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Ipoteca: estesa agli interessi di qualunque natura maturati al tasso legaleCassazione Civile – Sentenza 30 marzo 2015, n. 6403

La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, si è pronunciata in materia di ipoteca, affermando un importante principio giurisprudenziale.

In caso di iscrizione di ipoteca immobiliare per un capitale non restituito, l’estensione del privilegio è limitata ai soli interessi corrispettivi, per le due annate anteriori e quella in corso al giorno del pignoramento. Per i periodi successivi, invece, e fino alla vendita del bene oggetto di ipoteca, il privilegio va esteso a “tutti gli interessi”, a prescindere, quindi, dalla loro natura, rideterminati al tasso legale.

La Suprema Corte ha, infatti, statuito che: “ai sensi del terzo comma dell’art. 2855 cod. civ., sono assistiti dal privilegio ipotecario pure gli interessi di qualunque natura – e cioè, non rilevando se qualificabili come corrispettivi o moratori – ed al tasso legale via via vigente, maturati successivamente all’annata in corso al momento del pignoramento (ovvero in caso di credito azionato con intervento nel processo esecutivo, al momento di questo) fino alla vendita del bene oggetto di ipoteca”.

La Suprema Corte ha, quindi, accolto il ricorso presentato da una banca. La banca ricorrente ha, infatti, contestato l’interpretazione del giudice di merito, secondo cui “anche gli interessi legali successivi all’annata in corso e fino alla vendita, quando abbiano natura moratoria, come nel caso di specie, sarebbero esclusi dal privilegio ipotecario previsto dal terzo comma”.

Il giudice del processo esecutivo immobiliare aveva approvato un progetto di distribuzione che però non collocava in privilegio ipotecario né gli interessi di mora, né quelli al tasso legale maturati sulle somme dovute alla banca dal correntista moroso per un affidamento sul conto. Proposta opposizione, il Tribunale di Milano lo ha rigettato.

La Cassazione, infine, spiega che va distinta la lettura del terzo comma dell’art. 2855 cod. civ. da quella del secondo “attribuendo soltanto al terzo comma il significato di previsione della collocazione privilegiata degli interessi maturati nel periodo considerato, calcolati nella misura legale, senza necessità di individuarne la natura e di distinguere tra interessi corrispettivi ed interessi moratori, avendo il legislatore contemperato le ragioni del creditore ipotecario e dei creditori concorrenti con la previsione di limiti a carico del primo, temporale (fino al momento della vendita) e quantitativo (tasso legale)”.

Consulta il testo integrale -> Cassazione Civile – Sentenza 30 marzo 2015, n. 6403