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Assegno bancario non trasferibile e responsabilità della banca per averlo pagato a soggetto diverso dal beneficiario, anche se senza colpeCassazione Civile – Sentenza 22 febbraio 2016, n. 3405

Con la sentenza in commento, la Suprema Corte di Cassazione è tornata ad occuparsi della responsabilità della banca che, anche senza colpe, paga un assegno bancario non trasferibile a soggetto diverso dal beneficiario.

Secondo quanto statuito dalla Suprema Corte, la banca risponde sempre se paga l’assegno a persona diversa dal beneficiario, anche se chi si è presentato per incassare l’assegno ha messo un firma falsa ed aveva un falso documento di identità.

Entrando nel merito della causa, con la sentenza impugnata la Corte d’Appello di Firenze ribadì il rigetto della domanda di risarcimento dei danni proposta dalla Fondiaria Sai S.p.A. nei confronti della Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., che aveva pagato, a persona diversa dal beneficiario, un assegno bancario tratto per £ 9.500.000 su un conto corrente bancario presso l’Istituto San Paolo di Torino con clausola di non trasferibilità in favore di Francesco Cassavia, che aveva poi disconosciuto la firma di girata apposta sul titolo al momento dell’incasso.

Ritennero i giudici del merito che doveva escludersi la responsabilità della banca negoziatrice del titolo, perché il pagamento era avvenuto in favore di soggetto che aveva presentato una falsa patente di guida intestata a Francesco Cassavia ed un tesserino di codice fiscale, ed era stato cosi identificato sula base di documenti apparentemente regolari.

Né il pagamento era stato effettuato immediatamente, bensì previo versamento su libretto di risparmio intestato a Francesco Cassavia e ritirato poi dallo stesso soggetto cosi qualificatosi venti giorni dopo. Mentre una responsabilità della società traente poteva ravvisarsi nel fatto che l’assegno era stato inviato a mezzo posta al vero Francesco Cassavia, senza una successiva verifica dell’effettiva ricezione .

Contro la sentenza d’appello ha proposto ricorso per cassazione la Fondiaria Sai sulla base di tre motivi d’impugnazione, cui resiste con controricorso Banca Monte dei Paschi di Siena.

Esiste un contrasto giurisprudenziale sulla responsabilità della banca che paghi un assegno non trasferibile a soggetto diverso dal beneficiario per via di un’errata identificazione del presentatore del titolo per l’incasso.

Secondo un primo orientamento, la banca non è responsabile se, con scrupolo e diligenza, ma anche ad occhio nudo e senza dover procurarsi particolari strumenti tecnici, identifica il portatore dell’assegno e accerta che la firma riportata sul titolo è proprio quella del traente.

Secondo, invece, un orientamento più rigoroso, la banca è sempre responsabile se paga ad un soggetto non legittimato, a prescindere da eventuali colpe sull’identificazione di quest’ultimo. Per cui dovrà pagare nuovamente il creditore effettivo.

La sentenza in commento aderisce a questa secondo filone giurisprudenziale, in linea con altri precedenti pronunciamenti, come la sentenza n. 3654/2003 e n. 7949/2010, che hanno statuito che l’art. 43 R.D. n. 1736/1933, disponendo che colui che paga un assegno non trasferibile a persona diversa dal beneficiario o dal banchiere giratario per l’incasso risponde del pagamento, regola in modo autonomo l’adempimento del pagamento dell’assegno non trasferibile, con deviazione sia dalla disciplina generale del pagamento dei titoli di credito con legittimazione variabile dettata dall’art. 1992 c.c., sia dal disposto del diritto comune delle obbligazioni di cui all’art. 1189 c.c., che libera il debitore che esegua in buona fede il pagamento in favore del creditore apparente.

E ciò nel senso che, nel caso di assegno non trasferibile, la banca che abbia effettuato il pagamento in favore di chi non era legittimato a riceverlo non è liberata dall’obbligazione finché non paghi all’ordinatario esattamente individuato, ovvero al banchiere suo giratario per l’incasso, a prescindere dalla sussistenza di una colpa nell’errore d’identificazione del prenditore.

Il pagamento dell’assegno bancario non trasferibile effettuato in violazione di quanto prescritto dall’art. 43 R.D. n. 1736/1933 da luogo, pertanto, a responsabilità, ai sensi dell’art. 2043 c.c., della banca trattaria nei confronti del beneficiario dell’assegno.

Consulta il testo integrale -> Cassazione Civile – Sentenza 22 febbraio 2016, n. 3405

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