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Emanate nuove norme sulla trasparenza delle operazioni di finanziamento tramite titoli e del riutilizzoRegolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio 25 novembre 2015, n. 2365 – Sulla trasparenza delle operazioni di finanziamento tramite titoli e del riutilizzo e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012

Nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea dello scorso 23 dicembre, è stato pubblicato il Regolamento in commento, sulla trasparenza delle operazioni di finanziamento tramite titoli e del riutilizzo e che modifica il Regolamento (UE) n. 648/2012 (Regolamento EMIR).

La crisi finanziaria mondiale scoppiata tra il 2007 e il 2008 ha evidenziato un eccesso di attività speculative, l’esistenza di gravi lacune normative nel sistema finanziario, oltre a mettere in rilievo l’inefficacia della vigilanza, l’opacità dei mercati e l’eccessiva complessità dei prodotti. L’Unione ha adottato una serie di misure per accrescere la solidità e la stabilità del sistema bancario, compresi il rafforzamento dei requisiti patrimoniali, norme per migliorare la governance e la vigilanza e regimi di risoluzione, e per garantire che il sistema finanziario espleti il suo ruolo di destinare capitali al finanziamento dell’economia reale. Decisivi al riguardo sono anche i progressi compiuti nella creazione dell’unione bancaria. Tuttavia, la crisi ha, inoltre, evidenziato la necessità di migliorare la trasparenza e il controllo non solo nel settore bancario tradizionale, ma anche in settori in cui si svolge un’intermediazione creditizia analoga a quella bancaria, nota come “sistema bancario ombra”, le cui dimensioni sono allarmanti ed, in base alle stime, sono già equivalenti alla metà circa del sistema bancario regolamentato. Le carenze legate a tali attività, analoghe a quelle svolte dagli istituti di credito, potrebbero contaminare il resto del settore finanziario.

Nel quadro dei lavori intesi a limitare il sistema bancario ombra, il Consiglio per la stabilità finanziaria (FSB) ed il Comitato europeo per il rischio sistemico (CERS), istituito dal Regolamento (UE) n. 1092/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, hanno individuato i rischi posti dalle operazioni di finanziamento tramite titoli (SFT). Le SFT consentono l’accumulo di leva finanziaria, prociclicità e interconnessione nei mercati finanziari. In particolare, la mancanza di trasparenza nell’uso delle SFT ha impedito alle autorità di regolamentazione e di vigilanza, come pure agli investitori, di valutare e monitorare correttamente i rischi analoghi ai rischi bancari ed il livello di interconnessione nel sistema finanziario nel periodo precedente la crisi finanziaria o durante la crisi stessa.

In tale contesto, il 29 agosto 2013 l’FSB ha adottato un quadro strategico dal titolo “Rafforzamento della vigilanza e della regolamentazione del sistema bancario ombra” (“quadro strategico dell’FSB”) in materia di rischi connessi al prestito di titoli e alle operazioni di vendita con patto di riacquisto nel settore bancario ombra, approvato dai leader del G20 nel settembre 2013.

Il Regolamento in commento risponde alla necessità di accrescere la trasparenza dei mercati di finanziamento tramite titoli e, pertanto, del sistema finanziario. Per assicurare pari condizioni di concorrenza e la convergenza internazionale, il Regolamento in commento segue il quadro strategico dell’FSB. Esso crea un quadro normativo dell’Unione nel quale le informazioni delle SFT possono essere efficientemente segnalate ai repertori di dati sulle negoziazioni e le informazioni su tali operazioni e ai total return swap sono comunicate agli investitori degli organismi d’investimento collettivo.

La necessità della convergenza internazionale è rafforzata dalla possibilità che a seguito della riforma strutturale del settore bancario dell’Unione talune attività attualmente esercitate dalle banche tradizionali possano migrare verso il settore bancario ombra e coinvolgere entità finanziarie e non finanziarie. Pertanto, la trasparenza di dette attività diminuirebbe ulteriormente, il che impedirebbe alle autorità di regolamentazione e di vigilanza di avere un quadro corretto dei rischi connessi alle SFT. Una tale evoluzione accentuerebbe i collegamenti già consolidati esistenti tra il settore bancario regolamentato e il settore bancario ombra in particolari mercati.

Il Regolamento in commento, infine, fissa norme rigorose in materia di informativa sul riutilizzo per le controparti che non dovrebbero pregiudicare l’applicazione di norme settoriali adattate a determinati soggetti, strutture e situazioni. Pertanto, le norme in materia di riutilizzo di cui al Regolamento in commento dovrebbero applicarsi, ad esempio, agli organismi d’investimento collettivo e ai depositari o ai clienti delle imprese di investimento soltanto nella misura in cui il quadro giuridico legale non preveda, per gli organismi d’investimento collettivo o per la salvaguardia delle attività della clientela, norme più rigorose in materia di riutilizzo che costituiscano una lex specialis e che prevalgano sulle disposizioni del Regolamento in commento. In particolare, il Regolamento in commento dovrebbe lasciare impregiudicate le norme di cui alla legislazione dell’Unione o nazionale che limitano la capacità delle controparti di effettuare operazioni di riutilizzo di strumenti finanziari forniti come garanzia reale dalle controparti o da persone diverse dalle controparti. L’applicazione dei requisiti in materia di riutilizzo dovrebbe essere posticipata a sei mesi dopo la data di entrata in vigore del Regolamento in ncommento, al fine di lasciare alle controparti il tempo sufficiente per adattare i rispettivi contratti di garanzia reale in sospeso, compresi gli accordi quadro, e per assicurare che i nuovi contratti di garanzia reale siano conformi al presente regolamento.

Il Regolamento, fatto salvo le eccezioni espressamente indicate, si applica a decorrere dal 12 gennaio 2016.

Consulta il testo integrale -> Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio 25 novembre 2015, n. 2365

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