi all’articolo 43 del codice di procedura civile, le parti resistenti nel procedimento principale hanno chiesto la sospensione dei giudizi di cui trattasi fino alla pronuncia della decisione definitiva che ponga fine al giudizio collettivo. I sig.ri Sales Sinués e Drame Ba si oppongono alla richiesta.

Il giudice del rinvio ritiene che, nelle circostanze di specie, l’articolo 43 del codice di procedura civile gli imponga di sospendere le azioni individuali dinanzi ad esso avviate sino alla pronuncia della decisione definitiva nel procedimento collettivo, e che tali effetti sospensivi comportino la necessaria subordinazione dell’azione individuale all’azione collettiva, sia in relazione al suo svolgimento che al suo esito.

Sottolinea, inoltre, che la partecipazione all’azione collettiva è vincolata a diversi obblighi, in quanto, da un lato, il soggetto di diritto deve rinunciare eventualmente al giudice competente del proprio domicilio e, dall’altro, in quanto la possibilità di proporre osservazioni a titolo individuale a sostegno dell’azione collettiva è limitata nel tempo.

Ciò premesso, il Juzgado de lo Mercantil n. 9 di Barcellona (Tribunale commerciale n. 9 di Barcellona) ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali:

– se si possa ritenere [che l’ordinamento giuridico spagnolo preveda] un mezzo o meccanismo efficace conforme all’articolo 7, paragrafo 1, della Direttiva 93/13/CEE;

– fino a qual punto tale effetto sospensivo rappresenti un ostacolo per il consumatore e, pertanto, una violazione dell’articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 93/13/CEE, al fine di far valere la nullità delle clausole abusive inserite nel suo contratto;

– se il fatto che il consumatore non possa dissociarsi dall’azione collettiva costituisca una violazione dell’articolo 7, paragrafo 3, della Direttiva 93/13/CEE;

– ovvero se, al contrario, l’effetto sospensivo di cui all’articolo 43 [del codice di procedura civile] sia conforme all’articolo 7 della Direttiva 93/13/CEE, essendo i diritti del consumatore pienamente tutelati da tale azione collettiva, atteso che l’ordinamento giuridico spagnolo prevede altri meccanismi processuali parimenti efficaci per la tutela dei suoi diritti, e dal principio di certezza del diritto.

Con ordinanza del presidente della Corte del 9 settembre 2014, le cause C-381/14 e C-385/14 sono state riunite ai fini delle fasi scritta e orale, nonché della sentenza.

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con la sentenza in commento, ha statuito che l’articolo 7 della Direttiva 93/13/CEE, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, dev’essere interpretato nel senso che esso osta ad una normativa nazionale, come quella oggetto del procedimento principale, che imponga al giudice adito da un consumatore con un’azione individuale volta a far dichiarare il carattere abusivo di una clausola contenuta in un contratto stipulato con un professionista, di sospendere automaticamente l’azione fino alla pronuncia della decisione definitiva relativa ad un’azione collettiva pendente, proposta da un’associazione di consumatori ai sensi del paragrafo 2 dell’articolo medesimo, al fine di inibire l’inserzione, in contratti dello stesso tipo, di clausole analoghe a quella oggetto dell’azione individuale, senza che possa essere presa in considerazione la pertinenza di tale sospensione dal punto di vista della tutela del consumatore che abbia adito individualmente il giudice, e senza che tale consumatore possa decidere di dissociarsi dall’azione collettiva.

Consulta il testo integrale -> Corte di Giustizia dell’Unione Europea – Sentenza 14 aprile 2016

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