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Provvedimento sanzionatorio della Banca d’Italia: mai fuori tempo massimoCassazione Civile – Sentenza 14 dicembre 2015, n. 25142

La Suprema Corte di Cassazione, con l’interessante sentenza in commento, ha statuito che, nel caso di provvedimento sanzionatorio previsto dal Testo Unico Bancario ed inflitto dalla Banca d’Italia, essendo questo un atto vincolato, l’inosservanza del termine previsto dalla disposizione legislativa e da quelle regolamentari non può comportare l’invalidità delle sanzioni, ai sensi dell’art. 21-octies della Legge n. 241 del 1990.

La Cassazione ha, dunque, confermato quanto già statuito, in materia di provvedimento sanzionatorio previsto dal Testo Unico Finanza, con le pronunce n. 1362/2005 e n. 20935/2009.

Entrando nel merito della questione, con deliberazione datata 4 giugno 2010, il Direttorio della Banca d’Italia concludeva la procedura sanzionatoria amministrativa, ai sensi del TUB, riguardante l’attività della Banca Popolare Valle d’Itria e Magna Grecia, riscontrando le seguenti irregolarità:

patrimonio di vigilanza inferiore al minimo richiesto per l’autorizzazione allo svolgimento dell’attività bancaria, da parte dei componenti il Consiglio di Amministrazione ed il Collegio Sindacale, dell’ex Direttore Generale e del Direttore Generale;

carenze nell’organizzazione e nei controlli interni, da parte dei componenti il Consiglio di Amministrazione;

carenze nei controlli, da parte del Collegio Sindacale;

carenze nell’istruttoria, erogazione, gestione e controllo del credito, da parte dei componenti del Consiglio di Amministrazione e dell’ex Direttore Generale;

carenze nella gestione del credito, da parte del Direttore Generale;

posizioni ad andamento anomalo e previsioni di perdite non segnalate all’organo di vigilanza, da parte dei componenti il Consiglio di Amministrazione ed il Collegio Sindacale ed il Direttore Generale;

carenze nell’organizzazione e nei controlli interni, da parte dell’ ex Direttore Generale e del Direttore Generale;

inosservanza delle disposizioni in materia di trasparenza, da parte del Direttore Generale.

Il Direttorio, in accoglimento delle proposte formulate dalla Commissione consultiva per l’esame delle irregolarità riscontrate nell’attività di vigilanza creditizia e finanziaria, con provvedimento del 4 giugno 2010 infliggeva le seguenti sanzioni: al Presidente del Consiglio di Amministrazione, la sanzione pecuniaria complessiva di euro 60.000; ai componenti del Consiglio di Amministrazione, per ciascuno, la sanzione pecuniaria di euro 45.000; all’ex Direttore Generale, la sanzione pecuniaria complessiva di euro 30.000; al Direttore Generale, la sanzione pecuniaria complessiva di euro 10.324; ai componenti del Collegio Sindacale, per ciascuno, la sanzione pecuniaria di euro 30.000.

I destinatari del provvedimento sanzionatorio hanno proposto opposizione con ricorso notificato il 5 agosto 2010 e depositato il 2 settembre 2010.

La Suprema Corte di Cassazione, ha, però, sentenziato che l’inosservanza del termine di conclusione del procedimento amministrativo di cui alla Legge 7 agosto 1990, n. 241 non comporta l’invalidità del provvedimento sanzionatorio previsto dal TUB.

Consulta il testo integrale -> Cassazione Civile – Sentenza 14 dicembre 2015, n. 25142

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