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Acquisto di obbligazioni e responsabilità della banca: decide il giudice del luogo in cui si verifica il dannoCorte di Giustizia UE – Sentenza 28 gennaio 2015

Spazio di libertà, sicurezza e giustizia – Regolamento (CE) n. 44/2001 – Competenza giurisdizionale in materia civile e commerciale – Contratti conclusi dai consumatori – Consumatore, domiciliato in uno Stato membro, che ha acquistato titoli emessi da una banca stabilita in un altro Stato membro presso un intermediario stabilito in un terzo Stato membro – Competenza a conoscere dei ricorsi proposti contro la banca emittente di detti titoli

La Corte di Giustizia dell’Unione europea, con la sentenza in commento, si è pronunciata sulla delicata questione della responsabilità della banca in materia di acquisto di obbligazioni.

Se manca un contratto tra la banca che emette un’obbligazione ed un risparmiatore che stipula l’accordo con un terzo intermediario non è possibile avvalersi del titolo di giurisdizione del domicilio del consumatore. Detto questo, però, l’investitore può agire in giudizio dinanzi al Tribunale dello Stato in cui subisce il danno, che può coincidere con quello del suo domicilio, se gli effetti dannosi dell’illecito civile si producono sul suo conto corrente bancario.

La Corte di Giustizia ha fornito un’interpretazione ad alcuni articoli del Regolamento CE n. 44/2001 (sostituito, dal 10 gennaio, dal n. 1215/2012), concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale.

Il rinvio pregiudiziale a Lussemburgo è stato effettuato dal Tribunale di Vienna.

Il fatto da cui origina la questione, riguarda, infatti, la domanda di risarcimento danni avanzata da un investitore domiciliato a Vienna nei confronti di Barclays Bank, con sede a Londra, per presunta responsabilità contrattuale, precontrattuale e per fatto illecito, in merito alla svalutazione di un investimento che il ricorrente avrebbe effettuato mediante strumenti finanziari emessi dalla banca medesima.

Il ricorrente aveva fatto alcuni investimenti tramite una banca austriaca, che aveva acquistato certificati dalla Barclays. Le obbligazioni al portatore, però, erano crollate. Di qui l’azione contro la Barclays che ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice austriaco.

Nel caso in esame il contratto non è stato stipulato tra la convenuta, ossia la Barclays, ed il risparmiatore, in quanto quest’ultimo ha avuto contatti con un intermediario, ossia la banca austriaca.

Sulla base di queste premesse, la Corte ha sancito che:

1) l’articolo 15, paragrafo 1, del Regolamento CE n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, dev’essere interpretato nel senso che, in circostanze come quelle del procedimento in esame, un ricorrente che, in qualità di consumatore, abbia acquistato un’obbligazione al portatore da un terzo professionista, senza che tra detto consumatore e l’emittente di tale obbligazione sia stato concluso un contratto, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare, non può avvalersi della competenza prevista da tale disposizione ai fini dell’azione esperita contro detto emittente e fondata sulle condizioni inerenti al titolo obbligazionario, sulla violazione degli obblighi di informazione e di controllo, nonché sulla responsabilità derivante dal prospetto;

2) l’articolo 5, punto 1, lettera a), del Regolamento n. 44/2001 dev’essere interpretato nel senso che, in circostanze come quelle del procedimento in esame, un ricorrente che abbia acquistato un’obbligazione al portatore da un terzo, senza che l’emittente di detta obbligazione si sia liberamente obbligato nei confronti di tale ricorrente, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare, non può avvalersi della competenza prevista da tale disposizione ai fini dell’azione esperita contro detto emittente e fondata sulle condizioni inerenti al titolo obbligazionario, sulla violazione degli obblighi di informazione e di controllo nonché sulla responsabilità derivante dal prospetto;

3) l’articolo 5, punto 3, del Regolamento n. 44/2001 dev’essere interpretato nel senso che esso è applicabile a un’azione volta a far accertare la responsabilità dell’emittente di un certificato fondata sul prospetto ad esso inerente, nonché sulla violazione di altri obblighi di informazione incombenti a detto emittente, purché tale responsabilità non rientri nell’ambito della materia contrattuale ai sensi dell’articolo 5, punto 1, di detto Regolamento. A norma del punto 3 del medesimo articolo 5, il giudice del domicilio del ricorrente è competente, sulla base della concretizzazione del danno, a conoscere di un’azione siffatta in particolare qualora il danno lamentato si verifichi direttamente su un conto bancario del ricorrente presso una banca avente sede nell’ambito di competenza territoriale di tale giudice;

4) nell’ambito dell’esame della competenza giurisdizionale ai sensi del Regolamento n. 44/2001, non è necessario procedere a un’istruzione probatoria dettagliata per quanto riguarda gli elementi di fatto controversi che sono pertinenti ai fini tanto della competenza quanto della sussistenza del diritto azionato. Il giudice adito può, tuttavia, esaminare la propria competenza internazionale tenendo conto di tutte le informazioni di cui dispone, comprese, eventualmente, le contestazioni del convenuto.

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