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Anticorruzione e falso in bilancio: pubblicata in Gazzetta la nuova legge Legge 27 maggio 2015, n. 69 – Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio

Nella Gazzetta Ufficiale n. 124 dello scorso 30 maggio è stata pubblicata la legge in commento, con la quale è stata rivista la normativa in materia di anticorruzione e falso in bilancio.

La legge, composta da 12 articoli, si suddivide in due parti:

– la prima (articoli da 1 a 8) riguarda, in particolare, i reati contro la pubblica amministrazione;

– la seconda parte (articoli da 9 a 12) ha per oggetto i delitti di false comunicazioni sociali.

Di seguito una sintesi delle principali novità.

Reati contro la pubblica amministrazione

Tra le altre novità, la legge interviene introducendo un generale aumento delle pene nelle ipotesi di reati contro la pubblica amministrazione, ossia corruzione, indebita induzione, peculato, nonché obblighi di riparazione pecuniaria per poter procedere col patteggiamento o la sospensione condizionale della pena.

Più in dettaglio:

– passano a 3 e 5 anni (attualmente, un anno e tre anni) i limiti di durata minima e massima dell’incapacità di contrattare con la P.A. (articolo 32-ter c.p.);

– si disciplinano i casi nei quali alla condanna consegue l’estinzione del rapporto di lavoro o di impiego, per prevedere che tale pena accessoria nei confronti del dipendente di pubbliche amministrazioni consegue alla condanna alla reclusione non inferiore ai 2 anni (oggi è per pene non inferiori a 3 anni) per i delitti di peculato, concussione, corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione in atti giudiziari, induzione indebita a dare o promettere utilità, ovvero corruzione di persona incaricata di pubblico servizio (articolo 32-quinquies c.p.);

– aumenta l’entità delle pene previste dal codice penale per una serie di reati del pubblico ufficiale contro la P.A.;

– si introduce una nuova circostanza attenuante nell’articolo 323-bis c.p. che consente una diminuzione della pena da un terzo a due terzi per colui che, responsabile di specifici delitti contro la P.A. (articoli 318, 319, 319-ter e quater, 320, 321, 322 e 322-bis c.p.), si sia efficacemente adoperato per evitare che l’attività delittuosa venga portata a conseguenze ulteriori, per assicurare le prove dei reati e per l’individuazione degli altri responsabili ovvero per il sequestro delle somme o altre utilità trasferite.

  • Concussione

Si modifica la fattispecie di concussione, prevista dall’art. 317 c.p., ampliandone l’ambito soggettivo di applicazione per ricomprendervi anche “l’incaricato di un pubblico servizio”, così tornando alla formulazione ante-legge Severino (legge n. 190/2012).

  • Riparazione pecuniaria

Si inserisce nel codice penale l’articolo 322-quater che stabilisce che, con la sentenza di condanna per un delitto contro la P.A., venga sempre ordinato il pagamento di una somma pari all’ammontare di quanto indebitamente ricevuto dal pubblico ufficiale (o dall’incaricato di un pubblico servizio) a titolo di riparazione pecuniaria in favore dell’amministrazione di appartenenza, ovvero, in caso di corruzione in atti giudiziari, in favore dell’amministrazione della giustizia, restando impregiudicato il diritto al risarcimento del danno.

  • Associazioni di tipo mafioso

Si introduce un aumento generalizzato delle pene per il reato di associazione mafiosa (articolo 416-bis c.p.).

  • Patteggiamento

Si modifica la disciplina del patteggiamento, per condizionare l’accesso al rito speciale, con riguardo ai procedimenti per i delitti dei pubblici ufficiali contro la P.A., alla restituzione integrale del prezzo o del profitto del reato.

Falso in bilancio

Dopo anni di depenalizzazione, la fattispecie riacquisisce rilevanza penale con sanzioni più severe per i diversi tipi di società, quotate e non quotate, che si macchiano della falsificazione dei dati aziendali.

  • Soggetti attivi

Elemento comune della fattispecie di reato, sia per società quotate che non quotate, sono le figure chiamate a risponderne: amministratori, direttori generali, dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, sindaci e liquidatori.

  • Elemento oggettivo

Il reato sussiste quando i soggetti sopra indicati “al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto” nei bilanci, nelle relazioni e nelle altre comunicazioni sociali, dirette sia ai soci che al pubblico, “consapevolmente” espongono fatti materiali non rispondenti al vero, oppure omettono fatti materiali rilevanti che devono essere comunicati per legge sulla situazione economica, finanziaria o patrimoniale della società o del gruppo.

  • Condotte

La condotta è punibile quando è esercitata “in modo concretamente idoneo ad indurre altri in errore”.

  • Società non quotate

Secondo quanto disposto dal nuovo articolo 2621 c.c., il delitto di falso in bilancio viene punito, in presenza di società non quotate, con la reclusione da uno a cinque anni. La medesima pena si applica anche se le falsità o le omissioni riguardano beni posseduti o amministrati dalla società per conto di terzi.

Sempre nell’ambito delle società non quotate, i fatti di lieve entità, rilevati tenendo conto della natura e delle dimensioni della società e delle modalità o degli effetti della condotta, vengono sanzionati con la pena del carcere da 6 mesi a 3 anni; sanzione che viene adottata anche per le società che non superano i limiti indicati dalla Legge fallimentare.

Applicabile, altresì, la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Il delitto, in tal caso è procedibile a querela della stessa società, dei soci, dei creditori o degli altri destinatari della comunicazione sociale.

  • Società quotate

Il falso in bilancio, nel caso di fatti commessi nell’ambito di società quotate in borsa, prevede pene più severe. È, infatti, punito con il carcere da un minimo di 3 ad un massimo di 8 anni.

Alle quotate, per espresso disposto del nuovo articolo 2622 c.c. sono equiparate: 

– le società emittenti strumenti finanziari per i quali è stata presentata una richiesta di ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato italiano o di altro Paese dell’Unione europea;

– le società emittenti strumenti finanziari ammessi alla negoziazione in un sistema multilaterale di negoziazione italiano;

– le società che controllano società emittenti strumenti finanziari ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato italiano o di altro Paese dell’Unione europea;

– le società che fanno appello al pubblico risparmio o che comunque lo gestiscono.

  • Sanzioni pecuniarie per responsabilità amministrativa degli enti

La legge in commento, infine, ha inasprito le sanzioni pecuniarie per responsabilità amministrativa degli enti previsti dall’articolo 25-ter del D.Lgs. n. 231/2001 in relazione ai reati societari, se commessi nell’interesse della società o se la stessa ne ha comunque tratto vantaggio.

In presenza di falso in bilancio, le società non quotate rischiano una sanzione compresa tra un minimo di 200 ed un massimo di 400 quote (tra cento e 200 in caso di fatti di lieve entità) e le società quotate una sanzione pecuniaria che va dalle 400 alle 600 quote.

La legge è in vigore a far data dal prossimo 14 giugno.

Consulta il testo integrale -> Legge 27 maggio 2015, n. 69

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