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Banca d’Italia illustra le misure del decreto salva-bancheBanca d’Italia – Linee generali 30 gennaio 2016 – L’attività di vigilanza svolta dalla Banca d’Italia: linee generali e interventi nei confronti delle quattro banche poste in “risoluzioni”

Le linee in commento, contengono sia una illustrazione di come usualmente la Banca d’Italia procede nell’espletamento dei suoi compiti di vigilanza, sia una illustrazione, chiara e trasparente, di quali siano state le azioni espletate per ciascuna delle banche poste in “risoluzione” dal decreto-legge 22 novembre 2015, n. 183, recante Disposizioni urgenti per il settore creditizio (c.d. Salva-banche). Il citato decreto-legge non è stato convertito e le norme in esso contenute sono state trasfuse nella legge di stabilità 2016.

Relativamente a quest’ultimo delicato aspetto, si riporta, di seguito, una sintesi delle azioni promosse dalla Banca d’Italia, quale organo di vigilanza.

Banca delle Marche

Ispezione che rivela i primi seri problemi. Nel caso della Banca delle Marche fra il 2010 e l’inizio del 2011 furono condotte, in rapida successione, tre ispezioni, ciascuna mirata ad esaminare un aspetto specifico della gestione. Per ciascuna di esse gli ispettori espressero un giudizio “parzialmente sfavorevole” (4 in una scala di negatività crescente da 1 a 6).

Intervento. Le interlocuzioni con gli amministratori ed il management aumentarono progressivamente a partire dal 2012, con un accentuarsi di richieste da parte della Vigilanza perché si ponesse riparo ai problemi rilevati. Fu chiesto, in particolare, di portare il rapporto tra impieghi e depositi su valori più prudenti e di valutare un aumento di capitale, che venne attuato per 180 milioni nei primi mesi del 2012. La Consob, che doveva autorizzare la pubblicazione del relativo prospetto informativo, venne informata, a fine dicembre 2011, dell’esito delle tre ispezioni. Sulla base dei medesimi rilievi ispettivi vennero richiesti alla banca, ai primi di gennaio 2012, interventi correttivi. L’emersione, nell’ambito di un’ispezione su un diverso intermediario, di operazioni anomale a carico del Direttore generale, portò a richiedere alla banca, nel giugno 2012, di accelerare il processo di identificazione del suo sostituto. Nel settembre dello stesso anno fu nominato un nuovo Direttore generale.

Ispezione decisiva. Nel novembre 2012 fu inviata una nuova ispezione per rilevare l’adeguatezza degli accantonamenti a fronte del rischio di credito; giudicato largamente insufficiente lo sforzo correttivo della banca, l’ispezione venne estesa nel marzo 2013 agli altri profili di rischio, concludendosi, nel settembre 2013, con un giudizio complessivo sfavorevole (6 in una scala da 1 a 6). La Consob ricevette informazioni sugli esiti ispettivi.

Commissariamento. Alla luce di una relazione interlocutoria degli ispettori il 27 agosto 2013 la Banca d’Italia, ricorrendo ragioni di urgenza al fine di assicurare la continuità della gestione aziendale, dispose la gestione provvisoria della banca. Il commissariamento venne disposto il 15 ottobre 2013, per gravi perdite patrimoniali e gravi irregolarità.

Procedimento sanzionatorio. Un primo procedimento sanzionatorio fu avviato a seguito dell’ispezione del 2010 e si concluse nel settembre 2011 con l’irrogazione di sanzioni nei confronti di 17 esponenti per un totale di 208.000 euro. Per le irregolarità rilevate nel corso dell’ispezione del 2013 si aprì nell’autunno del 2013 un nuovo procedimento sanzionatorio, che si concluse nell’agosto 2014 con l’irrogazione di sanzioni pecuniarie a carico di 18 esponenti ed ex esponenti per un totale di 4,2 milioni.

Invio del rapporto ispettivo alla magistratura. A conclusione dell’ispezione del 2013, il relativo rapporto fu trasmesso alla Procura di Ancona, con la quale fu avviata una intensa collaborazione.

All’Autorità giudiziaria erano stati altresì in precedenza trasmessi i rapporti sulle ispezioni del 2010-2011.

Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio

Ispezione che rivela i primi seri problemi. L’accertamento avviato a dicembre 2012 riguardò, inizialmente, la correttezza degli accantonamenti e venne esteso, dal marzo 2013, a tutti i profili di rischio, concludendosi nel settembre 2013 con un giudizio in prevalenza sfavorevole (5 su una scala da 1 a 6); l’ispezione rilevò l’incapacità degli organi aziendali di risanare la banca e un forte deterioramento dei crediti. Il patrimonio restava tuttavia al di sopra dei minimi regolamentari e nell’agosto del 2013 la banca incrementò il capitale per 100 milioni, convertendo obbligazioni emesse nel 2011.

Intervento. Con il rapporto ispettivo venne consegnata al CdA, nel dicembre del 2013, un’articolata lettera d’intervento che chiedeva decise misure correttive e, soprattutto, l’integrazione in un gruppo in grado di apportare le necessarie risorse patrimoniali e professionali. La Consob ricevette stralci del rapporto relativo all’ispezione del 2013 e venne informata della richiesta di integrazione rivolta alla banca e dei successivi sviluppi della vicenda.

Ispezione decisiva. Constatato l’insufficiente sforzo di correzione da parte della banca (il CdA, rinnovato nel maggio 2014 per metà e nelle figure di vertice, non assicurò la richiesta discontinuità gestionale; con motivazioni di difesa del radicamento territoriale e di indipendenza della banca il CdA rifiutò l’unica offerta ufficiale, autonomamente avanzata dalla Banca Popolare di Vicenza), fu inviata una nuova ispezione a spettro esteso, che si svolse da novembre 2014 a febbraio 2015.

L’accertamento, concluso con un giudizio “sfavorevole” (6 su una scala da 1 a 6), rilevò sia gravi perdite patrimoniali (tali da portare il patrimonio significativamente al di sotto dei minimi regolamentari) sia gravi irregolarità.

Commissariamento. Date le conclusioni dell’ultima ispezione, il commissariamento fu disposto il 10 febbraio del 2015 alla luce di una relazione interlocutoria degli ispettori.

Procedimento sanzionatorio. Un primo procedimento fu avviato a seguito dell’ispezione del 2013.

Svolto dal dicembre 2013 al settembre 2014, si concluse con sanzioni pecuniarie a carico di 19 persone per un totale di 2,5 milioni. Un secondo procedimento, a seguito della seconda ispezione, è stato avviato nella primavera del 2015 e si concluderà entro marzo del 2016.

Invio del rapporto ispettivo alla magistratura. Gli elementi critici emersi nel corso dell’ultima ispezione furono segnalati alla Procura di Arezzo in costanza degli accertamenti. Con la Procura era stata già avviata, dal precedente autunno 2013, una intensa collaborazione.

Cassa di Risparmio di Ferrara

Ispezione che rivela i primi seri problemi. Nella primavera del 2009 una ispezione fece emergere, oltre a vari specifici problemi e irregolarità, l’insostenibilità di un programma di espansione territoriale troppo ambizioso e non attuato con la dovuta prudenza; gli ispettori espressero un giudizio intermedio, che corrispondeva a “parzialmente sfavorevole” (4) nella nuova scala (da 1 a 6) all’epoca in via di introduzione.

Intervento. Successivamente all’ispezione, su impulso della Vigilanza, la banca nominò un nuovo Direttore generale. Nell’aprile 2010, rinnovò sette degli undici membri del CdA (fra cui Presidente e Vice Presidente). Il patrimonio continuava però a erodersi per cui la banca, come richiesto dalla Banca d’Italia nell’ottobre 2010, realizzò un aumento di capitale per 150 milioni. In più occasioni nel 2011 e nel 2012 la Vigilanza intervenne per ribadire l’esigenza di razionalizzare il gruppo, nonché per richiedere rafforzamenti organizzativi e delle funzioni di controllo. In relazione ai ritardi nelle iniziative richieste e al peggioramento ulteriore della qualità del credito, la Banca d’Italia dispose nuovi accertamenti ispettivi.

Ispezione decisiva. Una ulteriore ispezione condotta dal settembre 2012 al febbraio 2013, inviata a causa della evidente insufficienza dell’azione correttiva della banca e del deteriorarsi della situazione, si chiuse con un giudizio sfavorevole (6 su una scala da 1 a 6) e con la constatazione di un elevato rischio di credito, di una compromissione della capacità di generare reddito e della insostenibilità della controllata Commercio & Finanza. L’accertamento rilevò un patrimonio al di sotto dei minimi regolamentari. Alla Consob furono forniti dati in merito alle maggiori rettifiche su crediti quantificate in esito agli accertamenti ispettivi.

Commissariamento. A seguito delle conclusioni dell’ultima ispezione, il commissariamento fu disposto il 27 maggio del 2013 per gravi irregolarità e gravi perdite del patrimonio.

Procedimento sanzionatorio. Un primo procedimento sanzionatorio, avviato a seguito dell’ispezione del 2009, si concluse nel 2010 con l’applicazione di sanzioni per un totale di 340.000 euro nei confronti di 14 esponenti. Per carenze accertate nel corso dell’ultima ispezione, nell’aprile 2014 sono state irrogate nei confronti di 15 esponenti della Cassa di Risparmio di Ferrara sanzioni pecuniarie per un ammontare complessivo pari a 1,1 milioni.

Invio del rapporto ispettivo alla magistratura. A conclusione dell’ultima ispezione, alla Procura di Ferrara fu trasmessa copia del relativo rapporto; ai magistrati inquirenti era stata già inviata, nel giugno 2010, la documentazione concernente l’ispezione del 2009.

Cassa di Risparmio di Chieti

Ispezione che rivela i primi seri problemi. Due ispezioni problematiche ebbero luogo nella primavera del 2010 sulla controllata Flashbank e nella primavera del 2012 sulla Chieti. Le ispezioni si conclusero con un giudizio, rispettivamente, “in prevalenza sfavorevole” e “parzialmente sfavorevole” (rispettivamente, 5 e 4 in una scala da 1 a 6). Entrambi gli accertamenti rilevarono problemi di crescita disordinata, irregolarità, cattiva gestione. Il patrimonio rimaneva però al di sopra dei minimi.

Intervento. L’interlocuzione della Vigilanza con la Cassa di Risparmio di Chieti fu pressante e di crescente intensità, attraverso richieste di approfondimenti su molteplici aspetti, sia gestionali sia tecnici (tra i quali i crediti nei confronti di soggetti collegati) e inviti ad adottare specifiche e incisive misure per la soluzione delle problematiche rilevate. Le risposte della banca, come emerso anche da una serie di audizioni con esponenti aziendali, furono però parziali ed evasive. Dal successivo contraddittorio, avviato a seguito di una lettera di intervento della Vigilanza, emerse la scarsa incisività delle iniziative prospettate ai fini della rimozione delle diffuse debolezze rilevate.

Ispezione decisiva. Si svolse nella primavera del 2014 e fece emergere, oltre al marcato peggioramento dell’intero quadro economico-patrimoniale, irregolarità e violazioni normative di particolare gravità: un persistente contesto di opacità informativa nei confronti della Vigilanza; incoerenza dei processi decisionali; gravi anomalie nell’amministrazione; assenza di autonomia di giudizio della banca rispetto alla Fondazione controllante; gestione non rigorosa dei rapporti con parti correlate. Gli ispettori espressero un giudizio “in prevalenza sfavorevole” (5 in una scala da 1 a 6).

Commissariamento. Sulla base delle conclusioni dell’ultima ispezione, il commissariamento fu disposto il 5 settembre 2014, per le gravi irregolarità e gravi violazioni normative sintetizzate al punto precedente.

Procedimento sanzionatorio. I procedimenti sono stati due: uno conseguente all’ispezione del 2012, durato dal settembre 2012 al giugno 2013 e concluso con sanzioni pecuniarie a carico di 13 esponenti per complessivi 150.000 euro; un secondo, conseguente all’ispezione del 2014, durato dal settembre 2014 al luglio 2015 e concluso con sanzioni pecuniarie a carico di 13 persone per complessivi 624.000 euro.

Invio del rapporto ispettivo alla magistratura. A conclusione di entrambe le ispezioni, copia della documentazione ispettiva fu trasmessa all’Autorità giudiziaria competente (per gli accertamenti del 2012 alla Procura di Milano; per quelli del 2014 alle Procure di Chieti e Roma).

Consulta il testo integrale -> Banca d’Italia – Linee generali 30 gennaio 2016

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