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Tribunale di Milano – Sentenza 16 aprile 2015, n. 4777

Carta di credito – Contratto di convenzionamento – Utilizzabilità pagamenti a distanza – Clausola contrattuale – Assenza – Utilizzo comunque di fatto di pagamenti a distanza

Carta di credito: contratto di convenzionamento e operazioni di acquisto a distanza Il Tribunale di Milano, con la sentenza in commento, si è pronunciato in materia di carta di credito e contratto di convenzionamento tra l’esercente, un’agenzia turistica, e CartaSi S.p.A..

La causa ha avuto origine dall’opposizione, da parte dell’attrice, ad un decreto ingiuntivo emesso nei suoi confronti dal Tribunale di Milano in data 20.09.2012 e notificato in data 20.09.2012.

L’attrice lamentava il verificarsi di svariate transazioni commerciali, per il pagamento del cui prezzo erano state utilizzate carte di credito del circuito gestito da CartaSi.

Nel novembre del 2009, infatti, tale Marc Payton richiedeva, via e-mail, l’emissione di alcuni biglietti di viaggio, qualificandosi come promoter di una squadra di calcio africana.

L’attrice si faceva inviare copia della carta di credito e del passaporto, verificando, quindi, l’apparente originalità dei documenti e la corrispondenza dei dati anagrafici e delle firme apposte.

Accertata tale regolarità, provvedeva ad emettere i biglietti di viaggio richiesti.

Il giorno successivo veniva contattata da David Blanchard, il quale chiedeva l’emissione di altri biglietti di viaggio, sempre per tratte con partenza dalla stessa località africana richiesta dal primo cliente. Pertanto, l’attrice, confidando sul fatto che anche il nuovo cliente fosse stato “segnalato” dal precedente, effettuate le verifiche del caso, provvedeva nuovamente ad emettere i biglietti di viaggio richiesti.

L’agenzia turistica, di cui l’attrice è titolare, veniva, nei giorni successivi, contattata da altre persone, tra i quali Oliver Lapon e Durieux Richard, per conto dei quali emetteva altri biglietti.

Per sicurezza, comunque, contattava CartaSi per ottenere la preventiva autorizzazione.

L’attrice, però, dopo qualche giorno, constatato come continuassero ad arrivare richieste di emissione di biglietti, insospettita effettuava una verifica presso il Consolato Francese e appurava che le società indicate dai sedicenti clienti in realtà fossero inesistenti.

A questo punto, l’attrice sporgeva denuncia presso il commissariato di polizia di Ragusa ed interrompeva l’emissione dei biglietti di viaggio.

Secondo quanto sostenuto dall’attrice, lei aveva adempiuto a tutte le prescrizioni impartite dalla convenzione stipulata con CartaSi, in particolare confrontando la firma e il nome impressi sulla carta di credito con le generalità del cliente e provvedendo a consegnare l’originale dello scontrino a CartaSi, in seguito alla richiesta di quest’ultima.

CartaSi S.p.A., ha, però, contestato quanto affermato dall’attrice, evidenziando come la stessa non avesse mai stipulato alcuna convenzione che la abilitasse all’utilizzo a distanza dei pagamenti a mezzo carte di credito e che, pertanto, già sotto tale profilo aveva accettato forme di pagamento per le quali non era abilitata.

Secondo quanto disposto dal Tribunale di Milano, nella persona del Giudice Dott. Francesco Matteo Ferrari, l’opposizione proposta dall’attrice è infondata e, pertanto, non può trovare accoglimento, con conseguente conferma del decreto ingiuntivo opposto, già dichiarato esecutivo in corso di causa, in quanto, ove non sia espressamente previsto nel contratto di convenzionamento l’utilizzo a distanza dei pagamenti a mezzo carte di credito, questo utilizzo non può essere effettuato ed a nulla vale che il sistema abbia, nei fatti della realtà, comunque consentito tale forma di operatività.

Consulta il testo integrale -> Tribunale di Milano – Sentenza 16 aprile 2015, n. 4777

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