+39 091-6260146 info@creditofinanzanews.it  

Credito al consumo: nullità del contratto tra venditore e consumatore per omissione della descrizione analitica deli bene finanziato, del prezzo e delle condizioni del trasferimento del diritto di proprietàTribunale di Salerno – Sentenza 1° agosto 2015

Nullità del contratto di credito al consumo sottoscritto tra il venditore ed il consumatore per omissione della descrizione analitica del bene finanziato, del prezzo di acquisto e delle condizioni del trasferimento del diritto di proprietà, ove non contestuale – Sussiste

Diritto della banca che ha erogato il finanziamento al rivenditore di pretendere la restituzione dell’importo nei confronti del consumatore – Non sussiste

Procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo, ammissibilità dell’eccezione di nullità del contratto da cui il credito deriva sollevata con la memoria ex articolo 183, 6° comma, c.p.c. – Sussiste

Con la sentenza in commento, il Tribunale di Salerno, nella persona del Giudice unico Dott. Guerino Iannicelli, si è pronunciato in materia di credito al consumo e, più nello specifico, di nullità del contratto tra venditore e consumatore per omissione della descrizione analitica deli bene finanziato, del prezzo e delle condizioni del trasferimento del diritto di proprietà.

La vicenda giudiziaria trae spunto dall’opposizione ad un decreto ingiuntivo, con il quale il Tribunale di Salerno, ingiungeva all’attore il pagamento della somma di € 24.576,77 in favore della società finanziaria operante nel settore del credito al consumo, oltre interessi e rimborso delle spese del procedimento monitorio, per rimborso (ratei insoluti, captale residuo, interessi e spese) di un finanziamento di € 20.000,00 che prevedeva n. 48 rate da € 563,61 ciascuna.

L’attore, opponendosi al decreto ingiuntivo, esponeva:

– che alla fine del 2005 aveva sottoscritto, per il tramite di una società rivenditrice, una proposta di finanziamento finalizzata all’acquisto di arredamento;

– che la proposta di finanziamento prevedeva l’erogazione diretta alla società rivenditrice, la quale ha ricevuto la somma nel gennaio del 2006;

– che il contratto di vendita di bene mobile previsto solo nel genere (arredamento) era condizionato all’approvazione del finanziamento;

– che, con missiva del 17.05.2006, pervenuta alla fine di maggio del 2007, la società finanziaria aveva comunicato l’approvazione della pratica di finanziamento;

– che, recatosi presso l’esercizio commerciale per procedere all’individuazione dell’arredo e perfezionare il contratto di vendita, aveva constatato che l’esercizio era chiuso e l’attività cessata;

– che successivamente aveva appreso che la società era stata dichiarata fallita.

Ciò premesso, ai sensi dell’articolo 124, comma 3, TUB, nel testo antecedente alla modifica apportata dal decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, con riferimento ai contratti che abbiano ad oggetto determinati beni o servizi, deve ritenersi la fondatezza dell’eccezione di nullità del contratto di finanziamento sottoscritto tra il venditore ed il consumatore, ove il testo contrattuale non contenga la descrizione analitica del bene, il prezzo di acquisto e le condizioni del trasferimento del diritto di proprietà, nei casi in cui il passaggio di proprietà non sia immediato, atteso che si tratta di requisiti di forma-contenuto previsti a pena di nullità.

Stante la nullità del contratto di finanziamento, l’erogazione della somma alla società rivenditrice configura, in sostanza, un indebito oggettivo, per il quale tenuto alla restituzione è il solo percipiente, nella specie la stessa società rivenditrice.

Infine, sono ammissibili le eccezioni nuove relative alla nullità totale del contratto da cui il credito deriva, introdotte con la memoria ex articolo 183, comma 6, n. 1 c.p.c., poiché, trattandosi di eccezioni rilevabili d’ufficio, ai sensi dell’articolo 1421 c.c., non opera il limite temporale della loro proposizione nell’atto di citazione che, nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, è equivalente alla comparsa di risposta del convenuto nel rito ordinario.

Consulta il testo integrale -> Tribunale di Salerno – Sentenza 1° agosto 2015