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Riscossione dei buoni postali fruttiferi con clausola PFR in caso di cointestatario decedutoTribunale di Ascoli Piceno – Ordinanza 1° marzo 2016

Si ringrazia l’Avvocato Massimo Cappelli del Foro di Ascoli Piceno per la gentile segnalazione

La recente ed interessante pronuncia del Tribunale di Ascoli Piceno ha per oggetto la riscossione dei buoni postali fruttiferi con clausola PFR in caso di cointestatario deceduto, resa all’esito di un giudizio intrapreso da due risparmiatrici, rappresentate dall’Avvocato Massimo Cappelli, contro Poste Italiane S.p.A..

I fatti sono i seguenti: la sig.ra G. C. ed il marito sottoscrivevano presso le Poste Italiane diversi buoni fruttiferi postali sui quali era apposta la clausola c.d. PFR, ossia “con Pari Facoltà di Rimborso”, che permetteva a ciascuno dei due di poter riscuotere l’intero od una parte in qualsiasi momento, solamente consegnando uno dei buoni.

Alla morte del marito, si apriva la successione con le due figlie della coppia.

Nel momento in cui G. C. ed una delle figlie I. P. si presentavano però alle Poste Italiane richiedendo la riscossione delle proprie parti di eredità, le stesse si vedevano negare tale possibilità, stante il fatto che l’altra figlia si opponeva al ritiro dei buoni prima della loro scadenza trentennale.

Le Poste Italiane, difatti, in base ad una prassi interna, non sorretta da alcuna disposizione di legge, richiedevano la quietanza congiunta di tutti gli eredi, non potendo (a detta loro) in difetto provvedere diversamente, impedendo, pertanto, anche alla signora G. C. (ora 93enne!), che aveva sottoscritto i buoni insieme al marito, di riscuotere i risparmi di una vita e di poterne godere i frutti negli anni che le rimanevano.

Le due signore (mamma e una delle due figlie) si sono, pertanto, rivolte all’Avvocato Cappelli per ottenere giustizia.

Il Tribunale di Ascoli Piceno, nella persona del Giudice Dott.ssa Enza Foti, ha dichiarato l’illegittimità del comportamento di Poste Italiane, che negava il rimborso di buoni fruttiferi postali, con clausola PFR, in caso di cointestatario deceduto, ove l’altro intendeva riscuotere la sua parte, non potendo richiedere la quietanza di tutti gli eredi.

Il Tribunale, pertanto, con ordinanza, ex art. 702-bis c.p.c., del 25 marzo 2016 depositata il 1° marzo 2016, accogliendo la tesi dell’Avvocato per cui ciascun cointestatario del titolo è legittimato alla riscossione, indipendentemente dall’esistenza in vita dell’altro, ha emesso un’importante pronuncia di giustizia sociale, permettendo a coloro che avevano sottoscritto dei buoni fruttiferi postali negli anni, di poter riscuotere i propri risparmi senza dover necessariamente sottostare alle volontà degli altri eredi, ponendo così fine ad un comportamento illegittimo di Poste Italiane.

Tale innovativa pronuncia è la prima ad essere stata emessa dal Tribunale di Ascoli Piceno sull’argomento ed una delle poche a livello nazionale.

Il Tribunale ha, dunque, chiarito che la normativa richiamata da Poste Italiane per legittimare il proprio rifiuto non risulta pertinente al caso concreto, innanzitutto perché è stata abrogata (e pertanto non più applicabile) dall’articolo 13 del decreto del Ministero dell’Economia del 6 giugno 2002, e, soprattutto, poiché tale articolo, dettando una disciplina generale, non regolamentava, specificatamente, il caso dei buoni postali fruttiferi con clausola PFR.

L’esistenza di tale clausola, difatti, muta il regime di riscossione del titolo stesso con la conseguenza che Poste Italiane, all’atto dell’emissione, ha assunto una vera e propria obbligazione contrattuale alla quale non può, oggi, sottrarsi, restando estranea ai rapporti interni tra gli eredi liberandosi della propria obbligazione con il pagamento ai richiedenti.

Il Tribunale di Ascoli Piceno ha, pertanto, condannato Poste Italiane a rimborsare alle due signore, previo scorporo dai buoni postali fruttiferi di cui le stesse erano cointestatarie, le quote di propria spettanza.

Consulta il testo integrale -> Tribunale di Ascoli Piceno – Ordinanza 1° marzo 2016

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