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Regolamento recante individuazione dei dati sensibili e giudiziari e delle operazioni eseguibiliBanca d’Italia – Delibera 9 novembre 2015, n. 520

Regolamento recante individuazione dei dati sensibili e giudiziari e delle operazioni eseguibili

Banca d’Italia, con la delibera in commento, ha rinnovato il regolamento interno per i dati sensibili e giudiziari, abrogando il precedente del 22 marzo 2011. L’adempimento è imposto dall’articolo 20 del Codice della privacy ed è necessario per legittimare l’uso dei dati sensibili da parte delle pubbliche amministrazioni.

Mentre i soggetti privati, infatti, per trattare i dati particolarmente delicati, hanno bisogno del consenso scritto dell’interessato, in ambito pubblico è necessaria una copertura normativa. Questa copertura è data, innanzitutto, da una legge specifica che indica le finalità di rilevante interesse pubblico, che giustificano l’uso di dati sensibili del cittadino. Alla legge si abbina, poi, il regolamento dell’ente che specifica i tipi di dati trattati e le operazioni eseguibili.

I regolamenti sono formulati in schede per settori di attività e ricevono il benestare preventivo del Garante della privacy.

Il regolamento in commento consta di 8 schede.

Tra esse c’è quella sui trattamenti antiriciclaggio, nell’ambito dei quali si usano dati giudiziari o informazioni sulle convinzioni religiose dei soggetti coinvolti, per esempio, in operazioni di finanziamento del terrorismo internazionale o in fatti di pedopornografia su internet; un’altra scheda si occupa dei pagamenti trattati dal Cabi (Centro applicativo Banca d’Italia) per i quali possono essere raccolti dati sensibili desumibili dalle causali dei pagamenti o dall’identità dei destinatari degli stessi.

Lo stesso vale per i pagamenti effettuati con il sistema di trasferimento espresso transeuropeo automatizzato di regolamento lordo in tempo reale (Target2).

Le altre schede riguardano la gestione dei rapporti di lavoro, compresa la disciplina della sicurezza, gli incarichi del direttorio e l’attività tipica di vigilanza bancaria. In particolare nell’esercizio dell’attività di vigilanza vengono esaminati dati giudiziari in vari procedimenti, come ad esempio le istanze di autorizzazione per l’acquisizione di partecipazioni o le richieste di iscrizione negli albi.

Consulta il testo integrale -> Banca d’Italia – Delibera 9 novembre 2015, n. 520