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Usura: i costi per la stipula di un contratto di assicurazione devono essere inclusi nel calcolo del TAEGTribunale di Reggio Emilia – Sentenza3 luglio 2015, n. 976

Costi per la stipula di un contratto di assicurazione – Collegamento ad un contratto di mutuo – Conteggio di tali costi nel TAEG – Sussiste nonostante le diverse istruzioni della Banca d’Italia

Anche il Tribunale di Reggio Emilia si è pronunciato in materia di usura. Nello specifico il Tribunale, nella persona del Giudice dott. Gianluigi Morlini, ha esaminato la delicata questione relativa dell’inclusione o meno dei costi per la stipula di un contratto di assicurazione nel calcolo del TAEG.

Secondo il giudice emiliano, diversamente da quanto indicato dalle istruzioni della Banca d’Italia, anche i costi per la stipula di un contratto di assicurazione, ove connesso alla stipula del contratto di mutuo, devono essere tenuti presenti ai fini del calcolo del TAEG.

La vicenda trae origine dall’opposizione della G.R.G. S.r.l. avverso il precetto, intimato nei suoi confronti da Banco Popolare S.c., a seguito dell’inadempimento nella restituzione delle rate di un mutuo.

In particolare, l’opponente deduceva:

– l’usurarietà del tasso degli interessi pattuiti, calcolando il TAEG (Tasso Effettivo Globale Medio) anche tenendo conto degli oneri relativi ad una polizza assicurativa per morte o invalidità, stipulata contestualmente al mutuo;

– la conseguente non debenza, ex art. 1815, comma 2°, c.c., di alcun tasso di interesse; – l’assenza di inadempimento nella rifusione delle rate previste, ricalcolate tenendo a mente la somma capitale come unica somma dovuta in restituzione.

Per tali motivi, conclude nel senso dell’illegittimità del precetto opposto, con richiesta di annullamento dello stesso.

Banco Popolare, però, deduceva l’erroneità del calcolo del TAEG operato dalla controparte, non potendosi in esso includere gli oneri pagati per la polizza assicurativa, sia perché così è precisato dalle istruzioni della Banca d’Italia, sia perché l’assicurazione risulta stipulata a favore dei soci della società mutuataria e non già della società stessa, e stipulata con società diversa dalla banca erogante il mutuo.

Per tali motivi, conclude domandando il rigetto della domanda attorea.

La questione giuridica affrontata dalle parti nel corso del processo e che deve essere risolta per potere decidere le controversia, è sostanzialmente unica: se i costi sopportati per l’assicurazione per morte ed invalidità, stipulata dai soci della società mutuataria contestualmente al mutuo, debbano o meno essere considerati nel TAEG, ciò che, nel caso che esaminato, porta a conseguenze opposte in ordine al superamento del tasso soglia e, quindi, alla configurabilità dell’usura.

Così impostati i termini della questione, il giudice ritiene che il quesito vada risolto, in conformità a quanto sostenuto dalla difesa degli opponenti, nel senso che anche le spese sostenute per la stipulazione del mutuo possono concorrere al calcolo del TAEG.

Sul punto va, innanzitutto, ritenuto che non può essere dirimente, nel senso invocato dalla convenuta di non ricomprendere il costo assicurativo ai fini del calcolo del TAEG, il fatto che ciò sia stato indicato dalle istruzioni della Banca d’Italia nell’agosto 2009.

La disciplina relativa all’usura è posta da una fonte legislativa primaria, ricavata dagli artt. 644 c.p. e 1815 c.c., che demanda alla fonte sublegislativa secondaria del decreto ministeriale, emanato sulla base delle rilevazioni della Banca d’Italia, solo l’individuazione del TEGM (Tasso Effettivo Globale Medio, in base al quale viene poi fissato il tasso usurario), ma non anche il diverso parametro del TAEG (Tasso Effettivo Globale Medio, in base al quale viene calcolato il costo del finanziamento).

In sostanza, la natura prescrittiva di norme tecniche autorizzate, per le rilevazioni effettuate dalla fonte sublegislativa è limitata alla sola definizione del TEGM, e, quindi, alla soglia di usurarietà per ciascuna operazione e per ciascun periodo trimestrale di rilevamento; mentre non rivestono la qualifica di normatività i presupposti dell’attività di rilevazione, le attività e le direttive della Banca d’Italia, anche in tema di TAEG, relativi alla segnalazione dei tassi poi utilizzati per l’emanazione dell’atto normativo secondario consacrato nel decreto ministeriale trimestrale.

Da ciò consegue, che merita di essere seguita quella parte della giurisprudenza che, disattendendo le istruzioni della Banca d’Italia, ritiene che anche i costi assicurativi, se connessi all’erogazione del credito, possano rientrare nel calcolo del TAEG, proprio perché il calcolo del TAEG, diversamente da quello del TEGM, non può essere vincolato dalle istruzioni della Banca d’Italia.

Consulta il testo integrale -> Tribunale di Reggio Emilia – Sentenza 3 luglio 2015, n. 976

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