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Moratoria mutuo e credito al consumoIl perdurare della profonda crisi economica ha spinto l’ABI e quasi tutte le associazioni dei consumatori a trovare l’accordo su una nuova moratoria riguardante i mutui ed i crediti al consumo.

Dallo scorso 1° aprile, è, infatti, possibile sospendere, per un massimo di 12 mesi, la quota capitale su mutui e crediti al consumo, a determinate condizioni.

L’accordo, sottoscritto lo scorso 31 marzo, è stato firmato dall’ABI e da Acu, Adiconsum, Adoc, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori. Critiche, invece, da Altroconsumo.

Si tratta di una nuovo accordo, e non dell’ennesima proroga, in quanto ci sono diversi spunti di novità rispetto al passato.

L’aspetto più evidente è la durata massima che sarà di 12 mesi, durante il quale si sospende il pagamento della quota capitale, il cui importo dovrà essere pagato al termine del regolare piano di ammortamento. Si allunga, quindi, la durata del mutuo senza dover sostenere dei costi aggiuntivi.

L’altra novità riguarda le tipologie di prestiti che permettono di usufruire della moratoria, se sono presenti tutti gli altri requisiti minimi: non si deve essere necessariamente titolari di un mutuo, ma basta avere un prestito con una durata non inferiore ai 24 mesi, e trovarsi in una delle situazioni che aprono la strada alla moratoria.

Infine, non si tratta di un accordo “privato” tra le associazioni che rappresentano l’offerta (l’ABI) e la domanda (associazioni dei consumatori), ma si tratta di un’opportunità introdotta e prevista dalla Legge di Stabilità 2015.

La nuova misura si affianca, dunque, al già esistente Fondo di solidarietà dei mutui per l’acquisto della prima casa, in vigore dal 2013 e gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dalla Consap.

Anch’esso è nato con lo scopo di consentire la sospensione delle rate per chi è in difficoltà, ma con la differenza che quest’ultimo si applica ad una platea più ristretta, cioè solo a coloro che hanno definitivamente perso il lavoro, e permette la sospensione fino a 18 mesi. Il Fondo ha già ricevuto circa 23.000 richieste.

La nuova moratoria, invece, ha un campo di applicazione più ampio per quanto riguarda i soggetti beneficiari, ma la sospensione dura al massimo 12 mesi.

Il Fondo di solidarietà resta comunque la strada preferenziale da percorrere. Saranno ammessi a questo secondo percorso solo coloro i quali non hanno i requisiti per rientrare nel primo caso.

Ecco come funziona nel dettaglio la nuova moratoria.

OGGETTO DELL’ACCORDO

La nuova moratoria per mutui e finanziamenti riguarda le seguenti tipologie di prestiti bancari:

– mutui garantiti da ipoteche su immobili destinati ad abitazione principale;

– credito al consumo di durata superiore a 24 mesi con piano di ammortamento “alla francese”, erogati a persone fisiche.

Sono esclusi:

– i finanziamenti con ritardo superiore ai 90 giorni, ovvero quelli per i quali sia intervenuta la decadenza del beneficio del termine o quelli per i quali si è realizzata la risoluzione del contratto;

– i finanziamenti che hanno già fruito di misure di sospensione per un periodo di 12 mesi;

– i finanziamenti che fruiscono di agevolazioni pubbliche (nella forma di garanzia, contributi in conto capitale o in conto interessi, provvista agevolata);

– i finanziamenti per i quali sia stata stipulata un’assicurazione a copertura del rischio di insolvenza, purché l’assicurazione sia attiva nel periodo della sospensione;

– i finanziamenti assistiti dalla cessione del quinto dello stipendio o della pensione;

– i finanziamenti strutturati con carta di credito revolving o come aperture di credito.

CARATTERISTICHE

I titolari di un contratto un mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale (non, quindi, per la seconda casa) potranno sospendere, per un massimo di 12 mesi, il pagamento quota capitale della rata mensile, ma sulla stessa continuano a decorrere gli interessi corrispettivi, che dovranno essere pagati regolarmente alle scadenze previste dal piano di ammortamento.

Al termine del periodo di sospensione, l’ammortamento riprende con il conseguente allungamento della durata del mutuo pari al periodo della sospensione.

L’accesso al beneficio comporta la non applicazione di interessi di mora e di commissioni nel periodo della sospensione. Questi oneri saranno, invece, applicati nel caso in cui il beneficiario non paghi, alle normali scadenze, la quota interessi (che, come detto, è esclusa dalla sospensione).

Tale sospensione può essere richiesta solo una volta dal soggetto intestatario del finanziamento/mutuo.

Nel periodo di sospensione sono comprese anche le rate già scadute da non oltre 90 giorni.

La sospensione può essere richiesta anche per i mutui oggetto di cartolarizzazione o di emissioni obbligazionarie garantite (Legge n. 130/1999), per i mutui oggetto di operazioni di portabilità e per quelli accollati a seguito di un frazionamento.

CUMULO CON ALTRI BENEFICI

Per i soggetti che in passato hanno già usufruito di una sospensione delle rate, per iniziativa di legge o per accordo con le associazioni dei consumatori, sarà possibile usufruire anche di questa nuova moratoria, purché la sospensione complessivamente concessa non ecceda i 12 mesi e se sono trascorsi almeno 24 mesi dall’avvio dell’istruttoria precedente.

CONDIZIONI

Per ottenere il beneficio, è necessario che il soggetto richiedente sia stato interessato da uno degli eventi di seguito illustrati:

– cessazione del rapporto di lavoro subordinato, ad esclusione del caso in cui la cessazione sia dovuta a dimissioni volontarie, risoluzione per limiti di età pensionabile, licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo;

– cessazione del rapporto di lavoro configurato come: agenzia, rappresentanza commerciale, contratti di collaborazione continuativa e a progetto, ad esclusione del caso in cui la cessazione sia dovuta a risoluzione consensuale, recesso datoriale per giusta causa, recesso del lavoratore non per giusta causa;

– sospensione del rapporto di lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo almeno di 30 giorni consecutivi, anche in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti a sostegno del reddito (cassa integrazione, ammortizzatori sociali in deroga, fondi di solidarietà);

– morte o infortunio grave.

Gli eventi sopra descritti devono riguardare il soggetto intestatario (o uno dei cointestatari) del mutuo o del finanziamento e si devono essere verificati entro 2 anni dalla presentazione della richiesta.

Tutte le situazioni lavorative elencate, in sede di richiesta, andranno dimostrate con documenti forniti dal datore di lavoro.

PROCEDURA

Il richiedente, avendone i requisiti, potrà presentare la domanda, attraverso dichiarazione sostitutiva delle proprie personali condizioni, al proprio istituto di credito, che dovrà necessariamente rispondere, in modo positivo o negativo, entro 20 giorni lavorativi.

La sospensione è attiva entro 30 giorni dall’accoglimento della richiesta da parte dell’istituto di credito. Il termine è di 45 giorni nel caso di finanziamenti cartolarizzati.

Essendo una disposizione di legge è valida per tutti gli istituti di credito, non è un meccanismo volontario.

TERMINI

Per presentare la richiesta si ha tempo fino al 31 dicembre 2017. La misura avrà, quindi, effetti anche nel corso del 2018, posto che le rate del 2017 potranno essere sospese per i successivi 12 mesi.

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