skip to Main Content
+39 091-6260146 info@creditofinanzanews.it  

Usura: per la verifica del superamento del tasso soglia occorre considerare ogni forma di remunerazioneTribunale di Torino – Ordinanza 14 maggio 2015

Mutuo – Verifica usurarietà del tasso – Cass. n. 350/2013 – Art. 644 c.p. – Remunerazioni

Ed ecco arrivare l’ennesima sentenza in materia di usura. Questa volta a pronunciarsi è stato il Tribunale di Torino, che, con l’ordinanza in commento, chiarisce quali sono le voci di costo che devono essere tenuti in considerazione ai fini della valutazione dell’usurarietà del tasso.

Anche il giudice torinese richiama la normativa e la giurisprudenza in materia.

Nello specifico richiama il comma 3° dell’art. 644 c.p. che stabilisce che sono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge ovvero “gli interessi, anche se inferiori a tale limite, e gli altri vantaggi o compensi che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all’opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria”.

Il 4° comma del medesimo art. 644 c.p. sancisce, invece, che “per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito”.

Richiama, inoltre, la nota sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 350/2013 secondo cui “ai fini dell’applicazione dell’art. 644 c.p. e dell’art. 1815, 2° comma, c.c., si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promossi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori”.

Infine il giudice torinese adito ha evidenziato come le Sezioni Penali della stessa Corte (19 dicembre 2011, n. 46669) abbiano sentenziato che “con riferimento alla determinazione del tasso di interesse usurario, ai sensi del comma 4° dell’art. 644 c.p., si tiene, quindi, conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito”.

Sulla base della normativa e giurisprudenza citati, il Tribunale di Torino sancisce che, al fine di determinare se un tasso sia usurario, non ci si deve limitare alla valutazione degli interessi moratori, ma si deve considerare ogni remunerazione che un istituto di credito percepisce come remunerazione dell’attività prestata.

Consulta il testo integrale -> Tribunale di Torino – Ordinanza 14 maggio 2015

Back To Top