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Legge di stabilità: le novità in materia di credito e finanzaLegge 28 dicembre 2015, n. 208 – Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, la Legge di stabilità 2016 è pienamente operativa essendo entrata in vigore a far data dal 1° gennaio 2016.

Essa si compone di un solo articolo e di 999 commi e, come solitamente accade per questa tipologia di normativa, le materie trattate sono le più svariate.

Per ciò che concerne le materie di nostro interesse, si segnala soprattutto che sono state trasfuse nel testo di legge le norme di cui al decreto “salva-banche”. Inoltre, sono state introdotte alcune disposizioni volte a trovare un giusto equilibrio tra l’uso dei pagamenti in contanti da un lato e l’uso della moneta elettronica anche per i micro-pagamenti tramite POS dall’altro.

Di seguito, una breve sintesi delle principali novità.

Promotori e consulenti finanziari

Viene riformato il sistema di vigilanza sui promotori finanziari e sui consulenti finanziari.

Nello specifico, si prevede l’istituzione di un Albo unico gestito da un Organismo con personalità giuridica di diritto privato, ordinato in forma di associazione. L’attuale Organismo per la tenuta dell’Albo dei promotori finanziari (APF) viene, invece, trasformato nel nuovo Organismo per la tenuta dell’Albo unico dei consulenti finanziari.

All’interno dell’Albo unico sono previste tre distinte sezioni con riguardo al tipo di attività svolta dai soggetti, che assumono le seguenti denominazioni:

consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede (attuali promotori finanziari: art. 31 TUF);

persone fisiche consulenti finanziari indipendenti (attuali consulenti finanziari: art. 18-bis TUF);

società di consulenza finanziaria (attuali società di consulenza finanziaria: art. 18-ter TUF).

Si prevede che l’iscrizione all’Albo unico dei consulenti finanziari sia subordinata al versamento di una tassa sulle concessioni governative. Tale tassa è dovuta per le iscrizioni successive alla data di entrata in vigore della legge in commento.

Leasing prima casa

Si introduce una disciplina civilistica e fiscale sulla locazione finanziaria di immobili adibiti ad uso abitativo.

Si tratta, in parole povere, di una misura che consente di acquistare la prima casa in leasing, proprio come funziona per le auto.

Chi non ha la possibilità di ottenere un mutuo, quindi, potrà concordare con la banca o l’intermediario, che acquisterà l’immobile, un canone per un tempo prestabilito, riscattandolo alla fine.

Sul versante fiscale, oltre alle agevolazioni in materia di imposta di registro, si segnala la deducibilità ai fini IRPEF nella misura del 19% dei seguenti costi, relativi al contratto di locazione finanziaria:

– canoni e relativi oneri accessori, per un importo non superiore a 8.000 euro;

– costo di acquisto dell’immobile all’esercizio dell’opzione finale, per un importo non superiore a 20.000 euro, ove le spese siano sostenute da giovani di età inferiore a 35 anni, con un reddito complessivo non superiore a 55.000 euro all’atto della stipula del contratto di locazione finanziaria e non titolari di diritti di proprietà su immobili a destinazione abitativa.

La detrazione spetta alle medesime condizioni previste per la detrazione degli interessi passivi sui mutui contratti per l’abitazione principale.

Per i soggetti di età pari o superiore a 35 anni, ferme restando le altre condizioni richieste, l’importo massimo detraibile ai fini IRPEF è dimezzato (dunque al massimo 4.000 euro per i canoni e 10.000 euro per il costo di acquisto).

Decreto Salva-banche

Come anticipato, è stato recepito, in manovra, il c.d. Decreto Salva-banche (Decreto-Legge 22 novembre 2015, n. 183).

Il D.L., nel quadro delle procedure di risoluzione delle crisi bancarie, ha inteso agevolare l’attuazione dei programmi di risoluzione della Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.A., della Banca delle Marche S.p.A., della Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio – Società Cooperativa e della Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti S.p.A..

Viene, inoltre, istituito un Fondo di solidarietà in favore degli investitori persone fisiche, imprenditori individuali, coltivatori diretti o imprenditori agricoli che, alla data del 23 novembre 2015, detenevano strumenti finanziari subordinati emessi dalle banche salvate e che hanno perso tutti i loro risparmi.

Il Fondo avrà una dotazione massima di 100 milioni di euro ed a dettare le modalità e le procedure per l’accesso alle prestazioni sarà un arbitro designato con apposito decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Istituito, anche, il Fondo per le liti tra risparmiatori e intermediari, per consentire ai consumatori di rivolgersi senza alcun costo alla Consob.

Uso del contante

Il limite a partire dal quale è vietato il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore passa da 1.000 a 3.000 euro.

Sono inoltre eliminati:

– l’obbligo di pagare i canoni di locazione di unità abitative in forme e modalità che escludano l’uso del contante e ne assicurino la tracciabilità;

– l’obbligo per i soggetti della filiera dei trasporti ad effettuare i pagamenti dei corrispettivi relativi ai contratti di trasporto su strada utilizzando mezzi elettronici di pagamento o il canale bancario o postale, o altri strumenti comunque tracciabili, indipendentemente dall’ammontare.

Inoltre, si innalza da 2.500 a 3.000 euro il limite per la negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta svolta dai soggetti abilitati all’esercizio professionale nei confronti del pubblico dell’attività di cambiavalute.

Resta, invece, fermo il tetto di 1.000 euro nell’uso del contante per i money transfer.

Bancomat per piccoli pagamenti

Abolizione della soglia dei 30 euro sotto la quale commercianti e professionisti potevano rifiutarsi di accettare pagamenti tramite POS, taglio delle commissioni sulle transazioni sotto 5 euro e previsione di sanzioni per chi non accetta i pagamenti elettronici. Sono queste le novità introdotte dalla legge in commento, al comma 900, in materia di pagamenti elettronici.

Il comma 900 prevede, infatti, con l’aggiunta di due nuovi commi (4-bis e 4-ter) all’art. 15 del D.L. n. 179/2012, convertito dalla L. n. 221/2012:

a) la diminuzione del valore dei pagamenti al di sopra dei quali il consumatore può richiedere all’esercente di pagare tramite carte di debito o di credito dagli attuali 30 a 5 euro;

b) l’introduzione di una disposizione volta a contenere i costi di utilizzo dei POS, con la previsione che gli stessi non possano essere superiori a quelli che il beneficiario avrebbe sostenuto per l’accettazione di analoghi pagamenti in contanti;

c) l’introduzione di disposizioni sanzionatorie per i soggetti che non rispettano la norma.

Si prevede un decreto ministeriale, sentita la Banca d’Italia, volto a definire le commissioni interbancarie per le operazioni tramite carta di debito a uso dei consumatori in conformità alla normativa europea, al fine di promuovere l’utilizzo delle carte di debito o di credito, in particolare per i pagamenti di importo contenuto.

Con i decreti ministeriali attuativi di quanto previsto dall’art. 15 del D.L. n. 179/2015 (in tema di pagamenti elettronici) saranno definite anche le fattispecie costituenti illecito e le relative sanzioni amministrative pecuniarie.

Consulta il testo integrale -> Legge 28 dicembre 2015, n. 208