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Corte di Giustizia UE – Ordinanza 16 luglio 2015

Rinvio pregiudiziale – Articolo 99 del regolamento di procedura della Corte – Direttiva 93/13/CEE – Articolo 7 – Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Articoli 7 e 47 – Contratti stipulati con i consumatori – Contratto di prestito ipotecario – Clausole abusive – Procedura di esecuzione ipotecaria – Diritto di ricorrere in appello

Con l’ordinanza in commento, la Corte di Giustizia UE si è pronunciata in materia di contratto di mutuo e clausole abusive, soffermandosi sulla delicata questione dell’opposizione alla procedura esecutiva ipotecaria.

La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 7 della direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, in combinato disposto con gli articoli 47, 34, paragrafo 3, e 7 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra il sig. Sánchez Morcillo e la sig.ra Abril García, da un lato, e il Banco Bilbao Vizcaya Argentaria SA, dall’altro, relativamente all’opposizione all’esecuzione ipotecaria avente ad oggetto la loro abitazione.

La vicenda trae origine dalla stipula di un contratto di mutuo, avvenuta il 9 giugno 2003, tra i ricorrenti ed il Banco Bilbao, per un importo pari a EUR 300 500, munito di una garanzia ipotecaria sulla loro abitazione.

Il rimborso di detta somma sarebbe scaduto il 30 giugno 2028, essendo ripartito su 360 mensilità. Nell’ipotesi in cui i debitori fossero stati inadempienti all’obbligo di pagamento, il Banco Bilbao era autorizzato a chiedere il rimborso anticipato del mutuo concesso ai ricorrenti nel procedimento principale. La clausola 6-bis del contratto di mutuo stabiliva un tasso di interessi di mora pari al 19% annuo, mentre il tasso di interesse legale in Spagna, durante il periodo rilevante per il procedimento principale, era pari al 4% annuo.

A causa dell’inadempimento dei ricorrenti nel procedimento principale all’obbligo loro incombente di versare le mensilità di rimborso di detto mutuo, il 15 aprile 2011 il Banco Bilbao ha chiesto il versamento dell’integralità del mutuo, maggiorato degli interessi ordinari e di mora, unitamente alla vendita forzata del bene immobile ipotecato in suo favore.

A seguito dell’avvio della procedura di esecuzione ipotecaria, i ricorrenti nel procedimento principale hanno proposto opposizione avverso quest’ultimo (lamentando l’insufficienza del titolo presentato e l’incompetenza del giudice adito), opposizione respinta con decisione del 19 giugno 2013 dello Juzgado de Primera Instancia n. 3 de Castellón (giudice di primo grado n. 3 di Castellón).

I ricorrenti nel procedimento principale hanno interposto appello avverso tale decisione, appello che, dichiarato ricevibile, è stato rinviato dinanzi all’Audiencia Provincial de Castellón (corte provinciale di Castellón).

Il giudice del rinvio spiega che, sebbene la procedura civile spagnola consenta di interporre appello avverso la decisione che, accogliendo l’opposizione proposta da un debitore, conclude la procedura di esecuzione ipotecaria, essa viceversa non consente al debitore, la cui opposizione sia stata respinta, di interporre appello avverso la sentenza di primo grado che dispone il proseguimento della procedura di esecuzione forzata.

Il giudice del rinvio nutre dubbi in merito alla compatibilità di questa normativa nazionale con lo scopo di tutela dei consumatori perseguito dalla direttiva 93/13/CEE, nonché con il diritto ad un’effettiva tutela giurisdizionale, sancito dall’articolo 47 della Carta. Detto giudice precisa che il riconoscimento della facoltà di proporre appello a favore del debitore potrebbe rivelarsi ancor più determinante per il fatto che determinate clausole del contratto di mutuo in questione nel procedimento principale potrebbero essere considerate “abusive”, ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 93/13/CEE.

L’Audiencia Provincial de Castellón ha, pertanto, deciso di sospendere il procedimento e di proporre alla Corte questioni pregiudiziali vertenti precisamente su detta problematica.

Con la sentenza in commento, la Corte ha dichiarato che l’articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 93/13/CEE, in combinato disposto con l’articolo 47 della Carta, dev’essere interpretato nel senso che esso osta ad un sistema di procedure esecutive, come quello in questione nel procedimento principale, il quale prevede che una procedura di esecuzione ipotecaria non possa essere sospesa dal giudice del merito, dato che quest’ultimo può al massimo, nella sua decisione finale, concedere un risarcimento del danno sofferto dal consumatore, posto che quest’ultimo, quale debitore esecutato, non può proporre appello avverso la decisione che rigetta la sua opposizione contro detta esecuzione, mentre il professionista, creditore esecutante, ha facoltà di agire avverso la decisione che dispone la conclusione della procedura o dichiara inapplicabile una clausola abusiva.

Consulta il testo integrale -> Corte di Giustizia UE – Ordinanza 16 luglio 2015

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