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Tango Bond: l’Argentina rimborserà i risparmiatori italiani che riavranno il 150% del capitaleFinalmente una buona notizia per gli oltre 50.000 risparmiatori italiani che avevano investito 900 milioni di dollari nei Tango Bond e che non avevano accettato le due successive ristrutturazioni del 2005 e del 2010.

Una grande vittoria, dunque, arrivata ben 14 anni dopo il default del 2001.

La svolta grazie ad un accordo bilaterale preliminare fra l’esecutivo e la Tfa (Task force messa in piedi dalle banche italiane), con il quale il governo argentino ha accettato di pagare in contanti il 150% del capitale per un controvalore di 1,35 miliardi. L’accordo è soggetto all’approvazione da parte del Parlamento argentino, che sarà convocato dal prossimo 1° marzo, ma le dichiarazioni del Ministro delle Finanze argentino lasciano intendere che la strada sia spianata.  

Secondo quanto comunicato dall’ABI, il Ministero del Tesoro di Buenos Aires e la Tfa hanno raggiunto l’intesa preliminare “per risolvere la controversia basata sul trattato bilaterale Italia-Argentina nell’arbitrato presso il Tribunale Icsid della Banca Mondiale in cui si è richiesto il risarcimento dei danni per violazione dei diritti rivenienti dal diritto internazionale di circa 50.000 obbligazionisti retail italiani detentori di circa 900 milioni di dollari di bond argentini in default rappresentati dalla Tfa”.

L’accordo, continua l’ABI, “fa seguito ai negoziati tra l’Argentina e la Tfa finalizzati alla conclusione dell’annosa questione e segna un significativo passo in avanti nella risoluzione dei problemi del debito sovrano dell’Argentina”. L’intesa rappresenta anche “l’occasione di un congruo risarcimento per i bondholders rappresentati dalla Tfa che hanno investito in obbligazioni dell’Argentina prima del default del dicembre 2001”.

Grazie a tale accordo, l’Argentina “definirà tutte le richieste fondate sul diritto internazionale relative alle obbligazioni in default detenute dagli individui rappresentati dalla Tfa per un pagamento in contanti pari al 150% dell’importo originario in conto capitale di tali obbligazioni”.

La maggior parte dei risparmiatori italiani (circa 450 mila) ha, invece, accettato, a suo tempo, il concambio con i nuovi bond argentini. Un’operazione che aveva comportato una significativa perdita in conto capitale.

Anche i tempi saranno abbastanza brevi. Il Presidente della Tfa Nicola Stock ha, infatti, affermato “spero che, dopo il via libera del Congresso argentino e la definizione delle questioni legali si possa ragionevolmente arrivare ad un pagamento ai nostri risparmiatori verso maggio o giugno. È importante che sia in contanti perché molti obbligazionisti sono anziani e hanno atteso molti anni. Dopo 14 lunghi anni siamo lieti di vedere questa vicenda concludersi in maniera tale da portare a una risoluzione equa delle richieste degli obbligazionisti italiani”.