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Post Series: Cessione del quinto

Cessione del quinto: entriamo nel dettaglio

Gli elementi fondamentali

Gli elementi fondamentali della cessione del quinto sono i seguenti:

  • importo richiesto;
  • durata;
  • capitale da rimborsare;
  • rate;
  • piano di ammortamento;
  • indici di costo;
  • spese di istruttoria;
  • spese assicurative;
  • commissioni bancarie;
  • contratto.

Importo richiesto

È l’importo che il dipendente richiede all’istituto finanziario.

Per un dipendente, sia esso pubblico che privato, l’importo del prestito ottenibile dipende dai seguenti elementi:

  • gli anni di anzianità lavorativa;
  • l’ammontare del TFR accantonato;
  • la retribuzione mensile netta.

Al crescere degli anni di anzianità lavorativa e del TFR accantonato, crescerà anche l’importo concedibile, in quanto l’istituto finanziario avrà una più ampia garanzia.

Inoltre, poiché il rimborso mensile deve essere inferiore alla quinta parte dello stipendio o della pensione, quanto maggiore saranno questi ultimi, tanto maggiore sarà la rata mensile sostenibile, altro fattore che rende possibile l’erogazione di somme più elevate.

Durata

Il D.P.R. n. 180/1950 ha sancito che i prestiti contro cessione del quinto dello stipendio, erogati a qualunque categoria di richiedenti, possano essere contratti con durate non superiori ai 120 mesi (10 anni). Se si è in età lavorativa avanzata, per la determinazione della durata massima della cessione, viene tenuto in considerazione la data approssimativa di inizio pensione del dipendente.

La durata, unitamente all’importo della mensilità percepita nella busta paga o nel cedolino pensione, è il parametro principale per definire l’importo ottenibile.

Inoltre, più lungo è il periodo di rimborso e più basso è il costo del finanziamento, in quanto il TAEG (ovvero il costo complessivo della cessione del quinto) si riduce al crescere della durata, perché i costi fissi associati al finanziamento, come il premio delle coperture assicurative, le commissioni bancarie e le imposte, vengono diluiti su un piano di ammortamento più lungo.

Per tale ragione la cessione del quinto è un finanziamento molto conveniente per importi e durate elevate, mentre per piccole somme di denaro può essere conveniente ricorrere ad un tradizionale prestito personale.

Capitale da rimborsare

Il capitale da rimborsare è la somma del prestito concesso a cui bisogna aggiungere gli interessi, i costi obbligatori relativi alla polizza assicurativa rischio vita e rischio impiego, le spese di intermediazione e le spese accessorie (bolli e notifica).

In tal modo si consente al richiedente di dilazionare i costi connessi alla concessione dei finanziamento per tutta la durata del prestito.

Rate

Le rate sono ciascuna delle parti in cui è diviso il rimborso del prestito ad intervalli regolari fra i 24 ed i 120 mesi. L’importo delle rate rimane fisso per tutta la durata del finanziamento, non può superare un quinto dello stipendio o della pensione netti e non cambia al variare della retribuzione mensile.

Piano di ammortamento

Il piano di ammortamento è il documento che riporta in dettaglio tutti i pagamenti che il richiedente effettua all’istituto finanziario. Indica la corretta imputazione per ciascuna rata della quota capitale e della quota interessi e il residuo debito ad ogni scadenza di pagamento.

Indici di costo

Gli indici utilizzati per esprimere i costi del finanziamento sono tre:

  • TAN (Tasso Annuo Nominale)

Il TAN è il tasso di interesse, espresso in percentuale su base annua, applicato dalle banche e dalle finanziarie all’importo del prestito. Il TAN misura, quindi, il livello di interessi applicato alla somma concessa in prestito, ma non tiene conto di nessuna delle spese accessorie che, invece, concorrono a definire l’onerosità di un finanziamento.

  • TEG (Tasso Effettivo Globale)

Il TEG esprime l’indice percentuale del costo del finanziamento calcolato su base annua. Sono comprese le spese di istruttoria, le spese di apertura pratica, le spese di incasso delle rate e le commissioni di intermediazione, ma sono esclusi gli oneri assicurativi che hanno un impatto significativo sui costi di finanziamento.

  • TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale)

Si tratta di una misura, espressa in termini percentuali, con due cifre decimali e su base annua, del costo complessivo del finanziamento.

Diversamente dal TAN, il TAEG è comprensivo degli oneri accessori, quali spese di istruttoria, spese di apertura pratica, spese di incasso delle rate, commissioni di intermediazione, coperture assicurative ed ogni altro onere previsto dal contratto.

Tuttavia, per la cessione del quinto, la legge prevede che le spese assicurative possano essere discrezionalmente escluse dal calcolo del TAEG ed in genere così fanno gli istituti finanziari.

In sintesi, il TAEG è l’unico parametro che consente di stabilire quale proposta di finanziamento tramite cessione del quinto è la più conveniente.

Nel confronto di due o più offerte di finanziamento bisogna tener conto che il TAEG può rappresentare un elemento di confronto corretto purché i prestiti presentino medesime caratteristiche in termini di importo e di durata.

Sinteticamente:

  • a parità di ammontare finanziato, il TAEG si riduce all’aumentare della durata del prestito;
  • a parità di durata, il TAEG si riduce all’aumentare dell’importo del prestito.

Spese di istruttoria

Le spese di istruttoria sono una voce di costo che l’istituto finanziario pone a carico del richiedente per la copertura dei costi di valutazione e gestione della domanda di finanziamento, quali spese di segreteria, bolli e notifiche. Nella cessione del quinto vengono di norma corrisposte in un’unica soluzione, al momento dell’erogazione del finanziamento. L’importo erogato è, quindi, al netto di queste spese.

Spese assicurative

Si tratta delle spese relative alla polizza assicurativa rischio vita, che tutela l’istituto finanziario in caso di decesso del richiedente ed alla polizza assicurativa rischio impiego, a tutela del caso in cui il richiedente perda involontariamente il posto di lavoro, facendo venire meno il meccanismo di rimborso del prestito. Per completezza si veda il paragrafo “Cessione del quinto e assicurazione”.

Entrambi i costi delle due polizze vengono trattenuti, in un’unica soluzione, dall’importo netto erogato.

Commissioni bancarie

Un’altra voce di costo che alcuni istituti finanziari pongono a carico del richiedente sono le cosiddette commissioni bancarie. Anch’esse concorrono a determinare l’importo netto erogato.

Contratto

Il contratto di finanziamento tramite cessione del quinto dello stipendio, detto anche “Contratto di prestito con trattenuta delegatasi sottoscrive in 4 copie, una per l’istituto finanziario, una per il richiedente, una per la compagnia di assicurazione e una per il datore di lavoro.

È compilato in tutte le sue parti e firmato sia dal richiedente che dall’istituto finanziario.

Secondo la direttiva europea di base sul credito ai consumatori deve contenere le seguenti informazioni:

  • identità e contatti dell’istituto finanziario e dell’eventuale intermediario del credito intervenuto nel processo di vendita;
  • i dati anagrafici del richiedente (nome, cognome, codice fiscale, residenza);
  • i dati personali del richiedente (stato civile, professione, reddito);
  • caratteristiche principali del prodotto, tra cui:
  • tipo di contratto di prestito. Nel caso della cessione del quinto si tratta di un prestito personale rimborsabile mediante cessione pro-solvendo del quinto della retribuzione;
  • importo totale del prestito, inteso somma totale degli importi messi a disposizione del richiedente;
  • durata del contratto;
  • il numero, gli importi e la scadenza delle singole rate;
  • costi del finanziamento:
  • Tasso Annuo Nominale (TAN): tasso di interesse che si applica al contratto di finanziamento;
  • Tasso annuo effettivo globale (TAEG): inteso come il costo totale del finanziamento espresso in percentuale, calcolata su base annua, dell’importo totale;
  • descrizione dei prodotti obbligatori che è necessario sottoscrivere per ottenere il finanziamento. Nel caso della cessione del quinto devono essere riportate le coperture assicurative ed ogni altro contratto per servizi accessori;
  • penalità in caso di ritardi nei rimborsi delle rate;
  • ogni altro prezzo e condizione praticati;
  • • il dettaglio delle condizioni analitiche secondo cui il TAEG può essere eventualmente modificato;
  • • l’importo e la causale degli oneri che sono esclusi dal calcolo del TAEG.

Altri importanti aspetti legali

  • Le regole previste in caso di recesso dal contratto. Nel caso della cessione del quinto, il richiedente ha il diritto di recedere dal contratto entro 14 giorni di calendario dalla sua sottoscrizione.
  • Rimborso anticipato. Il consumatore ha il diritto di rimborsare il finanziamento anche prima della scadenza del contratto, in qualsiasi momento, in tutto o in parte. L’istituto finanziario ha però il diritto ad un indennizzo in caso di rimborso anticipato, quantificabile nell’1% dell’importo rimborsato in anticipo se la vita residua del contratto è superiore ad un anno, nello 0,5% dell’importo rimborsato in anticipo se la vita residua del contratto è pari o inferiore ad un anno. In ogni caso, l’indennizzo non può superare l’importo degli interessi che il richiedente avrebbe pagato per la vita residua.
  • Il consenso al trattamento dei dati personali (Privacy).
  • Nullità del contratto. Il contratto è nullo in mancanza di uno degli elementi obbligatori:
  • • non è redatto in tutti i suoi punti;
  • • quando non è sottoscritto sia dall’istituto finanziario che dal richiedente.

Ritardato pagamento e risoluzione del contratto

Nel caso di ritardo nel pagamento anche di una sola rata, attribuibile a qualsiasi causa, saranno dovuti, sull’importo non pagato, gli interessi di mora convenuti nel contratto e le spese sostenute dall’istituto finanziario per recuperare l’importo finanziato.

Qualora si verifichino la cessazione del rapporto di lavoro, o la sospensione o riduzione dello stipendio (così come nel caso di ritardato pagamento), l’istituto finanziario potrà considerare risolto il contratto e questo indipendentemente dalla stipulazione della prevista polizza assicurativa.

In conseguenza della risoluzione, l’assicurazione si avvale della garanzia sul TFR ed in caso di eccedenze, il richiedente è tenuto a rimborsare il debito residuo.

Con la cessione del quinto la normativa non prevede l’iscrizione come cattivo pagatore nella centrale dei rischi, in quanto il soggetto preposto al pagamento è il datore di lavoro.

Soggetti coinvolti nella cessione del quinto

I soggetti che intervengono nell’operazione del prestito mediante cessione del quinto sono i seguenti:

  • cedente: è colui che richiede il prestito;
  • cessionario: è l’ente erogante (istituto di credito o finanziaria);
  • amministrazione terza ceduta: è la figura dell’ente di riferimento del cedente per la richiesta della cessione del quinto (datore di lavoro, amministrazione presso cui si lavora, ente pensionistico di riferimento);
  • compagnia di assicurazione: è la compagnia che assicura i rischi da impiego e vita del cedente;
  • finanziaria intermediaria o società di intermediazione creditizia: sono coloro che procacciano i clienti (cedenti) grazie a mandati o procure emessi dai cessionari.

Enti eroganti

Il D.P.R. n. 180/50 stabilisce chi è autorizzato ad erogare la cessione del quinto:

  • istituti di credito;
  • enti di previdenza;
  • istituto nazionale delle assicurazioni;
  • società di assicurazione legalmente esercenti;
  • istituti o società esercenti il credito tranne quelle costituite in nome collettivo (S.n.c.) o in accomandita semplice (S.a.s.);
  • casse di risparmio;
  • monti di credito su pegno;

Tutte le banche ed intermediari finanziari iscritti negli appositi elenchi gestiti dalla Banca d’Italia.

Rinnovo della cessione del quinto

Il finanziamento contro cessione del quinto dello stipendio o pensione può essere rinnovato, anche con un altro istituto finanziario, prima della scadenza naturale del piano di ammortamento. È necessario tuttavia che sia trascorso almeno il 40% (due quinti) della durata originaria del finanziamento. Ad esempio, se è stato stipulato un prestito della durata di 60 mesi (5 anni), il rinnovo potrà essere richiesto a partire dal 24esimo mese (dopo 2 anni).

Non vi è alcuna discriminante sulla tipologia di richiedente: tutti i dipendenti pubblici, privati ed i pensionati possono chiedere il rinnovo della cessione del quinto, requisiti di età massima permettendo.

Il motivo per cui si procede al rinnovo della cessione è semplice: allontanando la scadenza naturale del prestito, con un nuovo finanziamento, a parità di rata mensile di rimborso (sempre un quinto dello stipendio), è possibile ottenere nuova liquidità senza aggravare il bilancio familiare.

In sostanza il rinnovo prevede che il vecchio finanziamento venga chiuso attraverso l’erogazione di una nuova cessione del quinto, di durata maggiore, il cui ammontare netto erogato viene in parte destinato all’estinzione del debito precedente ancora in corso. Al richiedente viene, quindi, versata solo la parte rimanente che rappresenta la liquidità aggiuntiva generata dal rinnovo.

Per valutarne correttamente la convenienza, bisogna tenere conto che dall’importo residuo da estinguere è possibile detrarre soltanto gli interessi sulle rate rimanenti, misurati dal TAN, e non anche tutti i costi accessori legati al finanziamento (spese di istruttoria e di intermediazione, spese per la copertura assicurativa), misurati dal TAEG.

Dato che i costi accessori, anche per via delle spese per la copertura assicurativa, sono prevalenti rispetto agli interessi, ne consegue che non è mai conveniente il rinnovo di una cessione del quinto con una lunga durata residua: l’istituto finanziario originario, infatti, addebita nel conteggio di estinzione tutti i costi accessori non ancora ammortizzati.

In buona sostanza, dato che il rinnovo fa perdere tutti i costi non contemplati dal TAN non è mai conveniente estinguere una cessione del quinto senza prima aver rimborsato la metà delle rate previste dal piano di ammortamento.

In sintesi:

  • si calcola il residuo debito lordo, moltiplicando l’importo della rata per il numero di rate residue;
  • dall’importo lordo si scorporano gli interessi non maturati nella misura del TAN ottenendo il capitale netto da rimborsare;
  • si aggiunge la somma di cui si ha bisogno e si dilaziona l’importo complessivo per un massimo di centoventi (120) mensilità.

Rinegoziazione della cessione del quinto

La cessione del quinto può essere rinegoziata per ottenere un piano di ammortamento più lungo, spostando nel tempo la scadenza del prestito, così da ottenere:

  1. una riduzione della quota trattenuta sulla busta paga o sulla pensione. Nel caso in cui al richiedente non serva nuova liquidità, allungare il piano di ammortamento consente di diminuire l’impatto mensile della rata sullo stipendio o sulla pensione. Ad esempio, un pensionato con 1.000 euro di pensione ed una cessione del quinto quinquennale con trattenuta mensile pari a 200 euro accesa da 2 anni, può rinegoziare un nuovo finanziamento di durata 5 anni sul debito residuo, riducendo del 30% la rata di rimborso. Ogni mese si vedrà detrarre dalla pensione 140 euro invece di 200 euro;
  2. una nuova liquidità aggiuntiva per far fronte a nuove spese. In questo caso, mantenendo la rata mensile immutata, allungando la durata del finanziamento il richiedente ottiene una somma aggiuntiva pari indicativamente alla somma delle rate già trattenute nel corso del finanziamento, ridotte dei costi connessi al nuovo finanziamento o alla rinegoziazione dello stesso. Ad esempio, un dipendente pubblico con 2.000 euro di stipendio ed una cessione del quinto quinquennale con trattenuta mensile pari a 400 euro accesa da 2 anni, può rinegoziare un nuovo finanziamento di durata 10 anni ottenendo una liquidità aggiuntiva anche superiore a 14.000 euro. Il dipendente continuerà a vedersi trattenuto 400 euro dallo stipendio mensile, ma allungando il finanziamento di 7 anni si trova la disponibilità di una nuova somma di denaro.
  3. entrambi i benefici. Il richiedente può ottenere sia liquidità aggiuntiva, sia la riduzione della quota trattenuta mensilmente sullo stipendio o sulla pensione.

Tuttavia, le disposizioni contenute nella Legge n. 141/2010 stabiliscono che non sia possibile rinnovare o rinegoziare la cessione del quinto se non è trascorso almeno il 40%  della durata originaria del contratto già sottoscritto. In sintesi, data una cessione del quinto di 60 mesi (5 anni), per legge è possibile procedere alla rinegoziazione solo dopo 24 mesi (2 anni). Tale Legge, non rispettata per anni, è stata recentemente ricordata agli intermediari finanziari direttamente dalla Banca d’Italia, allo scopo di prevenire i casi di rinnovo ante-termine, ovvero precoce della cessione del quinto.

Consolidamento

Se si hanno diversi prestiti in corso, con la cessione del quinto è possibile ottenere un unico finanziamento di importo maggiore per ridurre tutte le rate in una sola rata mensile. Al termine del finanziamento, si potrà anche rinnovare il prestito ed ottenere ulteriore liquidità.

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