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Anatocismo e ripetizione di interessiTribunale di Pavia – Sentenza 4 maggio 2015

Anatocismo – Ripetizione di interessi anatocistici – Commissione di massimo scoperto

Anche il Tribunale di Pavia, con la sentenza in commento, si è pronunciato in materia di anatocismo bancario.

Sono diversi i principi di rilevante interesse affermati.

Il primo principio espresso è relativo alla prescrizione. Secondo il Tribunale di Pavia, nella persona del giudice Dott. Andrea Pirola, essa decorre dalle singole operazioni solo quando le stesse hanno valenza solutoria e non meramente ripristinatoria, essendo onere della banca indicare, con un sufficiente grado di determinatezza, quali rimesse hanno valenza solutaria.

Nel caso in esame, trattandosi di conto corrente con apertura di credito mediante affidamento, la prescrizione decorre solo dalla chiusura del conto, non verificatasi.

Altro importante principio espresso è relativo alla capitalizzazione degli interessi. A tal proposito, il giudice pavese ha statuito che dopo il 1° luglio 2000, ossia dopo l’entrata in vigore della delibera CICR 9 febbraio 2000, sono valide le clausole contrattuali che prevedono la corresponsione di interessi anatocistici, purché esse siano espressamente pattuite per iscritto e la corresponsione degli interessi, sia attivi che passivi, sia concordata in modo paritetica.

Nel caso in esame, non c’è stata una specifica approvazione per iscritto di tale clausola.

Infine, il Tribunale di Pavia si è espresso anche in materia di commissione di massimo scoperto. Ha, infatti, dichiarato nulla la clausola contrattuale che prevedeva la commissione di massimo scoperto, in quanto, dai contratti prodotti, risultava assolutamente indeterminato il criterio ina base al quale ne veniva calcolato il tasso. Tale clausola, infatti, può ritenersi valida soltanto se sono stabiliti in modo chiaro il tasso applicabile, i criteri di applicazione dello stesso e di calcolo, la periodicità dello stesso e la medesima, inoltre, sia approvata per iscritto.

Nel caso in esame, mancando queste indicazioni, l’oggetto della clausola risulta indeterminato e, quindi, la stessa può considerarsi nulla.

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