skip to Main Content
+39 091-6260146 info@creditofinanzanews.it  

Danno da false informazioni, responsabilità degli amministratori e risarcimento dell’investitore in titoli azionariTribunale di Milano – Sentenza 19 giugno 2015

Risarcimento del danno da investimento del titolo azionario – Azione individuale del socio – Danno da false informazioni – Danno da investimento disinformato – Responsabilità degli amministratori

Il Tribunale di Milano, con la sentenza in commento, ha affrontato la delicata questione della responsabilità degli amministratori in caso di danno da false informazioni sociali.

La vicenda trae spunto da una serie di investimenti in titoli azionari della convenuta effettuati dall’attore.

Nel dettaglio:

– a partire dal 23 maggio 2008 e fino al 22 giugno 2009, per 13.000 azioni per un investimento complessivo di euro 11.671,00;

– altri euro 3.213,90 nel luglio 2010 per sottoscrizione aumento di capitale;

– ed, infine, altre 70.000 azioni per euro 20.433,00 dal maggio 2011 ad ottobre 2011, ma la società convenuta rileva come stranamente l’ultimo acquisto sia avvenuto il 2 novembre 2011, nella stessa data, cioè, in cui l’attore fece partire una raccomandata con cui chiedeva alla società il risarcimento per i fatti poi oggetto della causa in commento.

L’attore sosteneva di aver acquistato questi titoli confidando sulle dichiarazioni di bilancio ed al mercato effettuate dagli amministratori.

Pertanto, l’attore riteneva responsabili gli amministratori di Unipol:

– per aver erogato corposi finanziamenti a soggetti incapienti e senza garanzie;

– per omissioni e reticenze contabili;

– per aver permesso il reato di aggiotaggio con danno a carico dei piccoli azionisti.

Sulla base di queste argomentazioni, l’attore conclude con la richiesta di appurare la responsabilità della società per i fatti commessi dagli amministratori, per averlo indotto ad acquisti che, ove a conoscenza della verità, non avrebbe fatto.

Secondo il Tribunale di Milano, una indebita sopravvalutazione del titolo sul mercato può condurre al risarcimento del danno patito dall’azionista perché egli, fidando sulla veridicità delle comunicazioni diffuse, avrebbe acquistato ciò che diversamente non avrebbe acquistato, quantomeno a quei prezzi.

Condizioni per la configurabilità di in un siffatto danno sono:

– che vi sia stata una falsa rappresentazione della realtà contabile sociale tale da ingenerare una sovrastima del valore delle azioni nel mercato ed, in particolare, negli investitori, i quali non si fondano tuttavia sulle sole dichiarazioni sociali, ma su un insieme di informazioni tra i quali principalmente i corsi di borsa, al di là degli atti ufficiali;

– che queste false dichiarazioni siano tali da influenzare il valore di mercato;

– che l’acquirente sia stato determinato all’acquisto per queste false dichiarazioni.

Laddove, però, risulti che l’azionista non abbia tenuto conto della relazione della società di revisione che evidenziava le anomalie contenute nel bilancio consolidato, non può il suo acquisto dirsi fuorviato dalle dichiarazioni degli amministratori e, di conseguenza, non può procedersi al risarcimento del danno nei suoi confronti.

Se, inoltre, l’acquisto del titolo è avvenuto successivamente alla pubblicazione del bilancio, che già secondo l’azionista stesso avrebbe fatto emergere la perdita di valore del titolo, che effettivamente c’è stata, non può ammettersi risarcimento del danno.

Consulta il testo integrale -> Tribunale di Milano – Sentenza 19 giugno 2015

Back To Top