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Obblighi informativi degli emittenti: attuata la Direttiva TransparencyDecreto Legislativo 15 febbraio 2016, n. 25 – Attuazione della direttiva 2013/50/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2013, recante modifica della direttiva 2004/109/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, sull’armonizzazione degli obblighi di trasparenza riguardanti le informazioni sugli emittenti i cui valori mobiliari sono ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato, la direttiva 2003/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa al prospetto da pubblicare per l’offerta pubblica o l’ammissione alla negoziazione di strumenti finanziari e la direttiva 2007/14/CE della Commissione, che stabilisce le modalità di applicazione di talune disposizioni della direttiva 2004/109/CE

Modificata la disciplina relativa agli obblighi informativi degli emittenti. È stato, infatti, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 52 dello scorso 3 marzo, il Decreto in commento, che recepisce, nel nostro ordinamento, la Direttiva 2013/50/UE, recante modifica alla cosiddetta Direttiva Transparency (Direttiva 2004/109/CE).

La Direttiva 2013/50/UE reca modifiche ad alcuni precedenti provvedimenti del Parlamento europeo e del Consiglio ed, in particolare, sull’armonizzazione degli obblighi di trasparenza riguardanti le informazioni sugli emittenti i cui valori mobiliari sono ammessi alle negoziazioni sui mercati regolamentati, sul prospetto da pubblicare per l’offerta pubblica o l’ammissione alla negoziazione di strumenti finanziari (Direttiva 2003/71/CE) e sulle modalità di applicazione di alcune disposizioni della Direttiva 2004/109/CE (Direttiva 2007/14/CE).

Tra le novità più rilevanti, si segnalano:

– l’innalzamento della soglia oltre la quale scattano gli obblighi di comunicazione al mercato delle partecipazioni azionarie rilevanti detenute in società con azioni quotate. A seguito delle modifiche all’art. 120, comma 2, TUF, la percentuale rilevante superata la quale si attiva l’obbligo di comunicazione passa dal 2% al 3%.

Con tale innalzamento, l’Italia si affianca alla media europea e sarà in grado di reggere il confronto con paesi quali il Regno Unito, Spagna, Germania, Olanda, Irlanda, Repubblica Ceca che già prevedono una soglia al 3%, mentre l’Austria ha una soglia di partecipazioni rilevanti fissata al 4% e la Francia e il Lussemburgo sono al 5%.

Nell’ottica di armonizzare la disciplina italiana con quella degli altri ordinamenti, pur tenendo conto delle specificità del nostro mercato azionario, l’innalzamento della soglia minima per le comunicazioni delle partecipazioni rilevanti mira, non solo ad allineare la disciplina italiana a quella della maggioranza dei Paesi europei, ma, soprattutto, a favorire l’afflusso di capitali sul mercato azionario da parte degli investitori istituzionali che, di norma, tendono a non superare le soglie di rilevanza in materia di comunicazione degli assetti proprietari, al fine di non rendere pubbliche le proprie strategie di gestione;

– l’abrogazione della rendicontazione trimestrale delle società emittenti, precedentemente prevista dall’art. 154-ter, comma 5, TUF. La Consob avrà, però, il compito di emanare un regolamento con il quale disporre, in caso di necessità, l’obbligo di pubblicare informazioni finanziarie periodiche aggiuntive, rispetto alla semestrale e al bilancio annuale, ma dal carattere molto più semplificato e riguardanti:

  • una descrizione generale della situazione patrimoniale;
  • l’andamento economico anche con riferimento alle controllate;
  • un’illustrazione degli eventi rilevanti e delle operazioni nel periodo di riferimento che incidono sulla situazione patrimoniale.

Rimanendo in materia di informativa finanziaria periodica, il Decreto ha, inoltre, prolungato i termini per la pubblicazione della relazione semestrale da sessanta giorni a tre mesi, decorrenti dalla chiusura del semestre d’esercizio (art. 154-ter, comma 2, TUF);

– la nuova definizione di piccola e media impresa;

– la revisione di alcuni profili del sistema sanzionatorio, riguardanti, tra l’altro, il mancato adempimento degli obblighi di informativa relativi:

  • all’adesione ai codici di autodisciplina, ai sensi dell’art. 123-bis, comma 2, lett. a) TUF (art. 192-bis);
  • alle informazioni price sensitive di cui agli artt. 114 e 114-bis del TUF;
  • alle informazioni richieste dalla Consob ai sensi dell’art. 115;
  • alle informazioni relative al registro insider (art. 115-bis);
  • alle informazioni di natura finanziaria di cui agli artt. 154-bis, 154-tere, 154-quater.

Le nuove sanzioni, inoltre, prevedono, oltre al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria (variabile a seconda che il destinatario sia una persona giuridica o una persona fisica), la pubblicità della violazione e l’ordine di eliminare le infrazioni contestate.

Le nuove disposizioni, contenenti un pacchetto di modifiche al diritto societario, diverranno operative a partire dal prossimo 18 marzo.

Consulta il testo integrale -> Decreto Legislativo 15 febbraio 2016, n. 25

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